SpaceX investirà 2 miliardi di dollari in xAI, la startup di intelligenza artificiale fondata da Elon Musk e responsabile dello sviluppo del chatbot Grok.
Una mossa che non sorprende chi conosce le dinamiche dell’impero Musk, ma che segna comunque un punto di svolta: è la prima volta che SpaceX apre in modo così diretto il portafogli per sostenere una società sorella.
Il fatto che lo faccia proprio ora, mentre Grok fatica a tenere il passo con ChatGPT, racconta più di quanto sembri.
La scommessa incrociata di Musk, tra IA, razzi e robot
L’investimento fa parte di una maxi-operazione da 5 miliardi di dollari, guidata da Morgan Stanley, che ha portato nuovi capitali in xAI. Ma dietro i numeri c’è una strategia chiara: Musk sta usando le sinergie tra le sue aziende per rimettere Grok in carreggiata.
Non si tratta solo di soldi. La piattaforma X, già fusa con xAI, ha dato visibilità al chatbot. Ora entra in campo SpaceX, non solo come finanziatore ma anche come fruitore: Grok è già stato integrato nei servizi di assistenza clienti di Starlink, la rete satellitare dell’azienda spaziale. E altri progetti comuni sono già in cantiere.
Durante il lancio di Grok 4, avvenuto questa settimana, Musk ha annunciato l’intenzione di estendere l’uso del chatbot anche alla robotica umanoide, in particolare alla flotta Optimus prodotta da Tesla.
È il tentativo di costruire un’IA trasversale, presente in tutti i principali ambiti di business del gruppo: dai social alla robotica, passando per lo spazio e i servizi digitali. Una visione ambiziosa che però comporta anche rischi, soprattutto per SpaceX.
L’azienda spaziale sta infatti attraversando una fase delicata. Dopo anni di crescita, è alle prese con lo sviluppo di Starship, il nuovo razzo pensato per rivoluzionare l’esplorazione spaziale. Il programma ha subito ritardi e contrattempi: solo nell’ultimo mese si sono verificati tre fallimenti in volo e un’esplosione durante un test motore.
Eppure, Musk ha deciso di stanziare risorse anche per l’IA, in un contesto in cui la liquidità è comunque sotto pressione.
Grok: scuse pubbliche e un futuro da riscrivere
A complicare le cose ci si mette anche la reputazione. Grok, come ben sapete se ci leggete con regolarità, è finito sotto i riflettori per una serie di risposte razziste e controverse fornite agli utenti su X.
Dopo la bufera, xAI ha rilasciato una dichiarazione in cui si scusa “profondamente per il comportamento orribile che molti hanno sperimentato”. L’azienda ha aggiunto di aver avviato un’indagine interna e di aver adottato misure per evitare che episodi simili si ripetano.
Nonostante questi problemi, Musk continua a credere nel progetto. Né potrebbe fare diversamente, avendo definito Grok “l’intelligenza artificiale più intelligente del mondo”, rilanciando con entusiasmo il nuovo modello appena presentato.
Ma le metriche parlano chiaro: Grok è ancora molto lontano dai livelli di diffusione di ChatGPT. E se l’ambizione è quella di colmare il gap, serviranno non solo soldi e hardware, ma anche credibilità e direzione.
Per farcela, xAI continua a raccogliere capitali. Oltre ai 5 miliardi in equity, la società ha ottenuto anche un finanziamento in debito da altri 5 miliardi di dollari. Secondo fonti vicine agli investitori, ulteriori round di finanziamento sono già previsti entro la fine dell’anno.
La sensazione però è che il tempo stringa: in una corsa all’IA che non ammette pause, Musk ha deciso di accelerare, puntando tutto sulle sue stesse aziende per costruire, o forse ricostruire, il futuro di Grok.


