Al Google Cloud Summit 2025, andato in scena a Milano, l’attenzione si è concentrata sull’adozione concreta dell’intelligenza artificiale da parte di aziende e istituzioni italiane.
A un anno dalla precedente edizione, in cui l’AI generativa era ancora presentata come un orizzonte futuro, il messaggio di quest’anno è stato più pragmatico: molte tecnologie sono operative, e alcune – secondo Google – stanno già producendo impatti misurabili.
L’infrastruttura italiana ottiene la qualifica ACN
Uno degli annunci principali del Google Cloud Summit di Milano è stato l’ottenimento, da parte dell’infrastruttura cloud dell’azienda, della qualifica di Livello 2 da parte dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).
Si tratta di una certificazione che attesta la conformità ai requisiti di sicurezza e resilienza richiesti alla Pubblica Amministrazione e, più in generale, a chi gestisce dati sensibili.
Nel quadro della Strategia Cloud Italia, questo riconoscimento rappresenta un passo importante verso quella che viene definita sovranità digitale: la possibilità per istituzioni e imprese di mantenere il pieno controllo su dove risiedono i propri dati e su chi può accedervi.
Google ha presentato diverse soluzioni pensate per rispondere a questi requisiti. Data Boundary consente di stabilire la localizzazione geografica dei dati e delle chiavi di cifratura; Air-Gapped offre ambienti completamente isolati dalla rete per i contesti più critici; User Data Shield, infine, introduce ulteriori garanzie sull’utilizzo delle applicazioni, con il supporto di verifiche indipendenti.
Tutte queste tecnologie si appoggiano a infrastrutture fisiche presenti in Italia, con data center localizzati a Milano e Torino e collaborazioni attive con partner come TIM. L’obiettivo dichiarato è quello di fornire una piattaforma cloud che rispetti le normative italiane ed europee in materia di protezione dei dati.

Raffaele Gigantino, Country Manager di Google Cloud Italy.
Traduzione vocale in Google Meet: verso l’italiano in tempo reale
Tra gli aggiornamenti introdotti, anche una nuova funzione per Google Meet: la traduzione vocale quasi in tempo reale, che sarà estesa anche all’italiano nelle prossime settimane.
Il sistema riproduce la voce tradotta in modo naturale e sarà inizialmente disponibile per gli utenti consumer, con l’intenzione di estenderlo in seguito anche alle aziende. L’obiettivo è facilitare la collaborazione internazionale, in particolare per team distribuiti.
I premi all’AI italiana
Nel corso del Summit è stata presentata la prima edizione degli Italy AI Groundbreaker Award, un riconoscimento pensato da Google per valorizzare i progetti italiani che si distinguono per l’utilizzo innovativo delle sue tecnologie di intelligenza artificiale.
Una giuria composta da accademici, imprenditori e rappresentanti istituzionali ha selezionato i vincitori tra centinaia di candidature ricevute in pochi mesi, segno di un ecosistema in fermento.
Tra i premiati c’è Bper, che ha utilizzato agenti di intelligenza artificiale per riorganizzare i flussi informativi interni e ottimizzare l’operatività bancaria.
Ganiga ha ricevuto un riconoscimento per Hoooly, un sistema che applica l’AI alla raccolta differenziata, trasformando il cestino intelligente in uno strumento per la gestione ambientale.

Paolo Spreafico, Country Director Customer Engineering per l’Italia di Google.
Zendata, con il progetto BloomyLabs, è stata premiata per aver introdotto un approccio personalizzato alla formazione, in ambito aziendale e accademico, attraverso contenuti dinamici e analisi in tempo reale.
Annarosa Farina, Chief Information Officer e Chief Data Officer dell’Istituto Europeo di Oncologia del Monzino, è stata infine riconosciuta come AI Pioneer per il lavoro svolto nell’implementazione dell’intelligenza artificiale nella ricerca clinica, con l’obiettivo di accelerare l’analisi dei dati e migliorare i percorsi di cura.
Oltre ai premi, l’iniziativa ha fornito un utile indicatore delle aree in cui l’AI inizia a consolidarsi anche nel contesto italiano, toccando settori molto diversi fra loro: dalla finanza alla sanità, passando per l’ambiente, l’educazione e l’industria.
Casi d’uso e adozione sul campo
Il Summit ha anche offerto l’occasione per presentare alcuni casi d’uso che mostrano come Google Cloud venga già impiegato da aziende e istituzioni italiane.
Tra questi, BricoIo ha illustrato come la combinazione tra un assistente virtuale e strumenti avanzati di analisi dei dati abbia permesso di rinnovare l’esperienza del cliente in ambito retail, mentre PagoPA ha puntato sulla tecnologia cloud per semplificare l’accesso ai servizi pubblici, migliorando la fruibilità delle piattaforme digitali.

Un momento del Google Cloud Summit di Milano.
Nel settore delle telecomunicazioni, WINDTRE ha descritto l’utilizzo della propria data platform per sviluppare offerte personalizzate, facendo leva sulle capacità predittive dell’AI. UniCredit, invece, è attualmente impegnata in un processo di migrazione su larga scala verso l’infrastruttura cloud di Google, con l’obiettivo di integrare i modelli linguistici della famiglia Gemini e modernizzare sistemi legacy in tredici mercati europei.
Infine, anche il settore pubblico è stato rappresentato con l’esempio dell’Arma dei Carabinieri, che ha adottato Google Workspace per migliorare gli strumenti di comunicazione interna e semplificare i processi organizzativi.
Una trasformazione in corso, ma non omogenea
Se da un lato l’evento ha messo in evidenza la varietà di settori coinvolti nella trasformazione digitale, dall’altro è emersa anche la consapevolezza che il percorso non è uniforme.
Le soluzioni di AI richiedono infrastrutture, competenze e un forte allineamento normativo, e non tutte le realtà italiane sono allo stesso punto del cammino.
Google, dal canto suo, continua a posizionarsi come fornitore di tecnologia ma anche come partner istituzionale. Il modello proposto, incentrato sull’infrastruttura proprietaria e su una logica di ecosistema controllato, pare avere le carte in regola per affermarsi. Ma, come sappiamo, il mercato spesso prende vie imprevedibili.


