Una società che genera circa un milione di dollari di ricavi l’anno (circa 900mila euro) viene valutata 638 milioni (circa 590 milioni di euro). In mezzo, tra i due numeri, c’è un cognome: Trump.
Space-Eyes, azienda con sede a Miami che sviluppa tecnologie di intelligence geospaziale e sistemi anti-drone basati sull’IA, ha concordato la quotazione in borsa attraverso una fusione con la società veicolo McKinley Acquisition Corp.
L’operazione, riferita da quattro persone a conoscenza della vicenda, valuta l’azienda combinata 638 milioni di dollari. Eric Trump, figlio del presidente in carica, è recentemente diventato il terzo maggiore investitore privato della società originaria e ricoprirà il ruolo di consulente strategico dopo la fusione.
Ha già contribuito a presentare candidati per il consiglio di amministrazione. “È un consulente importante che ci collega a persone e opportunità, ed è un consulente che porta l’intelligence”, ha detto una delle fonti.
Una valutazione costruita sul futuro
Il divario tra quanto l’azienda incassa e quanto vale è il cuore dell’operazione e, a ben guardare, di questa notizia. Fino a oggi Space-Eyes ha lavorato soprattutto come società di ricerca e sviluppo, con contratti annui che restano sotto il mezzo milione di dollari.
La tesi degli investitori non poggia su questi numeri ma su ciò che potrebbe arrivare: l’azienda sta infatti negoziando commesse per circa 35 milioni di dollari (circa 32 milioni di euro) distribuite su cinque anni.
E conta di crescere affidandosi a produttori terzi, così da espandersi verso appalti governativi su più continenti e clienti privati, dalle compagnie di crociera ai data center.
Il modello di riferimento è Palantir. L’appaltatore statunitense ha registrato nel primo trimestre un margine operativo rettificato del 60%, contro i margini a una cifra tipici dei fornitori tradizionali di hardware militare. Vendere software e analisi dei dati, non ferro, è ciò che promette valutazioni da unicorno.
Cosa vende Space-Eyes, e a chi
Il business poggia su due rami distinti. Il primo è l’intelligence geospaziale, ossia fondere dati da satelliti, radar e sensori a radiofrequenza per rilevare, tracciare e restituire un quadro in tempo reale. È la logica di SeaWatch, la piattaforma di sorveglianza marittima che segue le imbarcazioni combinando dati satellitari e sensoristici.
La seconda è la tecnologia anti-drone, affidata a Morpheus, il sistema guidato dall’IA pensato per rilevare e neutralizzare le minacce aeree senza pilota. I clienti in questo caso sono governi e agenzie.
Tra gli impieghi possibili citati dalle fonti figurano il monitoraggio del narcotraffico nei Caraibi, applicazioni di difesa in Medio Oriente e la prevenzione dell’ingresso di contrabbando trasportato da droni nelle prigioni federali statunitensi.
Qui il problema diventa politico. Eric Trump è figlio del presidente che dirige quelle stesse agenzie federali, e dovrebbe consigliare l’azienda proprio sulle minacce alla sicurezza, attingendo alla sua esperienza con la protezione della Casa Bianca.
Un investitore privato che vende sicurezza allo Stato, mentre suo padre governa lo Stato compratore. Come abbiamo raccontato con l’ingresso di Donald Trump nel capitale di Palantir, la sovrapposizione tra interesse privato e commessa pubblica è ormai una costante di questa amministrazione.
Lo strumento, e i suoi precedenti
La scelta del veicolo non è casuale. Una SPAC è una società-guscio: si quota in borsa e raccoglie denaro dagli investitori pur non avendo ancora alcuna attività, con il solo mandato di individuare in seguito un’azienda da acquisire. Quando la trova, la incorpora, e quell’azienda privata si ritrova quotata senza essere passata dalle verifiche di una quotazione ordinaria.
Le SPAC hanno perso credibilità dopo il boom del 2020-2022, quando molte società approdate in borsa per questa via hanno mancato le proiezioni di crescita promesse. E Space-Eyes sceglie oggi quella strada: la fusione con McKinley Acquisition Corp dovrebbe chiudersi nell’ultimo trimestre del 2026 e il titolo sarà scambiato sul Nasdaq con la sigla “CUAS”, acronimo dei sistemi anti-aerei senza pilota.
La stessa scorciatoia verso il Nasdaq è già stata usata in casa Trump: come abbiamo raccontato, Powerus, la società di droni sostenuta da Eric e Donald Trump Jr., si è quotata fondendosi con Aureus Greenway Holdings, una holding di campi da golf già quotata, per rispondere alla domanda del Pentagono senza affrontare una quotazione ordinaria.
Gli affari dei figli di Trump
Space-Eyes è l’ultima operazione di una lunga serie. Negli ultimi mesi Eric e Donald Trump Jr. hanno costruito un portafoglio di attività che toccano, una dopo l’altra, i settori regolati dal governo del padre.
Nella difesa, oltre a Space-Eyes, c’è appunto Powerus, che punta alle commesse del Pentagono sui droni. Nelle criptovalute c’è World Liberty Financial, il progetto sostenuto da Eric, Donald Jr. e dal fratello minore Barron, arrivato mentre l’amministrazione riscrive le regole del settore.
Nei mercati predittivi c’è ancora Donald Jr., consulente strategico sia di Kalshi sia della rivale Polymarket (in quest’ultima è anche investitore tramite il fondo 1789 Capital), le due piattaforme che, come abbiamo raccontato, vivono una crescita senza precedenti e la cui espansione negli Stati Uniti dipende dalle decisioni della CFTC, l’autorità federale oggi guidata da nomine di Trump.
C’è persino lo sport, con gli Enhanced Games, la competizione che ammette il doping sotto supervisione medica, sostenuta da Donald Jr. e Peter Thiel.
Ogni operazione ha una sua logica commerciale. Il denominatore comune è che, in ciascun settore, a fissare le regole è il presidente e a incassarne i frutti è la su
a famiglia. Angela Lee, docente alla Columbia Business School, ha spiegato così la crescita di 1789 Capital: si paga per la vicinanza al potere.
Fonte: Reuters


