Gli hedge fund sono fondi di investimento ad alto rischio, che puntano su strumenti speculativi per generare rendimenti indipendenti dall’andamento generale dei mercati. Ebbene, stando al Financial Times, nei primi tre mesi del 2026 hanno raggiunto un record storico di posizioni short sui titoli dell’Europa: quasi 12.000 segnalazioni, il livello più alto da quando le norme sulla trasparenza delle vendite allo scoperto furono introdotte, nel 2012.
Una posizione short, è il caso di spiegarlo, è in sostanza una scommessa sul calo di un titolo: il fondo prende in prestito azioni, le vende, e conta di riacquistarle a un prezzo inferiore per intascare la differenza.
Quando questi movimenti si concentrano su un’intera area geografica, il segnale va letto su scala sistemica. In questo caso il bersaglio è l’Europa e il motivo principale è la guerra in Iran.
L’Europa, la più esposta allo shock energetico
Dal momento in cui è scoppiato il conflitto, il petrolio Brent, il riferimento globale per il greggio, è salito del 50%, portandosi a circa 110 dollari al barile. Il TTF, che invece è il benchmark europeo per il gas naturale, ha guadagnato oltre il 65%.
Sono numeri che per l’Europa sono una minaccia diretta alla crescita economica. Il continente è infatti un importatore netto di energia, strutturalmente dipendente dalle forniture esterne. Gli Stati Uniti, esportatori netti, partono invece da una posizione opposta. Questa asimmetria è esattamente ciò che i mercati stanno prezzando.
“L’Europa sembra shortabile in un momento di crisi”, ha dichiarato Andreas Bruckner, strategist azionario europeo di Bank of America. I titoli del continente, fino a poco fa considerati “il principale beneficiario” di una fase di crescita globale, a suo avviso sono ora “i più esposti alla crisi energetica in gestazione”.
Lo Stoxx Europe 600, l’indice che aggrega i principali titoli quotati nel continente, ha perso oltre il 6% dall’inizio del conflitto, cancellando gran parte dei guadagni accumulati da inizio anno.
I grandi fondi e i settori nel mirino
Tra i nomi che hanno aumentato l’esposizione ribassista figurano AQR Capital Management e Two Sigma Investments, due dei principali hedge fund al mondo. Entrambi hanno più che raddoppiato, in alcuni casi moltiplicato per decine di volte, le posizioni short su titoli europei nell’ultimo anno.
Va precisato che queste scommesse non equivalgono necessariamente a una condanna complessiva del mercato europeo: alcuni fondi le bilanciano con posizioni rialziste su altri titoli. Ma la direzione è inequivocabile.
I settori più colpiti sono quelli con esposizione diretta ai costi energetici e alla ciclicità economica. Le compagnie aeree low cost sono in prima fila: Wizz Air è diventata il titolo più shortato d’Europa dopo aver avvertito che la guerra in Iran avrebbe azzerato i suoi utili a causa delle interruzioni operative e del rincaro del carburante. L’interesse ribassista sul titolo è quasi raddoppiato dall’inizio del conflitto, mentre le azioni sono crollate di oltre un quarto. Anche easyJet è finita nel mirino.
Sul fronte britannico, Citadel ha aumentato le scommesse contro produttori legati al mercato immobiliare locale, in un contesto in cui l’impatto della guerra sui tassi di interesse ha aggravato difficoltà già strutturali.
“Il Regno Unito sembra un bersaglio piuttosto facile per i venditori allo scoperto”, ha commentato Emmanuel Cau di Barclays, sottolineando come la guerra abbia “riacceso le preoccupazioni sul consumatore britannico e sulla crisi del costo della vita”.
L’IA come ulteriore pressione
Accanto alla guerra, una seconda forza pesa sui mercati europei: il timore che l’avanzata dell’intelligenza artificiale eroda il valore di interi settori. È un fattore distinto dalla crisi energetica, ma che si somma ad essa nel determinare le scelte dei fondi speculativi.
Ubisoft Entertainment, il gruppo francese noto per la saga Assassin’s Creed, è diventato uno dei titoli più shortati del continente dopo aver annunciato una ristrutturazione e la cancellazione o il rinvio di diversi giochi in uscita.
La pressione dell’IA sul comparto dei contenuti digitali, dove i costi di produzione tradizionali vengono messi in discussione da strumenti generativi, ha accelerato la perdita di fiducia degli investitori in un segmento già in difficoltà.
Il record di posizioni short non è solo una risposta tattica a un conflitto in corso. È anche, nei fatti, un giudizio degli investitori internazionali sul posizionamento strutturale dell’Europa in una fase di ridisegno degli equilibri economici globali.
Dipendente dall’energia altrui, esposta alle turbolenze geopolitiche, in ritardo sull’IA rispetto agli Stati Uniti e alla Cina. La guerra in Iran ha accelerato dinamiche già in moto, rendendo visibile ciò che era già presente.
Fonte: Financial Times


