Droni e sorveglianza: come l’IA sta riscrivendo la polizia americana

by | 12 Ott 2025 | Tecnologia

illustrazione: chatgpt
Tempo di lettura: 3 minuti

Negli Stati Uniti la polizia sta cambiando volto. Sempre più reparti, dallo Stato di New York alla California, stanno introducendo droni dotati di intelligenza artificiale per inseguimenti, indagini e operazioni di emergenza.

Non si tratta più di semplici strumenti di supporto ma di veri e propri “agenti volanti” capaci di raccogliere, interpretare e trasmettere dati in tempo reale. In alcuni casi, riescono perfino a consegnare farmaci come il Narcan, salvando vite durante le crisi da overdose.

È il nuovo volto della sicurezza pubblica americana, ma è anche un terreno minato per il dibattito su sorveglianza e privacy.

Dalla crisi degli organici alla rivoluzione tecnologica

La spinta verso i droni di nuova generazione nasce da una doppia pressione: da un lato, la cronica carenza di personale che affligge molti dipartimenti; dall’altro, l’urgenza di ridurre la violenza nelle interazioni tra cittadini e agenti.

Dopo il caso George Floyd, molte amministrazioni hanno cercato soluzioni tecnologiche per “tenere gli agenti a distanza” dai momenti più rischiosi, raccogliendo al tempo stesso più informazioni possibili. I droni con intelligenza artificiale sembrano offrire entrambe le cose: meno contatto diretto e più controllo del territorio.

Oggi si stima che circa 1.500 dipartimenti di polizia e uffici dello sceriffo utilizzino droni, un numero più che raddoppiato negli ultimi cinque anni.

Il costo è un argomento sensibile: un drone costa una frazione di quanto servirebbe per mantenere un elicottero pilotato, e il governo federale copre buona parte della spesa tramite finanziamenti e programmi di formazione.

Droni come primi soccorritori

Questi nuovi dispositivi vengono inviati sul posto in risposta a chiamate d’emergenza, talvolta prima ancora che arrivi una pattuglia.

Sorvolano le aree interessate, mappano la scena e trasmettono le immagini a un centro operativo. In alcuni casi, come in New Mexico, la polizia li utilizza per identificare ladri d’auto o seguire i sospetti durante un inseguimento.

La loro versatilità è impressionante. Grazie a telecamere e sensori di ultima generazione, possono localizzare persone scomparse, leggere targhe, monitorare folle o ricostruire incidenti stradali.

Ma la vera rivoluzione è nell’uso dell’intelligenza artificiale, che permette loro di analizzare le immagini in autonomia, riconoscere schemi e segnalare comportamenti sospetti. Alcuni modelli riescono persino a raccogliere dati fisiologici da centinaia di metri di distanza, come ritmo cardiaco o frequenza respiratoria.

L’altro lato del cielo: chi controlla chi?

Ma se la tecnologia promette più sicurezza, la domanda inevitabile è: a quale prezzo?

Le associazioni per i diritti digitali denunciano una mancanza di trasparenza su come vengono gestiti i dati raccolti. Non è chiaro, ad esempio, se restino in mano alla polizia o se vengano condivisi con aziende private che forniscono le piattaforme di analisi.

“Il fatto che si stiano raccogliendo informazioni biometriche così dettagliate, dati che spesso le persone non conoscono nemmeno di sé stesse, è inquietante”, ha dichiarato una ricercatrice di un’associazione per la libertà digitale.

Oltre ai rischi legati alla privacy, c’è anche il nodo legale: in diversi Stati americani, la raccolta di immagini da proprietà private senza mandato è vietata. Eppure le tecnologie di nuova generazione consentono riprese così precise da poter entrare, letteralmente, nelle case attraverso le finestre.

Non a caso, in California è in corso una causa che potrebbe fare scuola: un gruppo di cittadini ha denunciato un’amministrazione locale accusandola di usare droni per sorvegliare i cortili e le abitazioni dei residenti.

Un futuro che vola più in alto della legge

La corsa ai droni di polizia mostra come l’intelligenza artificiale stia riscrivendo anche i confini dell’ordine pubblico.

Per molti amministratori, rappresentano un modo rapido ed economico per compensare la mancanza di personale e migliorare la sicurezza urbana. Ma per i critici, sono il segnale di una deriva verso una sorveglianza pervasiva, dove i cittadini diventano soggetti costantemente osservati da “occhi digitali” che non si stancano mai.

Negli Stati Uniti il dibattito è appena iniziato ma il trend è chiaro: la polizia del futuro non camminerà più soltanto per le strade. Le sorvolerà.

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