Chi è Chetan Nayak, l’uomo dietro il computer quantistico di Microsoft

da | 16 Mar 2025 | Tecnologia

Chetan Nayak, Technical Fellow, Quantum Hardware presso Microsoft | Foto: X
Tempo di lettura: 3 minuti

Sam Altman, Elon Musk, Jensen Huang, Satya Nadella, Sundar Pichai e Mark Zuckerberg. Il mondo dell’intelligenza artificiale ruota attorno a volti ben riconoscibili, nomi noti anche alla stampa mainstream che, per chi è appassionato di tecnologia, sono quasi delle rockstar.

Ben diversa la situazioni quando si parla di computer quantistici: in questo caso non paiono esserci nomi di spicco, quasi non ci fosse nessuno a portare avanti programmi di ricerca decennali.

Ovviamente non è così e riprendiamo volentieri un approfondimento del Wall Street Journal per gettare una luce sull’uomo in Microsoft che sta cercando di compiere il grande salto nel mondo del calcolo quantistico, con un approccio rischioso: Chetan Nayak.

La rincorsa lunga vent’anni di Chetan Nayak

Dopo oltre vent’anni di ricerca, lo scorso febbraio l’azienda di Redmond ha annunciato di aver ottenuto una svolta decisiva: la creazione di un chip in grado di generare una particella Majorana, che potrebbe costituire la base di un computer quantistico realmente utilizzabile.

Se confermata, questa scoperta potrebbe accelerare l’arrivo del quantum computing da decenni a pochi anni. Ma la comunità scientifica è divisa: alcuni esperti mettono in dubbio i risultati pubblicati da Microsoft, mentre l’azienda sostiene che la sua ricerca resisterà a qualsiasi verifica.

I computer quantistici promettono di rivoluzionare settori chiave come la crittografia e la medicina, superando i limiti dei computer tradizionali. Funzionano grazie ai qbit che a differenza di bit classici bit, che possono essere solo zero o uno, possono esistere in entrambi gli stati contemporaneamente. Ciò gli consente calcoli di enorme complessità in tempi ridotti.

Il problema principale, fino ad oggi, è stata l’affidabilità: i qubit sono estremamente sensibili e soggetti a errori. Anche una piccola perturbazione può compromettere un calcolo, rendendo difficile costruire un sistema stabile.

Microsoft sta cercando di risolvere questa criticità con un approccio innovativo basato sui superconduttori topologici, una tecnologia che potrebbe rendere i qubit molto più affidabili.

Un percorso tra scetticismo e ambizione

Chetan Nayak guida da anni il progetto quantistico di Microsoft, noto come Station Q. All’interno del suo team lavorano centinaia di scienziati tra chimici, ingegneri e matematici.

L’azienda ha investito centinaia di milioni di dollari nel settore, ma per lungo tempo non ha avuto risultati tangibili.

Sette anni fa, l’amministratore delegato Satya Nadella aveva liquidato il progetto come “ricerca senza potenziale commerciale”. Ora, però, con l’annuncio del Majorana 1, Microsoft è convinta di essere sulla strada giusta. “È davvero, davvero difficile spiegare in altro modo che siamo sulla strada giusta”, ha dichiarato Nayak.

Non tutti, però, credono alla svolta annunciata da Microsoft. Alcuni fisici ritengono che le prove fornite siano insufficienti e che i risultati pubblicati siano viziati da errori.

Sergey Frolov, ricercatore quantistico dell’Università di Pittsburgh, ha attaccato duramente l’azienda: “Chetan Nayak sta portando avanti un progetto fraudolento all’interno di Microsoft”, ha dichiarato.

Microsoft ha risposto con fermezza, affermando di attenersi ai più alti standard scientifici e annunciando la pubblicazione di ulteriori studi a supporto delle proprie scoperte.

Non va però dimenticato che nel 2021 alcune ricerche sulle particelle Majorana, finanziate da Microsoft, erano state ritirate da una rivista scientifica a causa di dubbi sulla loro validità. L’azienda ha precisato che quei lavori erano stati condotti da un laboratorio esterno e non dal team di Station Q.

Ora che Microsoft sostiene di aver prodotto una Majorana, Nayak è concentrato nel rendere i qubit ancora più affidabili e aumentarne il numero all’interno del chip.

Il futuro della corsa quantistica

Oggi il quantum computing è ancora un territorio inesplorato, con molte incognite e un’enorme competizione tra le aziende tecnologiche.

Se Microsoft riuscisse davvero a realizzare un computer quantistico stabile e funzionante, potrebbe rivoluzionare l’intero settore. Ma la strada è ancora lunga e piena di ostacoli.

Come sempre nella scienza, una scoperta deve resistere alla prova del tempo e alla verifica della comunità accademica.

Microsoft ha fatto la sua mossa: ora toccherà agli esperti stabilire se si tratta di un vero passo avanti o di una promessa ancora lontana dalla realtà.

POTREBBE INTERESSARTI

Sam Altman OpenAI
• ⏱ 2 min

San Francisco, molotov contro l’abitazione di Sam Altman

L’episodio segue mesi di tensioni crescenti attorno alla sede di OpenAI. Il movimento Stop AI aveva già organizzato proteste davanti all’edificio.

cavi sottomarini
• ⏱ 4 min

I cavi sottomarini sono indifendibili

Con il boom dell’IA, la domanda di nuovi cavi sottomarini è alle stelle. E con essa, la loro vulnerabilità

satellite militare intelligence
• ⏱ 4 min

L’intelligence militare americana è in vendita. Le aziende cinesi ne fanno un business

MizarVision e Jing’an Technology promettono di “esporre” i movimenti militari USA. Capacità reale o propaganda strategica, o entrambe le cose?

Dan Jørgensen razionamento
• ⏱ 2 min

L’UE si prepara al razionamento del carburante: “Questa crisi durerà a lungo”

Il commissario Jørgensen avverte: effetti strutturali e duraturi sul mercato energetico. Sul tavolo il razionamento e un nuovo rilascio delle riserve...
apple
• ⏱ 4 min

Cinquant’anni di Apple

Il colosso da 3,7 trilioni festeggia il mezzo secolo, ma nell’era dell’intelligenza artificiale il suo modello non basta più.

Border
• ⏱ 1 min

Border: dal pane scartato al serbatoio

Così i ricercatori pisani vogliono cambiare il futuro dei carburanti.

Kash Patel Handala
• ⏱ 2 min

Gli hacker iraniani di Handala ‘bucano’ il direttore dell’FBI

Dall’attacco a Stryker alle email di Patel: Handala intensifica le operazioni mentre il conflitto con l’Iran si combatte anche nel cyberspazio.

elio air liquide
• ⏱ 3 min

Guerra in Medio Oriente, chip a rischio: la crisi dell’elio che nessuno aveva previsto

L’attacco iraniano agli impianti del Qatar ha tagliato un terzo dell’offerta mondiale di un gas insostituibile. I produttori di semiconduttori hanno scorte...
Zscaler
• ⏱ 4 min

Zscaler e le aziende come cocomeri: “verdi fuori, rosse dentro”

Il report The Ripple Effect fotografa un’Italia in ritardo sulla sovranità digitale e impreparata alle minacce emergenti, pur consapevole dei rischi.

gps aereo jamming
• ⏱ 4 min

Nel Golfo Persico il GPS non funziona più come prima

Interferenze, spoofing e sistemi alternativi: il conflitto in corso rivela quanto la dipendenza da un unico sistema di navigazione sia diventata una vulnerabilità...
Share This