Dopo la lampada ‘Pixar’, i robot? Apple tra sperimentazione e realtà

da | 13 Feb 2025 | Tecnologia

Tempo di lettura: 3 minuti

Apple starebbe lavorando a robot sia umanoidi che non umanoidi, secondo un’indiscrezione dell’analista Ming-Chi Kuo.

L’informazione segue la pubblicazione di un documento di ricerca dell’azienda, incentrato sulle interazioni tra esseri umani e robot “non antropomorfi”, tra cui una lampada in stile Pixar che potete vedere qui sotto.

Il progetto, però, sarebbe ancora in una fase embrionale. Secondo Kuo, si tratterebbe di una “proof of concept” simile a quella dell’Apple Car, il veicolo a guida autonoma che è stato poi accantonato prima ancora di diventare realtà.

Guardando ai tempi di sviluppo tipici di Apple, l’analista azzarda il 2028 come data ottimistica per l’eventuale debutto di un robot consumer.

Ciò che rende questa iniziativa diversa da altre indiscrezioni su prodotti in fase di sviluppo, come il tanto chiacchierato iPhone pieghevole, è proprio il livello di trasparenza dell’azienda.

Apple, nota per il suo rigido controllo sulle informazioni, si è sempre mossa infatti con grande riservatezza. Ma il settore della robotica non può prescindere dalla collaborazione tra università, laboratori di ricerca e aziende private.

Negli ultimi anni, infatti, molte realtà hanno dovuto accelerare le assunzioni per stare al passo con le tempistiche di rilascio, rese più pressanti dall’avanzata dell’intelligenza artificiale generativa.

Pubblicare ricerche accessibili al pubblico, come quella della ‘lampada Pixar’, può dunque rivelarsi una strategia utile per attrarre talenti.

Apple tra umanoidi e non umanoidi

L’uso del termine “non antropomorfo” nel documento pubblicato da Apple sembra suggerire un tentativo di differenziazione dai progetti che puntano su robot umanoidi.

“Mentre l’industria discute i pro e i contro dei design umanoidi e non umanoidi”, scrive Kuo, “le verifiche nella catena di approvvigionamento indicano che Apple è più interessata a come gli utenti percepiscono i robot, piuttosto che al loro aspetto fisico… il che implica che hardware e software per la percezione siano le tecnologie chiave.”

Un robot può essere considerato “antropomorfo” anche senza avere un aspetto umanoide nel senso stretto del termine. Alcuni sistemi, infatti, si ispirano ai movimenti e alle caratteristiche umane, pur non avendo braccia, gambe o un volto.

Apple sembra trovarsi ancora in una fase esplorativa, sperimentando diverse soluzioni, dai robot più semplici fino a modelli più avanzati.


Secondo Kuo, il progetto potrebbe rientrare in un “futuro ecosistema smart home”. Questo potrebbe tradursi in una vasta gamma di possibilità: da un assistente robotico avanzato in grado di svolgere mansioni domestiche, fino a un semplice dispositivo smart con un braccio meccanico.

Le indiscrezioni più recenti puntano su quest’ultima ipotesi, molto più realistica rispetto all’idea di un robot casalingo in grado di piegare il bucato.

Il mercato della robotica domestica è pronto?

Diversi colossi della robotica, come 1X, Figure e Apptronik, stanno cercando di colmare il divario tra il settore industriale e quello domestico. Ma la strada è ancora lunga, soprattutto per quanto riguarda i costi e l’affidabilità.

Se il Vision Pro di Apple, con il suo prezzo di 3.499 dollari, è stato considerato un investimento impegnativo, il costo dei primi robot umanoidi consumer potrebbe essere ben più elevato.

Dopo l’abbandono dell’Apple Car e il debutto incerto sia del Vision Pro che del progetto Apple Intelligence, sembra chiaro che l’azienda di Cupertino stia adottando un approccio molto cauto.

Apple ha già dimostrato di saper trasformare categorie di prodotto esistenti in successi commerciali ma il settore della robotica domestica è disseminato di fallimenti, così come il mercato della smart home.

L’unica certezza, per ora, è che Apple sta lavorando attivamente su progetti robotici. Ma prima di vedere un robot made in Cupertino nelle nostre case, potrebbero passare ancora diversi anni.

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