Dopo la vittoria contro Apple, ora Epic Games sfida il Google Play Store

by | 13 Apr 2024 | Tecnologia

Tempo di lettura: 2 minuti

Si dice che l’appetito venga mangiando e dev’essere per questa ragione che dopo aver portato a casa importanti successi contro Apple, ora a Tim Sweeney, CEO di Epic Games, ha sollecitato un giudice federale in California ad obbligare Google a rendere il Play Store più aperto alla concorrenza.

La proposta di Epic, presentata al giudice distrettuale degli Stati Uniti James Donato a San Francisco, mira in parte a obbligare il Google Play Store a consentire agli utenti maggiore libertà nel modo in cui scaricano le app e a limitare la capacità di Google di stipulare accordi con i produttori di dispositivi per impedire il precaricamento degli app store concorrenti.

Epic ha dichiarato in un comunicato venerdì che le dovrebbe essere permesso di portare il suo Epic Games Store su Android “senza ritardi e barriere”. L’azienda ha anche affermato che i consumatori e gli sviluppatori devono avere un maggior controllo su “come realizzano e offrono acquisti in-app, liberi da commissioni e restrizioni anticoncorrenziali”.

In risposta a Epic, Google ha dichiarato venerdì che il documento giudiziario “mostra ancora una volta che [Epic] vuole semplicemente i benefici del Google Play senza dover pagare“. Google ha sostenuto che “Android è una piattaforma mobile aperta che affronta una forte concorrenza” da Apple e altri concorrenti.

Va detto che Donato a dicembre ha presieduto un importante processo antitrust che si è concluso con un verdetto della giuria contro Google. Donato non è obbligato ad accogliere la proposta di Epic e si prevede una dura battaglia prima che venga emesso un ordine definitivo su Google. Tuttavia, il nuovo documento giudiziario rappresenta un test di grande importanza sulla capacità di Google di imporre controlli agli sviluppatori di app e ai consumatori.

Ad avvallare la strategia di Epic viene in soccorso il suddetto verdetto della giuria, che lo scorso dicembre ha dichiarato che Google ha ostacolato illegalmente la capacità degli sviluppatori di distribuire liberamente le loro app al di fuori del Google Play Store. E anche che ha mantenuto un controllo eccessivamente stretto sulle transazioni all’interno delle app. Google, come Apple, impone una commissione standard del settore del 30% su molte app e acquisti in-app.

Google ha dichiarato che farà appello al verdetto della giuria antitrust di dicembre, e può contestare separatamente qualsiasi riforma ordinata da Donato, il che potrebbe prolungare il caso per anni. Google ha infine difeso le pratiche del suo negozio di app e negato ogni illecito. L’azienda ha tempo fino al 3 maggio per rispondere alla mossa di Epic che, va ricordato, non ha richiesto danni monetari.

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