Anche quest’anno la transizione elettrica si conferma un terreno accidentato per Ford.
Nel 2024, la storica casa automobilistica ha registrato una perdita di 5,1 miliardi di dollari nel settore dei veicoli elettrici, in aumento rispetto ai 4,7 miliardi dell’anno precedente.
E le prospettive per il 2025 non lasciano spazio a facili ottimismi: la società prevede un rosso fino a 5,5 miliardi di dollari, segno che il business EV di Ford è ancora lontano dall’essere sostenibile.
In positivo col termico
Eppure, il bilancio complessivo dell’azienda si chiude in positivo, grazie alle ottime performance dei modelli a benzina.
Ford ha registrato un utile netto di 5,9 miliardi di dollari e utili rettificati per 10,2 miliardi, grazie soprattutto alla vendita di SUV e pick-up tradizionali. Ma l’amministratore delegato Jim Farley non nasconde le difficoltà e parla di “venti contrari legati a fattori di mercato” che pesano sul settore elettrico.
Il peso della divisione Model e
La zavorra delle perdite arriva dalla divisione Model e, la business unit creata nel 2022 per gestire il comparto elettrico e il settore software dell’azienda.
Model e è responsabile della progettazione, produzione e vendita di modelli come la Mustang Mach-E, il pick-up F-150 Lightning e il furgone E-Transit.
Inoltre, lavora allo sviluppo di software per connettività avanzata e guida assistita. Ma, a fronte di investimenti ingenti, i risultati finanziari restano deludenti.
Ford ha comunque segnalato 1,4 miliardi di dollari di miglioramenti nei costi all’interno della divisione Model e, segno che l’azienda sta lavorando per rendere il business più efficiente.
Ma la concorrenza di General Motors si fa sentire: GM ha ampliato la propria gamma elettrica con nuovi modelli a marchio Chevrolet e Cadillac, mentre Ford conta ancora su soli tre veicoli completamente elettrici in vendita.
La casa di Detroit aveva pianificato il lancio di un SUV elettrico a tre file, ma ha deciso di cancellare il progetto, preferendo affidarsi a un team di ricerca in Silicon Valley per sviluppare modelli più economici.
Ford: l’incognita dazi e il rischio rincari
A complicare ulteriormente il quadro, si aggiunge la variabile politica.
Ford ha dichiarato che non ha incluso nei suoi calcoli il possibile impatto dei dazi del 25% sulle importazioni da Messico e Canada, minacciati da Donald Trump. Per ora, l’ex presidente ha sospeso la misura per un mese ma la possibilità di un inasprimento delle tariffe resta concreta.
Durante la conferenza sugli utili, il CEO Jim Farley ha lanciato un monito: “Poche settimane di dazi sarebbero gestibili ma tariffe prolungate avrebbero un impatto enorme sulla nostra industria, con miliardi di profitti cancellati e un effetto negativo sui posti di lavoro negli Stati Uniti”.
Un altro fattore di rischio è rappresentato dalla possibile eliminazione degli incentivi federali per i veicoli elettrici introdotti dall’amministrazione Biden, tra cui i crediti d’imposta per i consumatori e quelli per la produzione.
Se venissero cancellati, il mercato EV negli USA potrebbe subire un rallentamento significativo.
Un futuro ibrido per Ford
Per superare questa fase critica, Ford punta su una strategia diversificata.
Jim Farley ha annunciato che l’azienda introdurrà una nuova gamma di veicoli con propulsori misti, che affiancheranno ai modelli elettrici le versioni ibrido plug-in e a lunga autonomia, con piccoli motori a benzina in grado di ricaricare la batteria e garantire fino a 700 miglia di autonomia.
Questi nuovi modelli saranno costruiti su piattaforme flessibili, progettate per supportare sia motorizzazioni elettriche pure, sia soluzioni multi-energia.
Mentre GM e Tesla continuano a spingere sui veicoli full electric, Ford sembra puntare su una via di mezzo tra elettrico e combustione, nella speranza di stabilizzare il proprio business.
Ma con perdite miliardarie in aumento, il 2025 sarà un anno cruciale per capire se la strategia di Ford sarà in grado di riportare il settore EV in carreggiata.


