In un recente episodio che mette in luce i crescenti rischi dei deepfake, Ferrari è stata oggetto di un tentativo di truffa altamente sofisticato. A raccontarlo è Bloomberg, secondo cui l’incidente è avvenuto questo mese e ha visto un impostore impersonare il CEO Benedetto Vigna utilizzando avanzate tecnologie di intelligenza artificiale.
Tutto è iniziato con una serie di messaggi WhatsApp inviati a un alto dirigente di Ferrari. I messaggi, apparentemente provenienti da Vigna, parlavano di una “grande acquisizione” in programma. “Potresti dover firmare un accordo di non divulgazione che il nostro avvocato ti invierà presto”, recitava uno dei messaggi. “Il regolatore del mercato italiano e la Borsa di Milano sono già stati informati. Rimani pronto e, per favore, mantieni la massima discrezione”.
La situazione è culminata in una chiamata telefonica in cui l’impostore, utilizzando una voce generata dall’IA, ha replicato perfettamente l’accento del sud Italia di Vigna. Il falso CEO ha parlato di un affare confidenziale che richiedeva una “transazione di copertura valutaria” non meglio specificata, collegata a potenziali ostacoli in Cina.
Tuttavia, il dirigente di Ferrari (cui andrebbe assegnato un bonus in busta paga) ha notato qualcosa di strano. “Ho cominciato a percepire una sottile intonazione meccanica che ha aumentato i miei sospetti”, ha riferito il dirigente, che ha preferito rimanere anonimo.
Fino alla brillante intuizione che lo ha visto mettere alla prova il suo interlocutore: “Scusa, Benedetto, ma ho bisogno di identificarti. Qual era il titolo del libro che mi hai consigliato qualche giorno fa?”. La domanda, riferita al libro “Decalogo della Complessità: Agire, Imparare e Adattarsi nel Diventare Incessante del Mondo” di Alberto Felice De Toni, ha colto di sorpresa il truffatore, che ha immediatamente interrotto la chiamata.
Questo incidente si inserisce in un contesto più ampio di crescenti minacce legate ai deepfake. E Stefano Zanero, professore di cybersecurity presso il Politecnico di Milano, avverte: “È solo questione di tempo prima che questi strumenti di sofisticazione deepfake basati sull’IA diventino incredibilmente accurati”.
La tecnologia continua a evolversi e le aziende dovranno adottare misure sempre più sofisticate per proteggere i propri interessi e la propria sicurezza. Nel frattempo, l’episodio di Ferrari ci ricorsa l’importanza della vigilanza e della formazione nel contrastare queste minacce emergenti.


