Germania, allarme droni: aeroporti nel caos e nuove misure di sicurezza in arrivo

by | 7 Dic 2025 | Aerospace, Tech War

Tempo di lettura: 3 minuti

Atterrare a Berlino lo scorso Halloween è stato un incubo per centinaia di passeggeri: un drone è stato segnalato nelle vicinanze dell’aeroporto di Berlino Brandenburg, costringendo lo scalo alla chiusura immediata. Diversi voli sono stati deviati su altri aeroporti, incluso quello proveniente da Londra poi dirottato a Dresda.

Sono stati oltre 190, finora, gli avvistamenti di droni attorno agli aeroporti tedeschi, con un trend che promette di chiudere l’anno con un record negativo.

Un fenomeno in crescita, non più legato ai soli hobbisti

Per anni le interferenze sono state attribuite principalmente a piloti amatoriali ignari delle regole dello spazio aereo. Ora il quadro appare diverso. Alcuni droni avvistati di recente erano modelli professionali, con dimensioni fino a tre metri di diametro. L’obiettivo, secondo le associazioni di settore, non è più un uso improprio ma la volontà deliberata di interrompere le operazioni aeroportuali.

È un problema che non riguarda solo la Germania: tra settembre e novembre si sono registrate chiusure temporanee anche negli scali di Bruxelles, Copenaghen e Oslo.

Costi e impatti: ogni chiusura può superare il mezzo milione di euro

Il Centro aerospaziale tedesco ha condotto nel 2024 la prima analisi sistematica del fenomeno: su 118 incidenti legati a droni, nove hanno comportato la sospensione totale dei voli, con una durata media di 32 minuti e un costo complessivo stimato attorno al mezzo milione di euro.

Secondo uno studio del 2021, per i dieci maggiori aeroporti europei un blocco di appena 30 minuti può costare fino a 514.000 euro.

L’accelerazione del governo tedesco: nuovi sistemi di difesa e un centro dedicato

In un contesto amministrativo spesso lento, la Germania ha deciso di muoversi a ritmo inusualmente rapido. Il Ministero dell’Interno ha annunciato l’istituzione di una nuova unità contro i droni dedicata alla protezione delle infrastrutture critiche e l’apertura di un Joint Drone Defense Center, che coordinerà polizie federali e locali insieme alla Bundeswehr.

Gli otto principali aeroporti tedeschi saranno equipaggiati con sistemi radio per individuare e contrastare i droni ostili. Tuttavia la gestione resta complessa: l’uso di armi o jammer può interferire con gli strumenti degli aeromobili, motivo per cui alcune soluzioni prevedono l’impiego di reti fisiche per catturare i droni.

Secondo gli esperti del Fraunhofer Institute, la Germania è tra i migliori Paesi europei per preparazione, ma la capacità di rilevamento non è ancora considerata pienamente affidabile.

La corsa tecnologica: sensori, laser e investimenti pubblici

L’aumento degli avvistamenti ha spinto investimenti pubblici e privati in sistemi di difesa anti drone: un progetto di ricerca sostenuto dal governo punta a commercializzare entro la prima metà del 2026 soluzioni basate su radar, sensori multimodali e jammer.

Rheinmetall e MBDA, intanto, affermano che i loro sistemi laser per la neutralizzazione a distanza dei droni sono ormai prossimi allo stadio operativo.

La Germania sta inoltre ricorrendo ai mercati obbligazionari per finanziare tecnologie legate a droni, satelliti e sistemi di difesa basati su intelligenza artificiale, segnando un cambiamento nel modo in cui i governi europei stanno rivedendo le proprie strategie di sicurezza.

Chi c’è dietro le interferenze? Il dibattito politico e gli scenari internazionali

Diversi leader europei, tra cui il cancelliere Friedrich Merz, hanno suggerito che la Russia sia responsabile della maggior parte degli episodi, come parte di attività ibride volte a testare la resilienza occidentale.

Altri esperti invitano però alla cautela, ricordando che allo stato attuale esistono poche prove che colleghino direttamente questi attacchi a Mosca.

Un problema ancora gestibile, ma che richiede interventi rapidi

Nel weekend di Halloween, lo scalo di Berlino ha riaperto dopo circa due ore, con atterraggi consentiti oltre il normale coprifuoco. I passeggeri hanno poi dovuto fronteggiare ulteriori ritardi e servizi ridotti a terra. Ma almeno il pericolo immediato era rientrato: i droni, per quella notte, erano scomparsi.

Fonte: Bloomberg

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