Il commercio cinese resiste ai dazi e cresce ad aprile

by | 23 Apr 2025 | Business

Tempo di lettura: 3 minuti

Il commercio cinese si sta dimostrando sorprendentemente resiliente.

Ad aprile infatti, nonostante le difficoltà derivanti dalle politiche tariffarie imposte dagli Stati Uniti, i flussi commerciali sono cresciuti del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Ad affermarlo è Bloomberg, secondo cui i porti cinesi hanno processato un notevole volume di container, confermando un aumento che si protrae ormai da quasi tre mesi.

La ripresa dei volumi commerciali è stata possibile anche grazie ad alcune misure adottate dal Presidente degli Stati Uniti. Sebbene i dazi siano rimasti elevati, Trump ha esentato numerosi prodotti elettronici, come smartphone e computer, da alcune delle sue imposte più severe.

Inoltre, ha sospeso temporaneamente l’introduzione di nuovi dazi reciproci su numerosi Paesi, riducendo così le interruzioni nel commercio internazionale, da e verso l’Asia.

La ripresa dei porti cinesi e la resilienza del commercio

I porti cinesi, dicevamo, hanno mostrato una notevole capacità di adattamento e crescita.

Le esportazioni via mare, che costituiscono la maggior parte delle esportazioni cinesi, sono riuscite a mantenere un flusso costante, nonostante le difficoltà economiche globali.

I dati indicano che il volume di merci movimentato è aumentato considerevolmente, con l’effetto positivo delle misure di sospensione dei dazi da parte degli Stati Uniti.

Il mercato ferroviario, che collega la Cina all’Europa, ha invece mostrato un calo del 10% nel volume delle merci trasportate, segnalando una lieve contrazione in alcuni settori.

Anche il traffico aereo ha mostrato segni di crescita. Nel mese di febbraio 2025, il traffico internazionale di merci aeree è aumentato dello 0,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, con un incremento del 3,5% dopo la correzione per l’anno bisestile e altri fattori stagionali.

In particolare, le rotte Asia-Europa hanno registrato un forte tasso di crescita del 4,7%, con un totale di 3,6 miliardi di tonnellate-chilometro (CTK) di traffico aereo.

Ciò riflette una domanda sostenuta, probabilmente dovuta alla necessità di spedizioni rapide e all’incertezza nelle rotte marittime tradizionali.

Il disaccoppiamento tra Stati Uniti e Cina

Secondo gli esperti di Australia & New Zealand Banking Group, il commercio bilaterale tra Stati Uniti e Cina è destinato a disaccoppiarsi.

Le esportazioni statunitensi verso la Cina sono destinate a diminuire rapidamente ma la contrazione delle importazioni statunitensi dalla Cina sarà più graduale.

“Le ritorsioni della Cina potrebbero portare a un ampliamento del deficit commerciale degli Stati Uniti con la Cina, piuttosto che a una riduzione”, hanno affermato gli economisti.

Che hanno anche sottolineato come il disaccoppiamento delle due economie possa comportare un peggioramento rilevante nel bilancio commerciale statunitense.

Per essere chiari, mentre la Cina può fare a meno delle importazioni americane con una certa rapidità, gli USA impiegheranno anni a creare filiere nazionali che sostituiscano ciò che oggi importano dalla Cina.

Le modifiche alle politiche commerciali USA

Le misure recenti adottate dagli Stati Uniti, come l’esenzione dai dazi per alcuni prodotti elettronici cinesi, hanno dato un po’ di sollievo agli esportatori.

Secondo i dati, l’esclusione riguarda oltre 100 miliardi di dollari di merci provenienti dalla Cina, contribuendo a sostenere l’export del Paese.

La situazione rimane però instabile, e gli esportatori cinesi potrebbero trovarsi ad affrontare ulteriori sfide, con le difficoltà derivanti dalla continua incertezza delle politiche commerciali internazionali.

Nel frattempo, i consumatori statunitensi stanno accumulando prodotti come spazzole per il trucco ed elettrodomestici, prima che il governo degli Stati Uniti ponga fine all’esenzione per pacchetti di piccole dimensioni, che attualmente arrivano fino a 800 dollari.

Questo cambiamento, previsto per maggio, potrebbe influire sulla disponibilità e i costi di alcuni beni importati dalla Cina.

Inoltre, le aziende come Shein e Temu hanno annunciato aumenti di prezzo per i consumatori statunitensi a causa delle “recenti modifiche nelle regole del commercio globale e nei dazi”, come dichiarato recentemente dai portavoce delle aziende.

Questi aumenti potrebbero proseguire anche a maggio, riducendo la domanda e impattando ulteriormente sul commercio tra i due Paesi.

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