Al Gran Premio di Spagna di domenica scorsa, la Formula 1 e Amazon Web Services sono entrati nella nuova frontiera delle trasmissioni sportive: quelle ‘arricchite’ dall’intelligenza artificiale.
Lo Statbot, basato sull’IA, ha infatti provato a rendere la gara più coinvolgente e personalizzata, offrendo agli spettatori una nuova esperienza di visione.
Scriviamo che “ha provato” perché parliamo pur sempre di uno sport dove, l’anno scorso, Max Verstappen ha vinto 19 delle 22 gare. E quest’anno ne ha già vinte sette su nove, se non andiamo errati.
Fatto sta che lo Statbot, sviluppato con la tecnologia cloud di AWS, ha esplorato gli archivi delle gare e analizzato in tempo reale i dati delle competizioni, fornendo ai presentatori curiosità e prospettive inedite con cui arricchire la telecronaca.
Neil Ralph, responsabile della collaborazione tecnica tra AWS e F1, ha affermato che lo Statbot rappresenta un passo avanti nell’utilizzo dell’IA nei media sportivi.
La conferma ce la darà il futuro, senz’altro oggi possiamo affermare che questa iniziativa si inserisce nella strategia di Liberty Media, proprietaria della Formula 1 dal 2016, di ampliare l’appeal globale dello sport.
Guidata dal magnate dei cavi John C. Malone, Liberty Media ha già portato avanti progetti come la docu-serie di Netflix, “Formula 1: Drive to Survive”, che ha contribuito ad aumentare il pubblico e l’interesse per la F1, specialmente negli Stati Uniti.
In un momento storico in cui la lotta per ottenere l’attenzione del pubblico non è mai stata così alta, e avendo come rivali gli altri sport, programmi in streaming, social media e videogiochi, la Formula 1 sta cercando di rendere le trasmissioni più dinamiche e interattive.
Oltre allo Statbot, l’IA verrà utilizzata per previsioni di gara, come il momento in cui dovrebbero essere effettuati i pit-stop o i tentativi di sorpasso, basandosi su dettagli in tempo reale delle prestazioni delle auto e del degrado degli pneumatici.
Eric Gales, Managing Director di AWS Canada, ha dichiarato che l’obiettivo è creare esperienze iper-personalizzate per i fan, permettendo loro di scegliere quali dati visualizzare e quali storie seguire. Dean Locke, direttore delle trasmissioni e dei media della F1, ha fatto eco sottolineando che non si può più fare affidamento su un’esperienza televisiva passiva.
Locke ha poi aggiunto che questa nuova direzione è fondamentale per mantenere l’interesse degli spettatori, soprattutto in uno sport che spesso è criticato per la sua prevedibilità. Con l’introduzione di nuove tecnologie e la continua ricerca di innovazioni, la Formula 1 spera di mantenere alto l’engagement dei fan e di attrarre nuove generazioni di spettatori. La strada pare essere quella giusta.


