Google mapperà le emissioni di metano dallo spazio

da | 15 Feb 2024 | Aerospace

Nel contesto di una crescente preoccupazione per il cambiamento climatico, Google compie un passo significativo annunciando la collaborazione con l’organizzazione no profit Environmental Defense Fund (EDF). La partnership mira a rivoluzionare il modo in cui monitoriamo e comprendiamo l’impatto delle emissioni di metano, sfruttando la tecnologia spaziale per mappare dettagliatamente le infrastrutture petrolifere e del gas.

Perché mai questa attenzione verso il metano quando l’indiziata numero uno per l’effetto serra è l’anidride carbonica? La spiegazione sta nel fatto che, secondo le statistiche, il metano è responsabile di circa il 30% del riscaldamento globale. Non solo: è anche 80 volte più potente della CO2 nel riscaldare il pianeta. Fortunatamente, il metano ha una durata molto più breve dell’anidride carbonica, che invece può rimanere nell’atmosfera per centinaia di anni.

Interventi mirati sul metano possono quindi avere un impatto immediato e significativo sul cambiamento climatico. Ecco spiegata allora la ragione del progetto MethaneSAT, che vedrà la messa in orbita di un satellite che si focalizzerà sull’identificazione precisa delle aree da cui provengono le emissioni di metano.

MethaneSAT, che verrà lanciato il mese prossimo, rappresenta allora un balzo in avanti nel tracciamento di questo potente gas serra. E Google contribuirà mettendo in campo le proprie competenze nell’intelligenza artificiale per creare una mappa globale delle fonti d’inquinamento.

Yael Maguire, vicepresidente e direttore generale del team di Geo Sustainability di Google, sottolinea l’importanza e la complessità dell’operazione: “Le infrastrutture cambiano rapidamente e mantenere aggiornata una mappa del genere richiede uno sforzo costante. Ma questo è qualcosa in cui noi abbiamo sviluppato una grande competenza”. E poi aggiunge: “Riteniamo che queste informazioni siano incredibilmente preziose per le aziende energetiche, i ricercatori e il settore pubblico, al fine di anticipare e mitigare le emissioni di metano.”

Steven Hamburg, capo scienziato dell’EDF, enfatizza l’importanza di intervenire in tempi rapidi. “Il metano domina ciò che accade nel breve termine. La tempistica è davvero importante perché se agiamo rapidamente e riduciamo drasticamente quelle emissioni di metano, possiamo ridurre significativamente il tasso di riscaldamento nei prossimi decenni”.

Il progetto MethaneSAT si avvarrà anche di un jet appositamente attrezzato per misurare e tracciare il metano proveniente dalle operazioni petrolifere e del gas in tutto il nordamerica. Operando da aeroporti locali, i voli mapperranno e quantificheranno le emissioni dai bacini che comprendono circa l’80% della produzione onshore degli Stati Uniti. Fonte: methanesat.org

La ricerca suggerisce che molti paesi, inclusi gli Stati Uniti, sottovalutano le emissioni di metano derivanti dalle infrastrutture petrolifere e del gas. MethaneSAT, con il sostegno di entità di spicco come il Bezos Earth Fund e l’Agenzia Spaziale della Nuova Zelanda, vuole cambiare questo scenario.

L’operazione consiste nell‘addestrare l’IA a identificare le piattaforme di perforazione, le pompe, i serbatoi di stoccaggio e le altre infrastrutture per combustibili fossili. Lavorando sui dati delle emissioni di MethaneSAT, il sistema può identificare l’origine delle perdite di metano e prevenirne potenzialmente una buona parte. Solo per quanto riguarda gli Stati Uniti, la stima annua è di 6,5 milioni di tonnellate metriche (unità di misura di massa equivalente a 1.000 chilogrammi) di metano.

Ovviamente, bloccare queste perdite non è sufficiente a raggiungere gli obiettivi climatici globali senza un passaggio a energie più pulite. Ecco perché già nel 2020 Google si è impegnata a smettere di sviluppare strumenti di IA per le compagnie di combustibili fossili volte a estrarre più petrolio e gas. Gli ambientalisti esercitano comunque pressioni affinché l’azienda rescinda eventuali contratti esistenti con le compagnie petrolifere.

Con 15 orbite terrestri al giorno, il satellite fornirà dati cruciali sull’emissione di metano. Il progetto mira non solo a risolvere le perdite di metano, che negli USA costano circa l’1% della produzione annuale di gas, ma anche a porre le basi per un futuro energetico più pulito. I dettagli esatti del lancio di MethaneSAT devono ancora essere annunciati ma l’EDF prevede di iniziare a condividere le prime informazioni ricevute dal satellite entro quest’anno, mentre per avere una visione più completa del fenomeno bisognerà attendere l’anno prossimo.

Tutti i dati ricavati saranno disponibili pubblicamente tramite il sito web di MethaneSAT e Google Earth Engine (da non confondersi con Google Earth), piattaforma di dati geospaziali basata sul cloud di Google.

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