ElevenLabs entra nel mondo della musica IA e si prepara allo scontro con le major

by | 7 Ago 2025 | IA

Piotr Dąbkowski e Mati Staniszewski (destra), fondatori di ElevenLabs. | Foto: ElevenLabs
Tempo di lettura: 3 minuti

ElevenLabs, startup di intelligenza artificiale nota per la sua IA di sintesi vocale, ha deciso di chiudere il cerchio lanciando Eleven Music, che consente a chiunque (aziende e creator) di generare canzoni complete.

Non si parla solo di melodie: la piattaforma produce anche testi, strumenti e voci cantate, aprendo la strada a un nuovo modo di comporre su richiesta. Basta un semplice comando in linguaggio naturale, come ad esempio “componi una ballata acustica malinconica con sonorità anni ’90 e voce femminile”, e il sistema restituisce in pochi minuti una traccia musicale pronta per essere utilizzata.

Software come questo offrono una valida alternativa alla tradizionale musica stock, aprendo nuove opportunità in settori come telecomunicazioni, automotive, pubblicità, intrattenimento e sviluppo di app con componenti audio.

Brani e jingle che un tempo richiedevano costose licenze o trattative complesse possono oggi essere creati rapidamente e a costi contenuti grazie all’IA. Un vantaggio non da poco, soprattutto per aziende e creatori con budget limitati, come sottolinea Daniel Newman, analista tech e CEO di The Futurum Group. Che dimentica, ovviamente, chi fa questo di mestiere e si ritroverà presto disoccupato.

Ma dietro a questa facilità d’uso si nasconde una sfida ben più complessa: quella con l’industria discografica e con il mondo della creatività umana.

Un’IA addestrata con licenza

Fondata solo tre anni fa, ElevenLabs ha deciso di non ripetere gli errori (e i rischi legali) di altre startup del settore come Suno e Udio, già finite nel mirino delle major per presunte violazioni del copyright.

Per evitare accuse legate all’uso non autorizzato di brani protetti, l’azienda ha stretto accordi con Merlin Network e Kobalt Music Group, due realtà che rappresentano un ampio catalogo di artisti indipendenti. Questi accordi consentono al modello IA di essere addestrato legalmente su contenuti tutelati, garantendo un uso commerciale ampio e sicuro dei brani generati.

Ma l’obiettivo è più ambizioso: ElevenLabs vuole trattare anche con i big della musica, ovvero Universal Music Group, Sony Music Group e Warner Music Group. “Al momento non stiamo utilizzando i loro dati”, ha dichiarato il CEO e cofondatore Mati Staniszewski. “Il nostro modello è stato costruito esclusivamente con contenuti a cui abbiamo accesso”.

La società ha anche introdotto dei meccanismi di sicurezza che impediscono di generare brani con nomi di artisti reali, o con testi provenienti da canzoni esistenti. Inoltre, vengono bloccati contenuti offensivi, violenti o illegali.

Eleven Music, uno strumento per creativi e imprese

L’intento dichiarato di ElevenLabs è rendere la musica accessibile a chiunque ne abbia bisogno: dalla pubblicità al cinema, dai videogiochi alle app. Nei primi test, venti clienti selezionati hanno già sperimentato il servizio: tra questi, realtà attive nel mondo dell’intrattenimento (film, TV, gaming), ma anche nello sviluppo di app di fitness e meditazione.

Nonostante l’approccio più cauto e legale di ElevenLabs, però, le critiche non mancano. La American Society of Composers, Authors and Publishers (ASCAP), che rappresenta oltre un milione di musicisti, ha messo in guardia contro i rischi di un uso scorretto dell’IA.

“L’intelligenza artificiale può essere uno strumento di innovazione, ma solo se le aziende tecnologiche rispettano i diritti dei creatori umani”, ha dichiarato la CEO Elizabeth Matthews. “Consentire l’uso non autorizzato di opere protette per addestrare modelli generativi a fini commerciali mette a rischio la sopravvivenza di milioni di artisti”.

Anche gli esperti legali sottolineano le aree grigie: non è ancora chiaro, ad esempio, come saranno trattati in tribunale i casi di fair use, sampling e licenze ambigue legate all’uso di contenuti generati da IA. Le cause già avviate mostrano che il contenzioso sarà lungo e complicato.

Infine, resta il tema della percezione pubblica. In un clima in cui cresce la preoccupazione per i posti di lavoro minacciati dall’automazione, l’adozione massiva di musica artificiale potrebbe generare reazioni negative.

La sfida, ora, è capire se Eleven Music riuscirà a suonare una melodia convincente anche fuori dai suoi laboratori.

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