l Regno Unito chiude il dossier sulla partnership da 2 miliardi di dollari tra Google e Anthropic, un passo che allenta le tensioni regolatorie sulle collaborazioni tra giganti tecnologici e startup di intelligenza artificiale.
La Competition and Markets Authority (CMA) ha concluso infatti che l’investimento di Google non solleva preoccupazioni tali da giustificare un’indagine approfondita, facendo tirare un sospiro di sollievo alla casa madre Alphabet.
Un controllo sempre più serrato
La decisione della CMA arriva in un contesto di crescente attenzione su collaborazioni di questo tipo.
Dopo il debutto di ChatGPT nel 2022, il settore dell’IA è stato scosso da un’ondata di investimenti miliardari, con grandi nomi come Amazon, Microsoft e Google impegnati a guadagnare terreno in una competizione globale.
La stessa Anthropic, fondata da ex dipendenti di OpenAI, è diventata uno dei protagonisti della scena grazie al suo assistente AI Claude, attirando investimenti sia da Google che da Amazon.
Nonostante il clamore attorno a queste partnership, la CMA ha deciso di chiudere l’inchiesta avviata a ottobre sull’investimento di Google. L’autorità ha stabilito che l’accordo non conferisce a Google un’influenza significativa su Anthropic, eliminando così la necessità di ulteriori verifiche.
La strategia di Google: oltre la concorrenza
Google ha annunciato a fine 2023 l’intenzione di investire fino a 2 miliardi di dollari in Anthropic, mossa che evidenziava l’urgenza di assicurarsi un vantaggio strategico nei confronti di rivali come Microsoft e OpenAI. L’accordo con Anthropic si inserisce quindi in una più ampia competizione per il controllo delle tecnologie di intelligenza artificiale generativa, un settore che sta ridefinendo il futuro del lavoro e della produttività.
La decisione della CMA si aggiunge a una serie di approvazioni simili nel Regno Unito. Amazon, che ha destinato 4 miliardi di dollari a Anthropic, ha evitato un’indagine formale, e anche Microsoft ha superato i controlli riguardo all’assunzione di ex dipendenti di altre startup IA.
Mentre il Regno Unito adotta un approccio più morbido, le autorità statunitensi non abbassano invece la guardia. La Federal Trade Commission (FTC) ha avviato un’indagine su scala nazionale, richiedendo a colossi come Alphabet, Amazon e Microsoft di fornire dettagli sui loro investimenti in startup IA.
L’obiettivo è verificare se tali accordi possano limitare la concorrenza o consolidare monopoli tecnologici.
Nonostante queste pressioni, il via libera della CMA offre a Google e ad altri attori del settore una momentanea tregua. La decisione evidenzia un atteggiamento pragmatico delle autorità britanniche, che sembrano intenzionate a non ostacolare eccessivamente l’innovazione nel settore dell’IA.
Il caso Google-Anthropic rappresenta una vittoria simbolica per le Big Tech. La battaglia per definire i confini regolatori dell’intelligenza artificiale è tutt’altro che conclusa e l’incertezza sui futuri sviluppi normativi, tratteggia un panorama imprevedibile.


