Ci dicono da sempre che l’elettrico sarà il futuro, e probabilmente sarà davvero così. Ma il presente pare piuttosto in salita e per sincerarsene basta guardare cosa è successo negli ultimi mesi a Hertz e Sixt, che stanno dismettendo la loro flotta di EV, e a Polestar, che Volvo ha felicemente “rimpallato” a Geely.
In queste ore Lucid, un altro costruttore di EV americano, è stato salvato da un’iniezione di liquidità di 1 miliardo di dollari da parte del Fondo Pubblico di Investimento dell’Arabia Saudita (PIF), il che ha fatto salire ieri la quotazione alla NYSE di oltre il 5%. Peccato però che il titolo abbia perso il 60% in un anno, -30% nel solo 2024. E ora Fisker…
Pur non essendo un brand noto in Europa, Fisker è un’azienda americana che si occupa della progettazione e produzione di veicoli elettrici. Fondata da Henrik Fisker (che in precedenza ha lavorato per BMW e Aston Martin) e da sua moglie Geeta Gupta-Fisker nel 2016, l’azienda ha provato a rivoluzionare il mercato degli EV con auto innovative, sia dal punto di vista tecnologico, sia in termini di design.
Ma nonostante l’ambizione e l’innovazione, Fisker Inc. ha sempre dovuto affrontare molte sfide, soprattutto finanziarie e tecniche, cosa peraltro comune a molte startup nel settore dei veicoli elettrici (come appunto Lucid). La compagnia si è sforzata di stabilire una solida posizione nel mercato, cercando di superare le difficoltà attraverso partnership strategiche e l’adattamento delle sue strategie aziendali in risposta alle esigenze del mercato e agli ostacoli incontrati, ma quanto accaduto ieri sembra la classica pietra tombale.
La New York Stock Exchange ha infatti annunciato che interromperà con effetto immediato le negoziazioni delle azioni di Fisker, in quanto ritenute non più idonee per la quotazione a causa di prezzi “anormalmente bassi”. Questo passo è stato compiuto a seguito dell’avviso ricevuto da Fisker dalla NYSE un mese fa, che segnalava come il prezzo delle sue azioni avesse mantenuto una quotazione inferiore a 1 dollaro per 30 giorni consecutivi, violando così le regole della borsa.
Sebbene Fisker abbia la possibilità di contestare questa valutazione da parte della NYSE, ieri pomeriggio ha indicato in una comunicazione che s’aspetta che le sue azioni siano trasferite su un mercato over-the-counter. Che, per chi non lo sapesse, gli OTC sono sistemi decentralizzati di negoziazione dove lo contrattazioni non avvengono tramite una borsa regolamentata ma direttamente tra le parti.

L’andamento delle azioni di Tesla nell’ultimo anno. Fonte: ADVFN Italia.
La cancellazione di Fisker dal listino ha innescato le clausole di rimborso di due prestiti ancora da saldare, il che che potrebbe pesare notevolmente sull’operatività aziendale. Inoltre, la sospensione arriva al culmine di una giornata di forte turbolenza per Fisker, durante la quale le azioni sono scese di oltre il 28% prima che le negoziazioni fossero sospese. A inizio giornata, Fisker aveva reso noto di aver perso un importante accordo con un grande costruttore automobilistico, che pare essere Nissan, circostanza che ha messo a rischio anche un recente tentativo di ottenere finanziamenti di emergenza.
L’azienda non ha fornito dettagli sul perché le trattative col costruttore automobilistico siano state interrotte, ma da quel che emerge esse rappresentavano una condizione essenziale perché si concretizzasse un prestito da 150 milioni di dollari annunciato precedentemente. Fisker ha annunciato di voler richiedere all’investitore, la cui identità non è stata rivelata, di rinunciare a tale condizione.
I problemi affrontati da Fisker negli ultimi mesi, che includono lamentele da parte dei clienti, cause legali e indagini federali, sono andati intensificandosi. La startup, in difficoltà, ha incontrato ostacoli nel vendere il suo SUV Ocean, non raggiungendo gli obiettivi di vendita che si era prefissata, come riportato da TechCrunch a gennaio.
La società ha anche modificato la sua strategia commerciale, passando dal modello di vendita diretta a quello di distribuzione tramite concessionari, nel tentativo di stimolare le vendite. Ha inoltre affrontato problemi di qualità, talvolta con difficoltà nella risoluzione, come emerso da alcuni documenti interni.
A febbraio Fisker ha licenziato il 15% del suo personale, pari a circa 200 dipendenti, e recentemente ha rivelato di disporre di soli 121 milioni di dollari in cassa. La produzione è stata interrotta e l’azienda ha avvertito gli investitori del rischio di non poter sopravvivere per un anno senza nuovi finanziamenti. A questo punto gli occhi sono puntati sull’imminente lancio dell’SU7 di Xiaomi: sarà in grado di invertire il trend al ribasso dell’elettrico?


