La Cina ha messo il turbo per colmare il divario con SpaceX, scommettendo su un’industria spaziale privata che ora sogna razzi riutilizzabili, voli turistici suborbitali e una rete di satelliti rivali di Starlink. Il modello è chiaro: imitare e, se possibile, superare Elon Musk.
A scriverne è il Wall Street Journal, che spiega come negli ultimi anni Pechino abbia intensificato il sostegno al settore spaziale commerciale, con miliardi di dollari iniettati da autorità centrali e locali e un ecosistema in rapida espansione.
Fortezza Cina nello spazio
A novembre 2024 è stato inaugurato il primo sito di lancio commerciale del Paese e almeno sei razzi riutilizzabili progettati da startup cinesi sono attesi al debutto entro la fine di quest’anno.
Il settore è parte integrante della strategia di “fortezza Cina” voluta dal presidente Xi Jinping, che punta all’autosufficienza tecnologica nei settori strategici, dallo spazio ai semiconduttori, passando per l’intelligenza artificiale.
Un orientamento che ha ricevuto ulteriore legittimazione a febbraio, quando lo stesso Xi ha incontrato una selezione di imprenditori tech, tra cui il CEO di GalaxySpace, sottolineando la necessità di un settore privato competitivo capace di trainare crescita e innovazione.
Il settore spaziale è stato aperto alle aziende private solo nel 2014, ma è stato citato per la prima volta come priorità nazionale nel rapporto annuale del governo appena un anno fa.
Secondo Lincoln Hines, professore alla Georgia Tech, Pechino si è resa conto che il sistema guidato esclusivamente da aziende statali, pur capace di imprese spettacolari come portare astronauti nello spazio o sondare il lato nascosto della Luna, rischia di restare indietro sul piano dell’innovazione.
“Se la Cina continua ad avere un’industria spaziale gonfiata e statalista, può fare imprese enormi. Ma può davvero competere con gli Stati Uniti?” si chiede Hines.
La competizione con Elon Musk
Il confronto con SpaceX è inevitabile. L’azienda di Elon Musk, con i suoi razzi Falcon 9 dotati di primo stadio riutilizzabile, ha effettuato 134 lanci nel 2023, oltre la metà di quelli globali.
In Cina, la statale CASC ha seguito con 51 missioni ma utilizzando razzi monouso. E non sono mancati gli incidenti, come il lancio fallito della compagnia privata Space Pioneer, il cui razzo è esploso su un pendio danneggiando alcune abitazioni, per fortuna senza vittime.
Eppure, lo slancio dell’imprenditoria privata cinese pareinarrestabile. Huo Liang, oggi CEO di Deep Blue Aerospace, aveva un posto sicuro nella statale CASC fino a quando, nel 2015, non vide SpaceX riuscire nell’impresa di far atterrare un booster per la prima volta.
“Abbiamo ancora molto lavoro da fare per raggiungere l’avanguardia mondiale”, riconosce oggi. Ma la sua azienda è pronta a testare entro l’anno il recupero del primo stadio del razzo Nebula-1 dopo un volo orbitale.
E già pensa in grande con voli suborbitali turistici a partire dal 2027, con i primi biglietti venduti a oltre 100.000 dollari l’uno.
Da LandSpace Technology a Orienspace
Nel 2023, Deep Blue non è stata la sola a fare notizia: LandSpace Technology, fondata da un ex banchiere, ha raggiunto un primato mondiale lanciando nello spazio un razzo alimentato da ossigeno liquido e metano, lo stesso propellente poi usato da SpaceX per Starship.
Orienspace, un’altra nuova protagonista, è nata invece dall’intuizione di Yao Song, che ha venduto la sua prima startup di chip per circa 250 milioni di dollari quando era ancora ventenne.
Oltre ai razzi, la Cina punta a costruire una costellazione satellitare che possa rivaleggiare con Starlink.
Almeno due progetti sono in fase avanzata: Guowang e Thousand Sails. Quest’ultima, sostenuta dal governo di Shanghai, ha già firmato accordi per offrire servizi di comunicazione satellitare in Malesia, Kazakistan e Brasile.
Ma la competizione per lo spazio non si limita più al solo mercato interno. A novembre, un razzo commerciale sviluppato da CAS Space ha portato in orbita un satellite di osservazione terrestre commissionato dall’Oman, segnando il primo carico utile internazionale.
Secondo Blaine Curcio, fondatore della società di consulenza Orbital Gateway Consulting, “entro la fine del decennio, le aziende spaziali private cinesi potranno competere con SpaceX anche sul mercato dei lanci internazionali”.
Salvo poi aggiungere: “le aziende sanno bene che la maggior parte del business governativo resterà in mano alle imprese statali, quindi dovranno faticare di più”.
Un fatto è certo: il modello di riferimento resta Elon Musk. “SpaceX è un mentore per l’intero settore”, ha ammesso Huo Liang. E nella nuova corsa allo spazio, la Cina non vuole restare a guardare.


