Il mercato grigio dei chip: così la Cina sfida i divieti USA

by | 4 Mar 2025 | IA, Tech War

Jensen Huang, cofondatore, presidente e CEO di Nvidia, mentre presenta i chip Blackwell
Tempo di lettura: 3 minuti

Abbiamo perso il conto delle volte in cui abbiamo scritto dell’inefficacia delle restrizioni commerciali volute da Biden contro la Cina. E l’articolo di oggi ne è la conferma.

Mentre infatti Washington continua a rafforzare i controlli sulle esportazioni, un mercato grigio sempre più florido (e sofisticato) fornisce a Pechino l’accesso ai nuovi chip Blackwell di Nvidia.

Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, i commercianti cinesi stanno acquistando sistemi dotati di chip AI avanzati attraverso intermediari in Paesi vicini come Malesia, Vietnam e Taiwan. In alcuni casi, i server sono già pronti per la consegna entro sei settimane.

L’operazione è resa possibile grazie a una rete di rivenditori che sfruttano aziende registrate all’estero per aggirare le restrizioni.

James Luo, un venditore con sede a Shenzhen, ha dichiarato di aver ricevuto un ordine per oltre una dozzina di server Blackwell da un cliente di Shanghai. “Il cliente ha depositato circa 3 milioni di dollari in un conto vincolato”, ha spiegato Luo, mostrando documenti e contratti relativi alla transazione. La spedizione è prevista entro metà marzo.

Il mercato sommerso che elude i controlli USA

L’amministrazione Biden ha introdotto numerose restrizioni per impedire alla Cina di accedere ai semiconduttori di ultima generazione, necessari per lo sviluppo di intelligenze artificiali avanzate.

Le misure hanno incluso il blocco delle vendite di chip come gli H100 e gli H200 di Nvidia, oltre alla limitazione dell’accesso cinese a tecnologie produttive essenziali.

Queste barriere non hanno impedito la nascita di un’industria parallela.

Dopo l’entrata in vigore delle prime restrizioni nel 2022, sono comparsi numerosi intermediari in grado di far arrivare i chip in Cina attraverso metodi non ufficiali.

Inizialmente, i semiconduttori venivano importati in piccole quantità tramite corrieri umani. Oggi, il traffico è diventato più sofisticato, con aziende che si occupano della logistica, dei pagamenti e delle forniture a livello internazionale.

Alcuni distributori cinesi utilizzano società registrate all’estero per acquistare server Nvidia da aziende di data center in Asia. Questi server, acquistati per uso proprio, vengono in parte rivenduti alla Cina a prezzi maggiorati.

Secondo i distributori, un server con otto chip Blackwell può superare i 600.000 dollari in Cina, mentre un sistema con chip H200 viene venduto a circa 250.000 dollari.

Luo e altri distributori hanno poi spiegato che alcuni rivenditori sostituiscono i numeri di serie unici dei dispositivi rivenduti con quelli di apparecchiature più vecchie, di modo da aggirare le ispezioni ufficiali.

Il nodo geopolitico tra USA e Cina

L’amministrazione Trump si trova ora di fronte a una sfida complessa: fermare il commercio clandestino di semiconduttori senza compromettere gli interessi economici americani.

A fine 2023, l’amministrazione Biden ha introdotto nuove misure, tra cui limiti agli acquisti globali di chip AI, per evitare che Paesi terzi diventino punti di transito per le forniture cinesi.

Trump non pare avere ancora deciso se applicarle o meno, anche perché è forte il partito di chi è convinto che in realtà favorirebbero proprio la Cina.

Nvidia ha dichiarato di aver intensificato i controlli e di condurre ispezioni più rigorose per evitare la rivendita dei suoi prodotti alla Cina.

“I nostri di GPU hanno bisogno anche di servizi e di supporto, nessuno dei quali può essere fornito dai commercianti anonimi che affermano di possedere sistemi Blackwell”, ha sottolineato l’azienda.

Nel frattempo, aziende cinesi come Alibaba, Tencent e ByteDance stanno aumentando gli ordini di chip Nvidia H20, l’ultimo modello ancora disponibile per il mercato cinese, temendo che anche questo finisca presto nella lista dei divieti.

Se da un lato Pechino cerca di rafforzare le proprie capacità nel settore dell’IA, dall’altro Washington tenta di contenere la sua avanzata tecnologica.

Ma il mercato sommerso dimostra che, per quanto stringenti possano essere i controlli, la domanda di chip avanzati è così elevata da alimentare un traffico parallelo difficile da fermare.

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