Google mette l’IA nel suo motore di ricerca con AI Overviews

da | 15 Mag 2024 | IA

Tempo di lettura: 4 minuti

Quello tra Google e OpenAI è un duello destinato a protrarsi nel tempo e che finora ci ha regalato più di uno spunto.

Ad esempio, qualche giorno fa sembrava che Sam Altman dovesse annunciare l’antagonista di Google Search nel corso di un evento “casualmente” posizionato il giorno prima del Google I/O che stiamo ora commentando. I fatti hanno poi smentito gli insider e hanno visto il lancio di GPT-4o. Google, invece, che pareva costretta in un modello di business troppo radicato e redditizio per rischiare di cambiarlo, ha invece stupito ieri presentando AI Overviews.

Una novità, questa, che ci si aspettava dalla concorrenza che ha tutto da guadagnare dal detronizzare il re, non certo da chi, come il colosso guidato da Sundar Pichai, dalla ricerca l’anno scorso ha ricavato circa 175 miliardi di dollari.

Ma sappiamo tutti che chi si ferma è perduto e ciò è ancor più vero quando si parla di tecnologia, dove i ritmi sono più accelerati che altrove. Ecco allora Alphabet, la società madre di Google, giocare d’anticipo e presentare durante l’evento annuale Google I/O tenutosi a Mountain View, in California, una serie d’innovazioni relative alla ricerca. Per mantenere il suo dominio nell’ambito dei motori di ricerca in un contesto di crescente competizione con OpenAI e Microsoft.

Come funziona AI Overviews

AI Overviews è un nuovo modo di presentare i risultati delle ricerche. Un pannello generato dall’IA apparirà sotto le richieste degli utenti, fornendo informazioni riassuntive tratte dai risultati di ricerca di Google.

Non tutte le ricerche genereranno una pagina ad hoc organizzata dall’IA. Per quelle più semplici, Google erogherà i risultati come ha sempre fatto. Ma qualora si chiedano informazioni più articolate, ad esempio in merito a una certa tematica, o si abbia bisogno di informazioni più specifiche, come creare un piano alimentare settimanale o trovare un ristorante per un anniversario, ecco che sotto la nostra ricerca apparirà un sommario generato dall’IA. Per alcune richieste sensibili, come informazioni mediche o tematiche legate all’autolesionismo, le panoramiche IA non saranno disponibili.

AI Overviews, disponibile per tutti gli utenti statunitensi entro la settimana, rappresenta una risposta diretta a quanto si vocifera farà OpenAI (e stanno già facendo Arc Search e Perplexity AI). Ma pare anche una potenziale minaccia per l’attuale modello di business di Google. Che oggi, come sempre, ci fornisce una serie di link nei quali poi noi entriamo, generando traffico che a sua volta corrisponde all’erogazione di un banner pubblicitario. È chiaro però che nel momento in cui l’IA servirà su un piatto d’argento il riassunto di ciò che l’utente va cercando, il rischio è che poi non senta più il bisogno di cliccare sui link. Riducendo così il traffico verso i siti e, di conseguenza, il traffico pubblicitario.

Sundar Pichai, CEO di Alphabet, conscio di queste perplessità ha voluto rassicurare investitori e inserzionisti: “Vediamo così tante opportunità davanti a noi per creator, sviluppatori, startup, per tutti”. Salvo poi aggiungere: “questo è un momento di crescita e opportunità”.

Allineata, e non poteva che essere così, Liz Reid, vicepresidente della ricerca di Google. Che ha spiegato che l’obiettivo di AI Overviews è ridurre il tempo e il carico mentale necessario per trovare informazioni. “La ricerca è uno strumento molto potente ma spesso richiede molto lavoro. Come possiamo togliere quel lavoro duro dal cercare per voi, così che possiate concentrarvi sul fare altre cose?”, ha domandato la Reid.

Jacob Bourne di eMarketer ha invece osservato: “Mostrando i suoi ultimi modelli e come essi alimenteranno i prodotti esistenti, Google sta dimostrando che può differenziarsi efficacemente dai rivali”. Poi, però, ha avvisato: “Per mantenere il suo vantaggio competitivo e soddisfare gli investitori, Google dovrà concentrarsi sulla traduzione delle sue innovazioni in prodotti e servizi redditizi su larga scala”.

Preoccupazioni e sfide future

Gli investitori hanno notato che le risposte generative di AI Overviews richiederanno più potenza di calcolo, riducendo così i margini di Google. Gli editori invece sono preoccupati per l’impatto sul traffico derivante dalle ricerche intelligenti. Marc McCollum di Raptive ha stimato che il 25% del traffico di ricerca verso gli editori potrebbe sparire col lancio su larga scala di AI Overviews, avvertendo che “Google guadagnerà quote e ricavi, mentre le stesse persone che hanno creato i contenuti che hanno utilizzato per costruire SGE andranno in sofferenza”.

Liz Reid risponde che test interni mostrano che le ricerche generative sono un punto di partenza per altri siti web, non la fine del percorso. Vista l’innata pigrizia umana già evidenziata dall’attuale Google Search (quanti cliccano automaticamente sul primo link disponibile?), ci sentiamo di avere qualche dubbio.

Sia chiaro, l’ingresso dell’intelligenza artificiale in Google Search non si riduce alle panoramiche generali di AI Overviews. C’è anche una nuova funzionalità in Lens che permette di effettuare ricerche dai nostri filmati (la vedete verso la fine del video qui sopra).

Verrà poi introdotto un nuovo strumento di pianificazione, progettato per generare automaticamente itinerari di viaggio basati su una singola query. Infine, ci sarà un nuovo modo basato sull’IA per organizzare la pagina dei risultati, in modo che quando si cerca un ristorante in una nuova città, il sistema offre un elenco per una serata romantica e un altro per una riunione di lavoro, senza che si debba specificarlo.

Quella tra Google e OpenAI rappresenta dunque un’affascinante competizione nel campo dell’intelligenza artificiale, con entrambe le aziende che spingono continuamente i limiti della tecnologia per offrire soluzioni innovative e mantenere il proprio vantaggio competitivo. E dalla quale, finora, sono emerse proposte complessivamente migliorative per il resto del mondo.

Si tratta però di un equilibrio apparentemente fragile, e non potrebbe essere diversamente quando in gioco ci sono centinaia di miliardi di dollari, ogni anno. Il timore allora è che quella che al momento è ancora una lotta in punta di fioretto, possa trasformarsi in una rissa da film western, coi due cowboy avvinghiati l’un l’altro che, pur di vincere, non si fermeranno di fronte a niente e nessuno.

In tal caso, non resterà che scansarsi e sperare che i danni al saloon siano i minori possibili.

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