Nel 2026 Las Vegas ospiterà una competizione che non ha nulla di olimpico, se non la spettacolarità delle ambizioni. Si chiamano Enhanced Games e, per la prima volta nella storia moderna dello sport, gli steroidi e gli ormoni della crescita non saranno vietati ma anzi incoraggiati.
Dietro l’idea c’è Aron D’Souza, un imprenditore australiano che ha convinto Peter Thiel, storico investitore della Silicon Valley, a finanziare il progetto. Ma non si tratta solo di sport: si tratta anche di marketing. “Usiamo il marketing sportivo per vendere un prodotto di potenziamento umano”, ha spiegato D’Souza nel podcast Equity, che potete ascoltare qui.
Il torneo, con premi da un milione di dollari per ogni record mondiale battuto, è una vetrina pubblicitaria per un business di telemedicina che promette di vendere online testosterone, ormoni della crescita e protocolli farmacologici per la longevità.
L’idea è semplice e spregiudicata: se atleti dopati riusciranno a infrangere record mondiali, allora sarà dimostrato che quei trattamenti funzionano e tutti potranno comprarli.
“Vogliamo dimostrare che gli umani potenziati sono migliori”
D’Souza punta tutto sull’effetto visivo. Se il pubblico vedrà atleti quarantenni battere i ventenni, sostiene, il tabù del doping cadrà.
L’evento simbolo sarà la sfida di Fred Kerley, lo sprinter che tenterà di superare il record di Usain Bolt nei 100 metri. “Quando Fred batterà il record di Bolt, sarà un momento spartiacque per dimostrare che gli esseri umani potenziati sono migliori di quelli ordinari”, ha dichiarato.
Ma la vera ambizione di D’Souza non è sportiva: è demografica ed economica. Secondo lui, in un mondo dove la natalità crolla e l’età media cresce, il potenziamento umano è l’unica alternativa credibile all’immigrazione di massa.
Il collasso demografico come leva di marketing
Un recente studio di McKinsey ha mostrato che i tassi di fertilità sono ormai inferiori al livello di sostituzione in quasi tutto il mondo, tranne che nell’Africa subsahariana.
I Paesi più ricchi, incapaci di invertire la tendenza con politiche familiari, hanno spesso usato l’immigrazione come soluzione. Ma oggi il tema è diventato politicamente tossico: le destre in Europa e negli Stati Uniti hanno trasformato la paura dell’immigrazione in un’arma elettorale.
D’Souza cita spesso il Giappone, dove l’età media è di 49,8 anni, come esempio del destino che attende le nazioni “chiuse”. “Come si concilia il desiderio di crescita economica con un modello anti-immigrazione?”, chiede. “La soluzione deve essere la longevità e il potenziamento umano, perché non c’è altra via”. Il messaggio è chiaro: invece di accogliere più giovani, basta tenere in vita e produttivi i vecchi.
Non sorprende, quindi, che tra i finanziatori degli Enhanced Games figurino anche Donald Trump Jr., attraverso il fondo 1789 Ventures, e Peter Thiel, già investitore in startup della longevità come Retro Biosciences, Unity Biotechnology e NewLimit, fondata insieme al CEO di Coinbase Brian Armstrong.
Umani contro macchine
C’è poi un’altra argomentazione che viene addotta in favore degli Enhanced Games. Definirla sorprendente è eufemistico e parte dal fatto che molti dei sostenitori di queste Olimpiadi del doping investono anche miliardi nell’intelligenza artificiale generale. Convinti, però, che le macchine faranno presto la maggior parte dei lavori meglio delle persone.
D’Souza, però, rifiuta questa prospettiva. “Abbiamo la visione di Sam Altman, secondo cui l’AGI sostituirà gli esseri umani rendendoli una specie di seconda classe”, ha detto. “Io credo invece che dobbiamo competere con le macchine, e per farlo dobbiamo aggiornarci. Il mio obiettivo è assicurarmi che gli esseri umani restino competitivi”. È un ribaltamento ideologico: non più l’uomo che crea la macchina per superarsi, ma l’uomo che si potenzia per non essere superato.
Infine, D’Souza ammette il rischio implicito nel suo piano. Ossia che solo i più ricchi possano permettersi i protocolli di potenziamento. Il modello commerciale, basato su servizi di telemedicina premium promossi da atleti d’élite, apre infatti la strada a una nuova disuguaglianza biologica.
“Penso che quella sia una conseguenza potenzialmente pericolosa del potenziamento umano”, ha riconosciuto. In altre parole, avremo un futuro dove una parte dell’umanità si aggiornerà, e l’altra invecchierà.
Fonte: TechCrunch


