La Corte Suprema appoggia Biden sulla moderazione dei social

da | 27 Giu 2024 | Politica, Legal

Tempo di lettura: 2 minuti

In una decisione che potrebbe avere importanti ripercussioni sulla libertà di espressione online e sul ruolo del governo nella moderazione dei contenuti digitali, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dato il via libera all’amministrazione Biden per comunicare liberamente con le aziende di social media riguardo alla rimozione di post considerati disinformazione.

Con un voto di 6-3, i giudici hanno annullato le restrizioni precedentemente imposte che limitavano i contatti tra la Casa Bianca e diverse agenzie federali con le piattaforme social. La sentenza arriva in un momento cruciale, con le elezioni presidenziali di novembre all’orizzonte.

Scrivendo per la Corte Suprema, la giudice Amy Coney Barrett ha dichiarato che i giudici non avevano bisogno di risolvere le questioni legate al Primo Emendamento perché i ricorrenti (due stati e cinque dei loro residenti) non avevano legittimità legale per intentare la causa contro il governo federale.

La sentenza ha suscitato reazioni contrastanti. La portavoce della Casa Bianca, Karine Jean-Pierre, ha accolto con favore la decisione, affermando che permetterà all’amministrazione di continuare a lavorare con le aziende tech su “temi critici” come il terrorismo, le campagne di influenza straniera e la sicurezza online dei minori.

D’altra parte, i giudici contrari (Samuel Alito, Clarence Thomas e Neil Gorsuch), hanno espresso forti preoccupazioni. Alito ha avvertito che la sentenza “permette che la coercizione rimanga un modello attraente per i futuri funzionari che vorranno controllare ciò che le persone dicono, sentono e pensano”,

Jess Miers, consigliere senior presso Chamber of Progress, un’organizzazione sostenuta da colossi come Meta e Alphabet, ha sottolineato l’importanza di distinguere tra le decisioni indipendenti di moderazione dei contenuti delle piattaforme e le comunicazioni con gli attori governativi.

Ma nonostante la vittoria legale, resta da vedere quanto attivamente l’amministrazione Biden si impegnerà con le piattaforme social in vista delle elezioni. Il Segretario del Dipartimento della Sicurezza Nazionale, Alejandro Mayorkas, ha recentemente notato una diminuzione nelle comunicazioni tra governo e aziende tech, attribuendola in parte alla “politicizzazione della minaccia della disinformazione”.

Mentre il dibattito sulla libertà di espressione online e sul ruolo del governo nella lotta alla disinformazione continua, questa sentenza segna un importante punto di svolta.

Resta da vedere come l’amministrazione Biden bilancerà questa nuova libertà con le preoccupazioni sulla censura e l’integrità della libertà d’espressione. Specialmente in un anno elettorale cruciale, specialmente in un periodo in cui la “sicurezza nazionale” è divenuta il più logoro dei paravento, e in cui Democratici e Repubblicani si accusano vicendevolmente di fare disinformazione.

POTREBBE INTERESSARTI

pentagono
, • ⏱ 2 min

Il Pentagono vuole l’IA senza limiti sulle reti classificate

OpenAI ha già accettato di rimuovere restrizioni, Anthropic oppone resistenza. In gioco c’è chi decide i confini etici dell’IA in scenari operativi.

social processo USA
• ⏱ 3 min

“Social media come slot machine”: Meta e YouTube a processo negli USA

Migliaia di cause legali accusano le piattaforme social di progettare la dipendenza. E ora spuntano paragoni con le tattiche di Big Tobacco.

Teresa Ribera WhatsApp
, , , • ⏱ 4 min

L’Europa minaccia misure d’urgenza per aprire WhatsApp alle IA rivali

La Commissione europea non gradisce l’integrazione esclusiva di Meta AI sulla piattaforma di messaggistica di Zuckerberg. Ma il successo di un’azienda può...
Andrej Babiš Repubblica Ceca social
, • ⏱ 2 min

Anche la Repubblica Ceca verso il divieto social per gli under-15

L’Europa stringe sui minori: dopo l’annuncio del premier ceco, il governo valuta una proposta di legge entro l’anno.

TikTok
• ⏱ 3 min

L’Europa accusa TikTok di “design che crea dipendenza” e chiede cambiamenti

I regolatori dell’Unione Europea sostengono che lo scorrimento infinito e l’algoritmo personalizzato dell’app portano a comportamenti compulsivi,...
Kristi Noem Homeland Security
• ⏱ 4 min

L’Homeland Security chiede a Big Tech di identificare i critici di Trump

Le citazioni amministrative permettono di aggirare la supervisione giudiziaria. E tra collaborazione con le autorità e tutela della privacy, le big della tecnologia...
Elon Musk
• ⏱ 3 min

X perquisita a Parigi, Musk convocato per il 20 aprile

L’indagine nata dalla denuncia del parlamentare Bothorel si allarga a materiale pedopornografico e deepfake sessuali. Protagonista la stessa unità cybercrime che...
Alex Karp Palantir
, , • ⏱ 3 min

Karp difende la tecnologia di sorveglianza di Palantir: “Protegge le libertà costituzionali”

Il gruppo di data intelligence prevede ricavi a +61% nel 2026, trainati da ICE e contratti militari. Karp difende la sorveglianza come “protezione...
teslas maniglia scomparsa
, • ⏱ 3 min

Perché la Cina vuole vietare le maniglie a scomparsa di Tesla

Un’icona del minimalismo Tesla diventa caso di sicurezza: la Cina obbliga al ritorno delle maniglie tradizionali dopo una serie di incidenti fatali.

Tahnoon bin Zayed Donald Trump
, • ⏱ 4 min

Abu Dhabi investe mezzo miliardo nella crypto dei Trump. Cinque mesi dopo, l’accordo sui chip

Il Wall Street Journal ricostruisce il flusso tra l’investimento emiratino di gennaio nella crypto-venture di Trump e l’accordo USA sui chip IA di maggio....
Share This