Gli Stati Uniti vogliono monitorare i tentativi di manipolare il clima

da | 6 Dic 2024 | Tecnologia

Tempo di lettura: 4 minuti

Mentre il pianeta si riscalda e la crisi climatica si intensifica, gli Stati Uniti stanno lavorando a un innovativo sistema di allerta precoce in grado di rilevare interventi di geoingegneria solare.

A raccontarlo è il New York Times, secondo cui questo progetto condotto principalmente dalla NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), punta a monitorare eventuali tentativi di manipolare il clima, sia da parte di nazioni che da individui o gruppi privati.

Una rete globale di sentinelle atmosferiche

Nel laboratorio della NOAA a Boulder, in Colorado, gli scienziati lanciano periodicamente palloni aerostatici che raggiungono la stratosfera, a circa 27 chilometri di altezza. Questi palloni trasportano dispositivi avanzati, progettati per rilevare minuscole particelle di aerosol nell’atmosfera.

Oltre al Colorado, palloni simili vengono lanciati da Alaska, Hawaii, Nuova Zelanda, l’isola di Réunion e Antartide, creando una rete globale per il monitoraggio. Il loro obiettivo è identificare concentrazioni anomale di aerosol, che potrebbero indicare interventi volti a riflettere la radiazione solare e raffreddare il pianeta.

La geoingegneria solare, anche nota come modificazione delle radiazioni solari, è una tecnologia controversa che potrebbe teoricamente mitigare il riscaldamento globale, ma che solleva preoccupazioni per i suoi possibili effetti collaterali, come alterazioni dei modelli meteorologici, danni all’agricoltura e impatti economici regionali.

“È una delle scienze più importanti sulla stratosfera condotte oggi nel mondo”, ha affermato David W. Fahey, direttore del Chemical Sciences Laboratory della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)

Un progetto multidisciplinare

NOAA utilizza satelliti capaci di rilevare grandi concentrazioni di aerosol nell’atmosfera, ma questi strumenti non sono sufficientemente precisi per individuare tracce più piccole. È qui che entrano in gioco i palloni aerostatici.

Ciascuno è dotato di un dispositivo di circa tre chili, grande quanto una lunch box. Quando raggiungono i 27.000 metri di altitudine, una valvola si attiva per rilasciare gradualmente l’elio, consentendo ai palloni di tornare verso la Terra.

L’intero viaggio, andata e ritorno, dura circa tre ore e mezza, durante le quali gli strumenti trasmettono via radio direttamente al suolo i dati raccolti sugli aerosol. Un loro aumento anomalo potrebbe segnalare la presenza di una quantità insolita nella stratosfera, potenzialmente impiegata per riflettere il calore solare nello spazio.

La NOAA non è sola in questo sforzo. La NASA contribuisce con aerei ad alta quota, come il WB-57, in grado di trasportare strumenti sofisticati nella stratosfera per analizzare direttamente i pennacchi di aerosol.

Esistono pochi velivoli in grado di raggiungere la stratosfera. Uno di questi è il WB-57 e grazie a un’apertura alare molto ampia può volare oltre i 18.000 metri.

Parallelamente, i Sandia National Laboratories del New Mexico, nati durante il Progetto Manhattan, hanno sviluppato algoritmi in grado di risalire alla fonte di un rilascio di aerosol e di stimarne gli effetti a lungo termine, come variazioni di temperatura o precipitazioni.

“La capacità di costruire modelli di rilevamento sofisticati è cruciale in questa era di geoingegneria,” ha affermato Erin Sikorsky, direttrice del Center for Climate & Security.

La NOAA sta inoltre coinvolgendo scienziati di altri paesi, collaborando per il lancio dei palloni e l’analisi dei dati.

Recentemente, palloni sono stati lanciati per la prima volta dalla Guyana, e presto altre iniziative partiranno da Palau, nell’Oceano Pacifico. I dati raccolti sono condivisi con la comunità scientifica globale, rafforzando un approccio collaborativo alla ricerca.

Il programma, finanziato dal Congresso dal 2020 con meno di un milione di dollari all’anno, prevede di raccogliere dati per almeno tre-cinque anni per stabilire una linea di base sulle concentrazioni normali di aerosol. Una volta raggiunto questo obiettivo, sarà possibile rilevare con maggiore precisione eventuali aumenti sospetti.

Geoingegneria solare: un’arma a doppio taglio?

Nonostante il progetto rappresenti un’importante conquista scientifica, solleva interrogativi etici e politici.

Se da un lato un sistema di monitoraggio globale potrebbe scoraggiare interventi irresponsabili, dall’altro alcuni temono che questa tecnologia possa incentivare il ricorso alla geoingegneria solare, creando un pericoloso precedente.

“Stiamo giocando una partita a lungo termine”, ha dichiarato David Fahey, direttore del Chemical Sciences Laboratory della NOAA. Ma il rischio è che, senza regolamentazioni chiare e condivise, il “termostato terrestre” possa finire nelle mani sbagliate.

Gli Stati Uniti puntano a organizzare lanci regolari di palloni da sette diverse località nel mondo, mantenendo questa attività per un periodo compreso tra tre e cinque anni. Al termine di questo arco di tempo, l’agenzia prevede di aver raccolto dati sufficienti per individuare con certezza eventuali anomalie nei livelli di aerosol.

Il dottor Troy Thornberry, il ricercatore della NOAA responsabile del programma, ha dichiarato di non essere a conoscenza di iniziative simili portate avanti da altri paesi. “Forse perché semplicemente non ne parlano,” ha aggiunto.

La parola al complottista digitale

In conclusione, permetteteci un finale scherzoso. Tutto questo parlare di geoingegneria solare, possibili complotti da parte di stati sovrani o privati per cambiare il clima, il tutto corredato da palloni e aerei nella stratosfera, ci ha fatto venire in mente la famosa teoria delle scie chimiche.

Per cui ci siamo divertiti a porre a ChatGPT la seguente domanda: “se tu fossi un complottista, cosa penseresti di questa iniziativa degli Stati Uniti?”.

La risposta è stata la seguente: “Se adottassi la prospettiva di un complottista, questa iniziativa potrebbe essere vista come il preludio a un controllo climatico globale da parte degli Stati Uniti, mascherato da progetto scientifico per il bene comune”.

“L’iniziativa potrebbe essere interpretata come una copertura per testare tecnologie di geoingegneria su larga scala”, prosegue ChatGPT. “I palloni lanciati dalla NOAA, i satelliti e i sofisticati modelli di calcolo potrebbero non solo monitorare ma anche facilitare esperimenti volti a manipolare intenzionalmente il clima. Questo, secondo i complottisti, potrebbe includere il controllo delle precipitazioni, la creazione di siccità o il raffreddamento selettivo di certe aree”.

Alzi la mano chi di voi non ha pensato la stessa cosa, anche solo per un fugace secondo.

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