Google è convinta che l’era dei computer quantistici sia più vicina di quanto si pensi.
Sundar Pichai, CEO della compagnia, ha dichiarato che macchine “praticamente utili” potrebbero diventare realtà nel giro di 5-10 anni, sottolineando che il settore si trova in una fase simile a quella dell’intelligenza artificiale negli anni 2010.
“Il momento quantistico mi ricorda la situazione dell’IA negli anni 2010, quando stavamo lavorando su Google Brain e ai primi progressi,” ha affermato durante il World Governments Summit di Dubai.
Sundar Pichai e la distinzione tutt’altro che formale
Quando Pichai parla di macchine “utili”, lo fa con cognizione di causa. Nel contesto dei computer quantistici, infatti, è fondamentale distinguere tra “supremazia quantistica” e “utilità quantistica”.
La supremazia quantistica si riferisce al momento in cui un computer quantistico riesce a risolvere calcoli che sarebbero impossibili per le macchine tradizionali, anche se spesso senza applicazioni pratiche immediate.
L’utilità quantistica, invece, rappresenta il vero punto di svolta: è il momento in cui questi computer dimostrano vantaggi concreti in scenari reali, come la simulazione di molecole per lo sviluppo di nuovi farmaci.
La nuova corsa all’oro
La corsa ai computer quantistici vede coinvolti governi e colossi tecnologici, con Stati Uniti e Cina in prima linea.
Gli investimenti nel settore ammontano a miliardi di dollari, nella speranza di accelerare lo sviluppo di macchine capaci di superare di gran lunga i computer tradizionali in termini di potenza di calcolo.
Il cuore della rivoluzione è rappresentato dai qubit, le unità fondamentali dell’elaborazione quantistica. A differenza dei bit tradizionali, che possono assumere solo due stati (0 e 1), i qubit sfruttano il principio della sovrapposizione quantistica per esistere simultaneamente in più stati.
Questo consente ai computer quantistici di processare enormi quantità di dati in parallelo, aprendo la strada a simulazioni e calcoli fino a oggi impensabili.
Si tratta di un’innovazione che potrebbe rivoluzionare diversi settori, dalla modellazione di sistemi complessi alla previsione di scenari, fino alla crittografia. Fino alla sicurezza, come abbiamo scritto nell’articolo che trovate qui sotto.
Tuttavia, la reale applicabilità di questi sistemi è ancora oggetto di dibattito. Se Pichai prevede progressi concreti nell’arco di un decennio, il CEO di Nvidia, Jensen Huang, è molto più scettico.
A gennaio, infatti, Huang ha dichiarato che i computer quantistici “molto utili” sono probabilmente ancora lontani decenni, una previsione che ha scatenato il crollo delle azioni delle aziende del settore.
I risultati di Google
Nonostante le incertezze, Google ha già registrato risultati straordinari. E Pichai ha non a caso ricordato una recente svolta nell’elaborazione quantistica: i suoi ricercatori sono riusciti a risolvere in cinque minuti un problema che avrebbe richiesto ai supercomputer tradizionali più tempo di quanto l’universo sia esistito.
“I progressi nel settore quantistico sono visibilmente entusiasmanti,” ha commentato.
Il settore è dunque in fermento, tra promesse rivoluzionarie e tempistiche ancora incerte. L’unica sicurezza è che la corsa al quantistico continuerà a dominare il panorama tecnologico dei prossimi anni.
Forse meno, però, di quanti immaginavamo fino a ieri.


