Elon Musk affronta ancora la SEC: nuova richiesta di testimonianza per l’acquisizione di Twitter

by | 12 Feb 2024 | Automotive

Tempo di lettura: 2 minuti

La U.S. Securities and Exchange Commission (SEC) è un’agenzia federale americana che regola i mercati finanziari, con l’obiettivo di proteggere gli investitori, mantenere i mercati equi, ordinati ed efficienti, e facilitare la formazione del capitale. Supervisiona il rispetto delle leggi federali sui titoli, regolando le borse, le società quotate e i professionisti del mercato finanziario. E ha un conto aperto con Elon Musk, iniziato dopo averlo citato in giudizio per un tweet del 2018 in cui il miliardario affermava di avere assicurato i finanziamenti per un possibile piano di privatizzazione di Tesla.

L’idea di Elon Musk, all’epoca, era di togliere Tesla dal mercato azionario ricomprando tutte le azioni al valore di 420 dollari ciascuna. Questa però si rivelò una mossa disastrosa per una serie di motivi. Il primo, è che il tweet di Musk provocò una forte volatilità nel prezzo delle azioni della compagnia. Il che ebbe ripercussioni sia sugli investitori a lungo termine, sia su quelli speculativi. A quell’annuncio SEC reagì rapidamente, avviando un’indagine e successivamente citando in giudizio Musk per frode sui titoli, sostenendo che il suo tweet fosse fuorviante e non supportato da fatti concreti.

L’intera vicenda sollevò dubbi sulla stabilità della leadership di Musk e sulla sua affidabilità come CEO, potenzialmente danneggiando la reputazione di Tesla tra gli investitori, e mettendo in dubbio la serietà e la professionalità della sua gestione aziendale. Tutto ciò portò a un accordo legale in cui Musk e Tesla dovettero pagare ciascuno una multa di $20 milioni. Inoltre, Musk fu costretto a dimettersi come presidente del consiglio di amministrazione di Tesla, sebbene ne sia rimasto CEO.

Come se non bastasse, Musk fu costretto ad accettare che i suoi futuri tweet riguardanti Tesla fossero preventivamente esaminati da un legale dell’azienda. Legale che per SEC non ha operato sempre bene, se è vero che, nel 2019, SEC ha nuovamente citato in giudizio Musk per una presunta violazione di tale accordo. Recentemente, Musk ha chiesto alla Corte Suprema degli Stati Uniti di riesaminare questo accordo, sostenendo che violi il suo diritto costituzionale alla libertà di espressione.

Ora che abbiamo chiarito gli attriti tra Musk e SEC, passiamo alla notizia di queste ore, che vede un giudice federale degli Stati Uniti, tale Laurel Beeler, ordinare al CEO di Tesla e SpaceX di sottoporsi a un’ulteriore testimonianza nell’ambito dell’indagine di SEC sull’acquisizione di Twitter, valutata 44 miliardi di dollari.

L’azione del magistrato statunitense formalizza una decisione provvisoria presa a dicembre, che vede la magistratura schierarsi a favore di SEC. Quest’ultima aveva già citato in giudizio Musk a ottobre, richiedendo la sua testimonianza come parte di un’indagine sull’acquisto di Twitter nel 2022. Stando a SEC, infatti, Musk si sarebbe rifiutato di partecipare a un’audizione programmata lo scorso settembre.

L’indagine della SEC si concentra sul rispetto da parte di Musk delle leggi relative alla presentazione della documentazione necessaria per i suoi acquisti delle azioni di Twitter e sull’accuratezza delle sue dichiarazioni riguardo all’operazione. Musk ha cercato di contrastare la richiesta di SEC di una nuova audizione sostenendo di essere già stato interrogato due volte, e ha accusato l’agenzia di starlo molestando.

Il giudice Beeler ha respinto le argomentazioni di Musk, sottolineando che SEC ha piena autorità di chiedere la sua testimonianza, essendo mirata a ottenere informazioni rilevanti. In caso di mancato accordo tra Musk e SEC sulla data e l’orario dell’intervista, Beeler ha dichiarato che ascolterà le argomentazioni di entrambe le parti e che quindi prenderà una decisione. Visto lo sgambetto da 56 miliardi di dollari che gli ha appena fatto un giudice del Delaware, immaginare un esito positivo per Elon Musk appare ottimista.

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