Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) ieri ha annunciato di aver formalmente incriminato tale Linwei Ding, un ex ingegnere del software di Google, con l’accusa aver sottratto segreti sull’intelligenza artificiale per poi condividerli con due società cinesi.
L’importanza di questa vicenda risiede nelle ripetute avvertenze, espresse negli ultimi dodici mesi da parte di funzionari dell’intelligence e della difesa, riguardo gli intensificati sforzi della Cina e di altri avversari politici di entrare in possesso di proprietà intellettuali statunitensi e di impiegare l’IA in modi contrari agli interessi degli Stati Uniti.
Ding è stato incriminato da un tribunale federale californiano per quattro violazioni legate al furto di segreti commerciali federali, reati per i quali si rischia fino a dieci anni di reclusione. Si sospetta che il furto di “oltre 500 file confidenziali contenenti segreti commerciali sull’IA” sia avvenuto nei centri di supercalcolo di Alphabet, azienda madre di Google, dove Ding era stato assunto dal 2019. I furti avrebbero avuto luogo a partire dal 2022, con Google che ha successivamente segnalato il caso all’FBI in seguito a un’indagine interna.
Secondo quanto riportato dal DOJ, a poche settimane dall’inizio dei presunti furti, Ding avrebbe ricevuto un’offerta per il ruolo di direttore tecnologico presso una startup cinese di IA, e in seguito avrebbe fondato un’altra startup con l’obiettivo di sviluppare “grandi modelli di IA supportati da chip di supercalcolo”. Ding avrebbe trafugato i file trasferendoli su un account personale di Google Cloud.
L’azione giudiziaria arriva in un momento in cui la Disruptive Technology Strike Force del DOJ fa delle IA una delle sue massime priorità. Il procuratore generale Merrick Garland, intervenendo a una conferenza dell’American Bar Association a San Francisco, ha dichiarato: “il Dipartimento di Giustizia non tollererà il furto di intelligenze artificiali e di altre tecnologie avanzate che potrebbero mettere a rischio la nostra sicurezza nazionale.”
Il direttore dell’FBI, Christopher Wray, ha rincarato: “Le accuse odierne sono l’ultimo esempio del punto a cui sono disposti ad arrivare gli affiliati di compagnie basate nella Repubblica Popolare Cinese per rubare l’innovazione americana.”
José Castañeda, un portavoce di Google, ha espresso gratitudine verso l’FBI per il suo sostegno: “Abbiamo rigide misure di sicurezza per prevenire il furto delle nostre informazioni commerciali confidenziali e dei segreti commerciali. Dopo un’indagine interna, abbiamo scoperto che questo dipendente ha rubato numerosi documenti, e abbiamo rapidamente deferito il caso alle forze dell’ordine. Siamo grati all’FBI per averci aiutato a proteggere le nostre informazioni e continueremo a cooperare strettamente con loro.”


