Da 8,66 a 49 yuan in una sola giornata. Le azioni di Changxin Technology Group, meglio conosciuta come CXMT, hanno chiuso il loro debutto sullo STAR Market di Shanghai con un rialzo del 466%, spingendo la capitalizzazione della società a circa 3.300 miliardi di yuan, quasi 488 miliardi di dollari.
Il produttore di memorie ha così superato Industrial and Commercial Bank of China, diventando la società con il maggiore valore di Borsa tra quelle quotate nella Cina continentale.
È un risultato ancora più sorprendente, considerando che CXMT è stata fondata soltanto nel 2016 e rimane molto più piccola, per produzione e quota di mercato, rispetto ai colossi Samsung, SK Hynix e Micron.
L’IPO aveva già stabilito un record. CXMT ha infatti raccolto 57,92 miliardi di yuan, circa 8,6 miliardi di dollari, nella più grande quotazione asiatica dall’inizio del 2026 e nella maggiore offerta pubblica mai realizzata da un produttore cinese di semiconduttori.
Ma dietro l’entusiasmo degli investitori non c’è soltanto la volontà di Pechino di costruire un’industria nazionale dei chip. C’è soprattutto una carenza globale di memorie che ha completamente trasformato i conti dell’azienda.
La scarsità che ha cambiato i conti di CXMT
CXMT produce principalmente DRAM, ovvero le memorie che smartphone, computer e server utilizzano per conservare temporaneamente i dati necessari alle applicazioni. Più programmi vengono eseguiti e più grandi diventano i modelli di IA, maggiore è la quantità di memoria richiesta.
La domanda è cresciuta proprio mentre Samsung, SK Hynix e Micron, che controllano la grande maggioranza del mercato mondiale, spostano investimenti e capacità produttiva verso le HBM. Queste ultime sono memorie ad altissima velocità collocate accanto agli acceleratori per l’IA e possono rendere dalle tre alle cinque volte di più, per ogni wafer prodotto, rispetto alle normali DDR5.
Come abbiamo raccontato qualche giorno fa, questa corsa verso le HBM ha ridotto la capacità disponibile per i prodotti più comuni, contribuendo all’aumento dei prezzi di DRAM destinate a smartphone, PC e server tradizionali. Secondo SK Hynix, le tensioni sull’offerta potrebbero proseguire fino alla fine del decennio.
CXMT si trova così nella posizione ideale: vende un prodotto sempre più richiesto, in un mercato nel quale l’offerta non riesce a crescere abbastanza velocemente.
Nel primo trimestre del 2026 i ricavi sono saliti a 50,8 miliardi di yuan, con un incremento superiore al 700% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile netto ha raggiunto 33 miliardi di yuan, mentre dodici mesi prima la società aveva registrato una perdita di 2,83 miliardi.
È una svolta dovuta non soltanto all’aumento della produzione ma, soprattutto, alla crescita dei prezzi delle memorie.
Il quarto produttore mondiale di DRAM
Alla fine del 2025 CXMT controllava circa il 7,7% del mercato mondiale delle DRAM, una quota che la collocava al quarto posto dietro Samsung, SK Hynix e Micron. I tre leader conservano ancora un vantaggio enorme, sia nei volumi sia nelle tecnologie più avanzate, ma CXMT è ormai abbastanza grande da modificare gli equilibri del settore.
Il suo ruolo è diventato ancora più importante per le aziende cinesi. ByteDance, Tencent, Huawei e gli altri gruppi impegnati nella costruzione di infrastrutture per l’IA, hanno bisogno di quantità crescenti di memoria. Tutto ciò mentre le restrizioni statunitensi rendono loro più difficile acquistare alcune delle tecnologie occidentali più avanzate.
La quotazione permetterà a CXMT di finanziare nuovi impianti, ricerca e sviluppo e l’ammodernamento dei propri processi produttivi. L’azienda non è quindi soltanto una beneficiaria della carenza: per Pechino è uno degli strumenti principali con cui ridurre la dipendenza da Corea del Sud e Stati Uniti nel settore dei semiconduttori.
Anche Apple avrebbe iniziato a testare le DRAM di CXMT per alcuni dispositivi destinati al mercato cinese. Non si tratta ancora di un accordo definitivo ma il coinvolgimento dell’azienda di Cupertino mostra come il produttore cinese stia iniziando a essere considerato anche al di fuori della propria clientela nazionale.
Il peso del flottante
Il guadagno del 466% non dipende soltanto dalla crescita dell’azienda e dalla carenza di memorie. Al momento della quotazione era liberamente negoziabile appena il 6,73% delle azioni di CXMT. È quello che in Borsa viene chiamato “flottante”, ovvero la quota del capitale effettivamente disponibile per essere comprata e venduta dagli investitori.
Per capirlo con un esempio, è come se un’azienda avesse cento azioni ma soltanto sette fossero disponibili sul mercato. Se moltissime persone vogliono comprarle e quasi nessuno vuole venderle, il prezzo di quelle poche azioni può salire molto rapidamente.
Quel prezzo viene poi moltiplicato per tutte le azioni esistenti per calcolare la capitalizzazione della società. Ciò non significa quindi che gli investitori abbiano realmente versato 3.300 miliardi di yuan in CXMT: significa che, applicando il prezzo raggiunto da una piccola quantità di titoli scambiati all’intero capitale, la società otterrebbe teoricamente quella valutazione.
Il flottante limitato, insieme all’enorme attenzione accumulata prima dell’IPO, ha quindi accentuato il movimento del titolo. Un rialzo così rapido sarebbe stato molto più difficile se sul mercato fosse stata disponibile una quantità maggiore di azioni.
La scommessa su CXMT
La carenza globale di memorie ha reso CXMT estremamente redditizia ma non ha cancellato i rischi. Il settore delle memorie è storicamente ciclico: quando la domanda cresce e la capacità produttiva è insufficiente, i prezzi e i margini salgono rapidamente. Quando arrivano nuovi impianti e l’offerta recupera, possono scendere altrettanto velocemente.
CXMT continua inoltre a essere tecnologicamente indietro rispetto a Samsung, SK Hynix e Micron, soprattutto nelle HBM più avanzate utilizzate dai sistemi di IA. Le restrizioni occidentali sull’esportazione di macchinari per produrre chip rendono poi più difficile colmare questo divario.
Il debutto da record racconta quindi due storie contemporaneamente. La prima è quella di una società cresciuta a velocità eccezionale grazie alla scarsità di memorie, all’espansione dell’IA e al sostegno industriale cinese.
La seconda è quella di un mercato disposto ad attribuirle immediatamente un valore enorme, scommettendo che questa combinazione favorevole possa durare ancora a lungo.
La carenza potrebbe effettivamente continuare per diversi anni ma il +466% della prima giornata dimostra che una buona parte di questo futuro è già stata incorporata nel prezzo.
Fonte: CNBC


