Per la prima volta nella storia, il numero di brevetti internazionali depositati da inventori cinesi ha superato quelli degli Stati Uniti, rivelando un cambio di paradigma nella competizione globale per l’innovazione tecnologica. Questo sviluppo, riportato da Axios ed evidenziato in un recente rapporto del National Science Foundation’s National Center for Science and Engineering Statistics (NCSES), segnala l’ascesa della Cina come potenza dominante nella scienza e nella tecnologia, ambiti strettamente legati alla forza economica e alla sicurezza nazionale.
Robert Atkinson, presidente della Information Technology and Innovation Foundation (ITIF), sottolinea che la crescita della Cina nel campo dei brevetti, sia in termini di volume che di velocità, è senza precedenti e dovrebbe servire da campanello d’allarme per il resto del mondo. Nel 2022, gli inventori cinesi hanno presentato circa 68.600 domande di brevetto attraverso il Trattato di Cooperazione in materia di Brevetti, un sistema che facilita la registrazione di brevetti in più paesi contemporaneamente. Al confronto, gli inventori statunitensi hanno depositato circa 58.200 domande lo stesso anno, segnando un netto calo rispetto al passato, quando nel 2015 gli Stati Uniti raddoppiavano le domande della Cina.
Il rapporto evidenzia come i modelli di crescita riflettano le diverse traiettorie economiche e lo sviluppo delle istituzioni scientifiche e ingegneristiche tra i vari paesi. In particolare, la Cina ha mostrato un’accelerazione significativa, mentre altri paesi hanno sperimentato un rallentamento.
Uno degli aspetti più notevoli del rapporto riguarda l’impressionante crescita dei brevetti legati all’intelligenza artificiale in Cina. Dal 2012 al 2022, i brevetti di utilità mondiali concessi agli inventori di IA cinesi sono saliti da 650 a oltre 40.000, un aumento che testimonia l’intensa focalizzazione del paese su questa tecnologia di punta. Gli Stati Uniti hanno visto anch’essi una crescita dei brevetti associati all’IA, ma in misura molto minore, passando da circa 920 a 9.400 nello stesso periodo.

La crescita dei brevetti depositati dal 2000 per nazioni, in un grafico di Axios.
Nonostante questi numeri impressionanti, Atkinson avverte che il volume dei brevetti non riflette necessariamente la qualità o il successo commerciale delle invenzioni. Inoltre, sottolinea come la pratica della Cina di “sovra-brevettare” possa non sempre corrispondere a innovazioni significative, in parte a causa degli incentivi finanziari interni per la protezione dei brevetti.
Il rapporto esplora anche i brevetti nelle tecnologie critiche ed emergenti identificate nel CHIPS and Science Act, includendo l’IA, i materiali avanzati, i semiconduttori, la scienza e la tecnologia dell’informazione quantistica, e la biotecnologia. In questi settori, circa 190.000 brevetti di utilità sono stati concessi, con circa il 45% attribuito a inventori statunitensi.


