Dorsey licenzia 4.000 persone ‘grazie’ all’IA

by | 27 Feb 2026 | Business, IA

Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter e CEO di Block.
Riassunto IA
  • Block taglierà oltre 4.000 posti di lavoro su 10.000, citando esplicitamente gli strumenti di IA come sostituti del lavoro umano.
  • I licenziamenti arrivano nonostante ricavi trimestrali in linea con le attese a 6,3 miliardi di dollari: non è una risposta a una crisi ma una scelta strategica di efficienza.
  • La scommessa di Dorsey sul bitcoin è già costata all’azienda 234 milioni di dollari di perdite.
Tempo di lettura: 3 minuti

Jack Dorsey non usa giri di parole. Block, il gruppo fintech che controlla il processore di pagamenti Square, taglierà quasi la metà dei suoi 10.000 dipendenti: più di 4.000 persone. Non per una crisi, non per un trimestre in rosso. Ma perché, secondo Dorsey, l’IA lo rende possibile e conveniente.

“Gli strumenti di intelligenza hanno cambiato il significato di costruire e gestire un’azienda”, ha scritto in una lettera agli azionisti. “Un team significativamente più piccolo, usando gli strumenti che stiamo costruendo, può fare di più e farlo meglio.”

È un annuncio che segna un prima e un dopo nel modo in cui i vertici della Silicon Valley comunicano i licenziamenti. Amazon, che dall’ottobre scorso ha tagliato 30.000 posizioni, ha fatto di tutto per non nominare l’IA come causa diretta, nonostante il CEO Andy Jassy avesse già avvertito che la tecnologia avrebbe significato “meno persone a svolgere alcuni dei lavori che vengono svolti oggi”.

Dorsey fa l’opposto: nomina la causa, la rivendica, e ci costruisce sopra una tesi industriale.

“La maggioranza delle aziende farà lo stesso”

La lettera agli azionisti non è solo una comunicazione finanziaria. È un manifesto. Dorsey dichiara di non considerarsi un precursore (“la maggioranza delle aziende è in ritardo”, scrive), e prevede che entro un anno una larga parte del settore arriverà alle stesse conclusioni e farà scelte strutturali analoghe.

Non è un’analisi di mercato. È un avvertimento.

Il tempismo non è casuale. Negli ultimi mesi abbiamo raccontato una serie di annunci che, messi in fila, disegnano una tendenza difficile da ignorare: HP ha annunciato fino a 6.000 licenziamenti entro il 2028, Microsoft ha tagliato 9.100 posizioni, Amazon, UPS e ASML insieme hanno eliminato quasi 48.000 posti di lavoro.

A fine gennaio, un’ulteriore ondata coordinata tra grandi aziende statunitensi (tra cui Nike, Dow e Home Depot) ha portato altri 52.000 tagli annunciati in poche settimane.

Dorsey a questo ha almeno un merito: non si presenta come chi ha anticipato il futuro. Si presenta come chi ha il coraggio di dire quello che altri stanno già facendo in silenzio.

Il paradosso dei conti solidi

Il dettaglio più rilevante — e più desolante — è che Block non sta attraversando una crisi. Nel quarto trimestre fiscale del 2025, i ricavi si sono attestati a quasi 6,3 miliardi di dollari, in linea con le attese. I tagli allora non sono una risposta alle difficoltà: sono una scelta strategica in un momento di relativa salute aziendale.

Questo è il punto di rottura rispetto alla narrativa classica dei licenziamenti aziendali, sempre presentati come misura difensiva o di adattamento. Qui si licenzia perché si può fare lo stesso lavoro (o di più) con meno persone. La logica è di efficienza, non di sopravvivenza.

C’è però una crepa nella narrazione di Dorsey come leader visionario. Mentre il settore dei pagamenti digitali si spostava sugli stablecoin, ossia token digitali agganciati a valute tradizionali, diventati regolamentati negli Stati Uniti nel 2024, Block ha mantenuto la sua scommessa sul bitcoin.

Dorsey è noto come “bitcoin massimalista”. È convinto cioè che la criptovaluta sia destinata a soppiantare il dollaro, ha costruito attorno a questa visione buona parte della strategia di Block.

I risultati, per ora, parlano contro di lui. Il prezzo del bitcoin è calato del 23% quest’anno, infliggendo all’azienda una perdita da 234 milioni di dollari sulle proprie riserve.

Stripe, che ha puntato sugli stablecoin, ha invece visto quadruplicare i propri volumi su quella tecnologia. La direzione del mercato, almeno nel breve periodo, è chiara e va nella direzione opposta a quella di Dorsey.

Il segnale che resta

Al netto della partita sul bitcoin, il caso Block introduce qualcosa di nuovo nel dibattito pubblico sull’IA e il lavoro. Non è la prima azienda a licenziare in nome dell’efficienza tecnologica. È la prima in cui un CEO di peso usa esattamente quelle parole, senza attenuanti, davanti agli azionisti.

L’impatto sull’occupazione dell’IA era finora un tema da economisti e policy maker. Dorsey lo porta dentro la comunicazione aziendale ordinaria. E questo, indipendentemente da come andrà per Block, cambia qualcosa nel modo in cui le prossime ondate di licenziamenti saranno raccontate.

Fonte: Financial Times

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