Ecco perché gli USA per ostacolare la Cina fanno pressioni su ASML

by | 5 Apr 2024 | Politica, Tech War

Tempo di lettura: 3 minuti

Lo ammetiamo, cominciamo ad aver perso il conto delle iniziative unilaterali degli Stati Uniti contro il governo cinese per provare a rallentarne lo sviluppo economico. E lo ammettiamo ancora: le notizie che vedete riportate qui su TechTalking.it non sono tutte quelle che avremmo potuto darvi in merito alla guerra tecnologica che prima Trump e poi Biden hanno intrapreso contro Xi Jinping.

Finora con scarsi risultati, visto che la Cina produce più talenti degli USA nell’ambito dell’IA, che Huawei ha appena festeggiato i migliori risultati degli ultimi anni e che oltre la Grande Muraglia, stanchi dei continui attacchi, hanno messo in atto una serie di ritorsioni che finiranno col danneggiare importanti aziende americane.

Ma come un toro che carica a testa bassa anche se il torero pare in controllo della situazione, ecco gli strateghi americani provare a coinvolgere anche l’Europa nella loro guerra commerciale alla Cina. E la news che diamo oggi ne è la diretta conseguenza.

Nello specifico, l’amministrazione del Presidente Joe Biden intende esercitare pressioni sui Paesi Bassi affinché impedisca ad ASML, il principale produttore olandese di attrezzature per la produzione di chip, di effettuare la manutenzione di alcuni macchinari in Cina. Ad ASML, lo ricordiamo, era già stato impedito di vendere ai cinesi i dispositivi per produrre chip di ultima generazione.

Alan Estevez, a capo delle esportazioni degli Stati Uniti, secondo quanto riferito da due persone a conoscenza dei fatti, lunedì prossimo in Olanda incontrerà funzionari del governo olandese e di ASML per discutere i contratti di assistenza. Il Ministero degli Esteri olandese ha confermato l’imminente incontro senza però fornire dettagli sugli argomenti che saranno trattati. “I Paesi Bassi conducono sempre discussioni costruttive coi propri partner. L’incontro di lunedì ne è un esempio”, ha dichiarato il Ministero a Reuters.

L’obiettivo di Washington è di ampliare la lista delle fabbriche cinesi di semiconduttori alle quali venga impedito di ricevere attrezzature olandesi. E l’ambasciata cinese a Washington, ovviamente, ha espresso il suo dissenso all’azione degli Stati Uniti, accusandoli di utilizzare il concetto di sicurezza nazionale come pretesto per costringere altri paesi ad aderire al blocco tecnologico contro la Cina.

Lo scorso anno, l’azienda cinese di telecomunicazioni Huawei ha sorpreso il mondo col Mate 60 Pro, un telefono dotato di un chip avanzato che sulla carta non avrebbe dovuto essere in grado di produrre. Quell’episodio venne letto da alcuni come il simbolo della rinascita tecnologica della Cina, nonostante gli sforzi continui di Washington di limitarne la capacità di produrre semiconduttori avanzati.

Il governo degli Stati Uniti, allora, vista la scarsa efficacia delle sue strategie si sta trovando costretto ad alzare la posta. E ASML, il maggior produttore globale di attrezzature per la produzione di chip, s’è trovato al centro dell’attenzione.

L’attrezzatura di ASML è cruciale perché domina il mercato degli strumenti di litografia, che sono macchinari enormi, costosi e complessi, che eseguono uno dei più importanti passaggi nella produzione di chip, ossia la creazione dei circuiti.

I macchinari di ultima generazione di ASML possono costare fino a 150 milioni di dollari l’uno.

Interrompere la manutenzione dell’attrezzatura già venduta mira a impedire il funzionamento di specifici impianti di produzione di chip cinesi, dato che le macchine di ASML sono difficili, se non impossibili, da sostituire. Se venisse negato l’accesso a pezzi di ricambio e manutenzione, le macchine alla fine smetterebbero di funzionare, rendendo impossibile la produzione di chip.

Il governo olandese, stretto alleato degli Stati Uniti, non ha escluso la possibilità di negare ad ASML le licenze di esportazione, che coprono sia le esportazioni sia la manutenzione, nei casi in cui si ravvisi un rischio per la sicurezza. Tuttavia, stando a quanto riferisce Reuters, l’Olanda non prevede un divieto totale. E c’è da capirlo: la Cina è un importante partner commerciale e il governo olandese non desidera danneggiare ASML, la sua più grande azienda.

ASML ha dichiarato di avere le licenze di esportazione necessarie per servire la maggior parte dei suoi clienti cinesi fino al 31 dicembre di quest’anno. Tuttavia, l’impatto delle restrizioni sugli impianti di produzione di chip rimane incerto. Gli esperti notano che le aziende cinesi hanno generalmente trovato modi per aggirare le restrizioni guidate dagli USA. Senza aggiornamenti software, i sistemi non funzionerebbero in modo ottimale, ma gli ingegneri cinesi sanno come operare le loro macchine e potrebbero trovare soluzioni alternative per le parti altamente specializzate.

In conclusione, ASML domina il suo mercato ma comunque compete contro le giapponesi Nikon e Canon, e la cinese SMEE. È chiaro che il vuoto commerciale che si venisse a creare sarebbe colmato dai concorrenti, causando danni diretti ad ASML e indiretti al governo olandese. Così com’è chiaro che i produttori cinesi di chip saranno fortemente motivati a sviluppare alternative all’uso dell’attrezzatura di ASML nel tempo. E una volta che ci saranno riusciti, non si saranno più nulla che potrà rallentarli.

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