Dassault Systèmes ha aperto una nuova pagina della propria storia presentando i 3D UNIV+RSES, la settima generazione di rappresentazioni digitali della realtà.
È un’evoluzione che supera il semplice concetto di modello 3D e abbraccia un ecosistema di gemelli virtuali interconnessi, capaci di incorporare simulazione, dati reali e contenuti generati dall’intelligenza artificiale.
Questa nuova generazione introduce sei pilastri fondamentali (experience, generative experience, virtual companion, cycle of life, sense computing e knowledge & know-how platform), che definiscono l’architettura del futuro della piattaforma 3DEXPERIENCE.
A ricostruire il percorso è stata inizialmente Chiara Bogo, Strategy & Marketing Senior Director per l’area Euromed, durante la presentazione a Milano: “Ogni generazione di Dassault Systèmes ha aggiunto qualcosa alla precedente”, ha ricordato, spiegando come dalla modellazione tridimensionale di CATIA si sia passati alla simulazione dinamica, al product lifecycle management e ai primi virtual twin, fino ai modelli del cuore e del cervello sviluppati nel settore life science.
La ‘miniera d’oro’ degli asset virtuali
Le sei generazioni precedenti mostrano un’evoluzione costante lungo un doppio asse: da un lato la sofisticazione delle rappresentazioni digitali, dall’altro la valorizzazione del know-how umano, che porta direttamente ai 3D UNIV+RSES.
I nuovi 3D UNIV+RSES rappresentano il passo successivo: un ambiente in cui i gemelli virtuali dialogano tra loro e con il mondo fisico, dando vita a una forma di rappresentazione “virtuale-più-reale” che ambisce a diventare lo standard dell’economia digitale.
Questa trasformazione si inserisce nella cornice di un percorso storico che ha visto l’industria evolvere dalla product & service economy degli anni Ottanta alla experience economy degli anni Duemila, fino alla generative economy attuale, guidata dalle necessità di sostenibilità e dalla capacità dei sistemi virtuali di apprendere, adattarsi e restituire valore.
Questa visione coincide con la direzione strategica delineata nel comunicato ufficiale, dove Bernard Charlès, Executive Chairman di Dassault Systèmes, ha sottolineato la natura rivoluzionaria dell’approccio.
“Tutti i clienti che sono con noi da molto tempo si aspettano che proteggiamo la loro ‘miniera d’oro’ di asset virtuali e sveliamo l’invisibile. Per sviluppare e proteggere la proprietà intellettuale più preziosa, è fondamentale creare esperienze di gemelli virtuali di ogni cosa, per chiunque”.
L’importanza di preservare il know-how aziendale
Durante l’evento milanese, Umberto Arcangeli, amministratore delegato di Dassault Systèmes Italia e Managing Director Euromed, ha collocato i 3D UNIV+RSES all’interno di una cornice più ampia: la generative economy, un modello economico che prende ispirazione dalla natura per creare prodotti, processi e servizi capaci di restituire alla società più di quanto consumano.
“La generative economy è un paradigma che prende esempio dalla vita”, ha spiegato Arcangeli. “Per creare nuovi modelli produttivi dobbiamo simulare scenari alternativi e prendere decisioni informate prima di agire”.
In quest’ottica, i 3D UNIV+RSES diventano il luogo in cui materiali, progettazione, industrializzazione, produzione, supply chain e fine vita del prodotto si intrecciano con simulazioni what-if che aiutano le aziende a ridurre sprechi, errori e tempi di sviluppo.
A questo si aggiunge un’altra distinzione chiave emersa durante la presentazione: la differenza tra AI Augmented Processes e AI Augmented Roles, un modello che evidenzia come l’IA sia destinata non a sostituire ma ad amplificare efficienza, autonomia e competenze delle persone.
La piattaforma integra inoltre un nuovo livello di strumenti: le Generative Experiences (GenXp), i Virtual Companion e i servizi VTaaS (Virtual Twin Experience as a Service). Sono componenti che combinano IA generativa, know-how aziendale e simulazione industriale per automatizzare attività ripetitive, ridurre la complessità dei processi e soprattutto preservare competenze critiche.
“Un virtual twin alimentato dalla conoscenza maturata dall’azienda può automatizzare operazioni prima manuali e mettere a disposizione delle nuove generazioni un patrimonio informativo inestimabile”, ha affermato Arcangeli, ricordando che la transizione generazionale è una delle sfide più delicate per le imprese italiane ed europee.
L’integrazione con lo spatial computing
La presentazione milanese ha mostrato diversi esempi di “sense computing”: linee di saldatura virtuali, celle robotizzate, percorsi di manutenzione simulati e prove immersive con visori. A livello globale, questa direzione viene confermata dal secondo comunicato ufficiale, che annuncia l’arrivo di 3DLive, la nuova app visionOS sviluppata da Dassault Systèmes per portare i virtual twin nel mondo fisico attraverso lo spatial computing.
Dassault Systèmes ha avviato una collaborazione ingegneristica con Apple per integrare Apple Vision Pro nella piattaforma 3DEXPERIENCE. “La nostra collaborazione ingegneristica con Apple rappresenta un progresso audace che rivela la potenza dei 3D UNIV+RSES, dove il 3D è un linguaggio universale per un nuovo mondo che unisce reale e virtuale”, ha dichiarato Elisa Prisner, Executive Vice President, Strategy & Platform Transformation di Dassault Systèmes.
A conferma della portata dell’iniziativa è arrivato anche il commento di Mike Rockwell, vicepresidente del Vision Products Group di Apple: “Apple Vision Pro continua a superare i limiti dello spatial computing. Siamo entusiasti di collaborare con Dassault Systèmes per consentire a ingegneri e progettisti di dare vita a progetti 3D in modi finora impensabili”.
Oltre a 3DLive, Dassault Systèmes ha annunciato anche “HomeByMe Reality”, un’app che sfrutta lo spatial computing per permettere agli utenti di esplorare e configurare gli interni delle abitazioni o visitare virtualmente una proprietà. È un tassello che mostra come l’ecosistema 3D UNIV+RSES sia destinato ad abbracciare non solo l’industria, ma anche l’ambito consumer.
Dassault Systèmes e il futuro dei gemelli virtuali
La promessa dei 3D UNIV+RSES è la creazione del gemello virtuale di ogni cosa per tutti, capace di collegare modelli, persone, dati reali e interazioni fisiche.
Dassault Systèmes non punta a un ambiente chiuso ma a un’architettura aperta e modulare, accessibile da diverse piattaforme di IA (Mistral come modello predefinito, ma sono decine gli altri modelli testati) e potenzialmente compatibile con diversi dispositivi immersivi.
Questa visione si riflette anche nella varietà degli use case sviluppati dall’azienda, che spaziano da simulazioni di inondazioni e incendi alla qualità dell’aria, dall’analisi strutturale alla progettazione generativa, dalle epidemie all’inquinamento acustico e termico: un’estensione che dimostra come i gemelli virtuali siano destinati a diventare uno strumento centrale anche per infrastrutture, città e sistemi ambientali.
È una visione ambiziosa che unisce ricerca, simulazione e IA con un obiettivo centrale: proteggere e potenziare la proprietà intellettuale delle aziende, trasformandola in un asset generativo.
Come ha sintetizzato Pascal Daloz, CEO di Dassault Systèmes, “la profonda adozione dell’IA generativa migliorerà la vita quotidiana di consumatori, pazienti e cittadini”. È un percorso che parte dai gemelli virtuali e arriva a un mondo in cui il confine tra realtà e simulazione non è più un limite ma uno spazio dove inventare.


