Da fonti dell’FBI, nel 2023 gli americani hanno perso circa 1,3 miliardi di dollari a causa di truffatori che hanno finto di agire per conto del Governo o di assistenze tecniche di banche e assicurazioni. I profitti da record derivanti dal furto d’identità spingono i malviventi a moltiplicare e a variare i loro schemi, così da aumentare ancora di più i guadagni.
Gli attaccanti si fingono funzionari governativi, agenti dell’assistenza tecnica o rappresentanti del servizio clienti (generalmente di banche o altri servizi finanziari) per indurre le persone a inviare i loro dati sensibili o direttamente denaro. Durante la telefonata, oltre a identificarsi come sopra descritto, elaborano storie false ma verosimili per convincere i truffati a condividere con loro i propri dati.
Per esempio, un truffatore potrebbe chiamare per dire che qualcuno perderà i benefici di Medicare (un programma di assicurazione sanitaria americano) se non paga una nuova tassa. Oppure potrebbe affermare che sul computer c’è un virus che richiede l’acquisto di uno strumento speciale.
Dal rapporto annuale dell’FBI sulla criminalità su Internet, emerge che le perdite degli adulti statunitensi dovute a truffe di questa tipologia sono cresciute di oltre sette volte dal 2019, come si evince dal grafico sottostante.

Nel 2019 l’FBI ha ricevuto 27.506 denunce di truffe in cui i malviventi si sono spacciati per rappresentanti del governo o di assistenze tecniche, con perdite per 178,3 milioni di dollari.
Negli ultimi 4 anni le segnalazioni sono quasi raddoppiate e la stima per il 2023 ammonta a più di 1,3 miliardi di dollari, frutto di 51.750 segnalazioni. Le sole segnalazioni di truffe con falsi tecnici sono circa triplicate, passando dalle 13.633 del 2019 a 37.560 del 2023. Secondo il rapporto dell’FBI, gli over 60 rappresentano più della metà delle perdite economiche dovute a truffe nel 2023.
Questi numeri si basano solo sui casi denunciati dalle vittime all’Internet Crime Complaint Center dell’FBI. Molte vittime però non chiamano la polizia dopo una truffa o un attacco informatico, per la vergogna di essere cadute in uno stratagemma o per paura di ritorsioni.
Le truffe per imitazione sono diventate più facili grazie alla crescente disponibilità di strumenti di intelligenza artificiale generativa e alla popolarità del lavoro a distanza. Secondo McAfee, nota casa produttrice di strumenti di sicurezza informatici, i truffatori possono ora replicare la voce di qualcuno acquisendo una clip vocale di soli tre secondi.
Secondo l’azienda di sicurezza informatica Sophos e la Federal Trade Commission (molto simile alla nostra Federconsumatori), molte truffe di assistenza tecnica iniziano sul web con un pop-up pubblicitario (una piccola schermata aggiuntiva che ci appare durante la navigazione). Ma non sono solo gli anziani a cadere vittima di queste truffe: secondo l’FBI, solo il 40% delle persone truffate ha dichiarato di avere più di 60 anni.


