Dopo aver perso oltre il 50% del proprio valore in Borsa nel giro di tre mesi, Tesla cerca di reagire e lo fa con un incontro tra Elon Musk e tutti i dipendenti, trasmesso pubblicamente su X.
“Se leggete le notizie, sembra la fine del mondo”, ha detto il fondatore del marchio, usando toni sia ironici che provocatori: “Capisco se non volete comprare i nostri prodotti, ma non è necessario darli alle fiamme”.
Il riferimento è alle proteste che, anche fisicamente, stanno colpendo Tesla in vari Paesi: showroom danneggiati, veicoli vandalizzati e stazioni di ricarica sabotate sono solo alcuni dei segnali di una crescente ostilità verso il marchio.
Sullo sfondo, pesa il legame sempre più visibile tra Musk e l’amministrazione del presidente Donald Trump, un rapporto che ha portato anche alla sfilata di auto Tesla organizzata sul prato sud della Casa Bianca lo scorso 11 marzo.
Tesla e il miraggio della guida autonoma
Tra promesse e battute, il CEO ha cercato di rilanciare l’ottimismo tra i suoi.
Ha ribadito che i veicoli Tesla sono ancora “a un aggiornamento software di distanza” dalla guida autonoma e ha invitato tutti a “tenere strette le azioni”.
Un messaggio accompagnato da un dato inconfutabile: le azioni di Tesla sono passate da un massimo storico di 479,86 dollari registrato il 17 dicembre agli attuali 240,48 dollari, segnando una risalita dell’1,8% nell’ultima seduta di Borsa.
Ma la crisi di Tesla è tutt’altro che simbolica. Le vendite sono crollate in vari mercati, il primo trimestre dell’anno è stato deludente e la produzione della Model Y (l’auto più venduta al mondo, come ha ricordato Musk), è stata temporaneamente sospesa per aggiornamenti alle linee di montaggio.
Il richiamo a Musk dell’analista
Gli annunci di nuovi modelli più economici restano vaghi, e anche sul piano della percezione pubblica la situazione è critica.
Tant’è che l’analista Dan Ives di Wedbush Securities, uno dei sostenitori storici del marchio, ha parlato senza mezzi termini di un “tornado crisis moment” per Musk e Tesla, invitando l’imprenditore a prendere le distanze da Washington e a rimettere l’azienda al centro della sua attenzione.
Il tentativo di rilancio non è comunque il primo nella storia recente della società.
Già nel 2020 Musk aveva inviato email interne per spingere i suoi a contenere le spese e aumentare la produzione. Ma è la prima volta che un incontro del genere viene trasmesso pubblicamente, come a voler mostrare una nuova trasparenza nei momenti di difficoltà.
Tesla all-hands live presentation
https://t.co/jQOt6WB2LN— Elon Musk (@elonmusk) March 21, 2025
Durante l’evento, Musk ha anche risposto alle domande dei dipendenti. Alla curiosità di chi gli chiedeva se avesse mai pensato di costruire aerei o treni, ha risposto con un sorriso: “Mi piacerebbe davvero costruire aerei, soprattutto, ma sono un po’ tirato… ho tipo 17 lavori”.
Poi, però, non ha escluso la possibilità di sviluppare in futuro un jet elettrico supersonico a decollo e atterraggio verticale: “Forse, a un certo punto, lo faremo”, ha concluso.


