Il fondo pensione svedese AP7 ha annunciato venerdì di aver inserito Tesla nella sua lista nera e di aver venduto tutte le sue partecipazioni nella casa automobilistica elettrica americana, citando violazioni dei diritti sindacali negli Stati Uniti.
“AP7 ha deciso di escludere Tesla a causa di violazioni verificate dei diritti del lavoro negli Stati Uniti”, ha dichiarato il fondo pensione in un comunicato riportato da Reuters. I rappresentando del fondo hanno spiegato che, nonostante diversi anni di collaborazione con Tesla, l’azienda non ha adottato misure sufficienti per affrontare le problematiche sollevate.
Perché è un brutto colpo per Tesla
Il fondo AP7 non è un semplice fondo pensione, ma gestisce assets per un totale di 1.181 miliardi di corone, come lui stesso riporta. In altre parole si configura come uno dei principali fondi pensione europei e di conseguenza come uno dei principali investitori a livello mondiale. La decisione di escludere Tesla riflette una crescente attenzione degli investitori istituzionali verso i criteri ESG (Environmental, Social, and Governance), in particolare per quanto riguarda i diritti dei lavoratori e le pratiche sindacali.
Tanto per capire la portata di questa decisione, un portavoce di AP7 ha rivelato che la partecipazione in Tesla, venduta alla fine di maggio, valeva circa 13 miliardi di corone svedesi, equivalenti a 1,36 miliardi di dollari. Al momento della vendita, questa posizione rappresentava circa l’1% dell’AP7 Equity Fund.
Questa mossa sottolinea come gli investitori stiano diventando sempre più esigenti riguardo alle pratiche aziendali, utilizzando il loro potere finanziario per influenzare il comportamento delle società in portafoglio. Il caso Tesla evidenzia inoltre come le questioni legate ai diritti del lavoro possano avere conseguenze finanziarie concrete anche per aziende considerate leader nell’innovazione tecnologica e nella sostenibilità ambientale.


