Quando Epic Games ha deciso di sfidare il duopolio che domina la distribuzione delle app su Android, ha puntato il dito contro due colossi: Google e Samsung. Ieri, almeno su uno di questi fronti, la battaglia sembra essersi chiusa.
L’azienda di Fortnite ha infatti annunciato di aver raggiunto un accordo con Samsung, ritirando tutte le accuse antitrust rivolte al produttore coreano. Il procedimento legale era stato avviato a San Francisco.
Il commento del CEO Tim Sweeney, affidato a un post su X, è stato stringato ma inequivocabile: “Siamo grati che Samsung affronterà le preoccupazioni sollevate da Epic”. Nessun dettaglio sull’accordo, nessuna cifra, ma il messaggio tra le righe è chiaro: la casa di Fortnite ha ottenuto abbastanza da considerare chiuso il contenzioso.
We’re dismissing our court case against Samsung following the parties’ discussions. We are grateful that Samsung will address Epic’s concerns. https://t.co/fgJYU6NMH0
— Tim Sweeney (@TimSweeneyEpic) July 7, 2025
Resta invece aperta la causa contro Google, che già in passato ha bollato le accuse come “prive di fondamento”, rivendicando la libertà dei produttori Android di adottare le misure più idonee per proteggere i propri utenti.
Epic contro Google: una sfida che va oltre i tribunali
La disputa tra Epic e Google è molto più di una questione legale. È una sfida aperta all’intero sistema di distribuzione delle app, in cui Tim Sweeney cerca di incrinare il monopolio di fatto esercitato dal Play Store.
In un processo separato del 2023, una giuria gli aveva già dato ragione, riconoscendo che Google aveva abusato della sua posizione dominante per impedire la concorrenza su Android.
Un giudice federale ha quindi ordinato la rimozione delle barriere che ostacolavano la nascita di store alternativi e sistemi di pagamento concorrenti. Google ha fatto ricorso e la sentenza definitiva è ancora in sospeso, ma intanto l’equilibrio del settore è sotto pressione.
La strategia di Epic
Nell’agosto scorso, Epic ha risposto coi fatti: ha lanciato il proprio app store mobile, cercando di distribuire direttamente titoli come Fortnite senza passare dai canali ufficiali. Ma la strada si è rivelata tutt’altro che semplice.
Secondo quanto emerso dagli atti della causa, nel luglio precedente Samsung aveva annunciato che i suoi smartphone sarebbero stati dotati di un sistema anti-malware predefinito. Secondo Epic, però, quel sistema bloccava anche il download di app provenienti da store alternativi, comprese quelle sviluppate da Epic stessa e da aziende come Microsoft.
Il ritiro delle accuse suggerisce un’intesa raggiunta, forse anche l’apertura a un futuro di maggiore interoperabilità. Ma nel frattempo, la battaglia di Epic contro Google continua, e con essa il confronto tra chi vuole un ecosistema Android sempre più aperto e chi invece intende difendere un modello chiuso e controllato.


