Google ha superato IBM, divenendo l’azienda leader nelle domande di brevetto relative all’IA generativa.
A dirlo sono i dati che IFI Claims ha condivisi con Axios, i quali mostrano chiaramente come il gigante tecnologico di Mountain View stia guidando l’innovazione e la protezione delle sue tecnologie attraverso una solida strategia.
L’aumento delle domande nell’IA generativa e agentica
Secondo le informazioni più recenti, le domande di brevetto sull’IA generativa negli Stati Uniti sono aumentate di oltre il 50% negli ultimi mesi, una chiara indicazione dell’intensificarsi degli sforzi da parte delle aziende per proteggere le proprie tecnologie.
Sebbene non rappresentino un indicatore diretto dell’innovazione, i brevetti sono comunque un indicatore significativo delle aree di ricerca che destano maggiore interesse e attenzione tra le aziende tecnologiche.
Il portavoce di IFI Claims ha commentato che questo “aumento nelle domande di brevetto per l’IA è un segno che le aziende sono attivamente impegnate a tutelare le proprie tecnologie, con un conseguente incremento nei brevetti concessi.”
Nel panorama delle richieste di protezione per l’IA agentica, Google e Nvidia si trovano ai primi posti, seguiti da IBM, Intel e Microsoft. La classifica sottolinea la crescente importanza di questa tecnologia, che riguarda il design di agenti autonomi in grado di svolgere compiti complessi senza supervisione umana diretta.
Il ruolo crescente della Cina
A livello globale, Google e Nvidia continuano a dominare la scena nelle domande di brevetto per l’IA agentica, ma emerge un dato interessante: tre università cinesi si trovano nella top 10 per questi brevetti.
Ciò conferma la posizione della Cina come principale rivale degli Stati Uniti nel settore, soprattutto in un momento storico di crescente competizione tecnologica tra le due potenze.
Per quanto riguarda l’IA generativa, Google si mantiene saldamente al vertice anche nelle classifiche globali, ma sei delle prime dieci posizioni sono occupate da aziende o università cinesi.
In questa corsa, Microsoft, Nvidia e IBM continuano a fare la parte del leone, con Microsoft che si conferma al terzo posto.
I brevetti offensivi e difensivi
L’espansione delle domande di brevetto per l’IA non riguarda solo le aziende già consolidate come Google e Microsoft, ma coinvolge anche altre realtà come Capital One, Samsung, Adobe e Qualcomm.
Queste aziende dimostrano un crescente interesse nel proteggere le loro innovazioni nell’ambito dell’IA, riconoscendo il valore delle tecnologie emergenti.
Il mercato globale delle protezioni legali nell’IA continua a espandersi, con le richieste relative all’IA generativa che rappresentano il 17% del totale delle domande negli Stati Uniti. Sebbene l’IA agentica rappresenti una percentuale inferiore (7%), l’importanza di quest’area è destinata a crescere, come dimostra l’aumento significativo delle richieste di brevetto.
Mentre Meta si concentra principalmente sullo sviluppo open source e non ha intenzione di perseguire brevetti in modo offensivo, OpenAI ha incrementato la sua attenzione verso i brevetti nell’ultimo anno, pur dichiarando di utilizzare i suoi brevetti solo in modo “difensivo”.
Ciò riflette una strategia che si discosta dalle tradizionali pratiche competitive di altre grandi aziende, ma che potrebbe rivelarsi una mossa prudente nell’attuale clima di incertezze geopolitiche e tecnologiche.
I numeri dietro l’innovazione
Nel 2024, le domande di brevetto negli Stati Uniti relative all’IA generativa hanno visto un’impennata del 56%, con un totale di 51.487 domande. L’aumento va di pari passo con un incremento del 32% dei brevetti concessi.
Globalmente, l’IA generativa ha rappresentato il 23% delle domande di brevetto nell’IA, mentre l’IA agentica ha costituito il 5% del totale, a dimostrazione del crescente impegno delle aziende verso la protezione delle tecnologie avanzate.
Il periodo preso in considerazione per questa analisi è quello che va da febbraio 2024 ad aprile 2025, e i dati emersi suggeriscono che l’IA continua a essere una delle aree più dinamiche in termini di innovazione e protezione legale.


