La ricerca su ChatGPT, la funzionalità di OpenAI che permette al chatbot di attingere informazioni aggiornate dal web per arricchire le sue risposte, sta registrando un’espansione veloce in Europa.
Secondo i dati resi noti dall’azienda, la ricerca su ChatGPT sta guadagnando rapidamente terreno, sebbene resti lontana dalla supremazia di Google, il leader indiscusso del settore.
La funzione di ricerca in ChatGPT, introdotta ufficialmente il 31 ottobre 2024, ha registrato dal suo lancio un notevole aumento nel numero di utenti attivi, raggiungendo 41,3 milioni di ‘destinatari attivi mensili’ nel periodo di sei mesi conclusosi il 31 marzo 2025.
Questo risultato dimostra l’interesse crescente da parte degli utenti europei per i motori di ricerca basati sull’intelligenza artificiale, nonostante Google resti il punto di riferimento per la maggior parte degli utenti.
La regolamentazione europea e le sfide per ChatGPT
La Digital Services Act (DSA), la legge europea che regolamenta i servizi online, impone alle piattaforme più grandi di rispettare norme rigorose, comprese quelle relative alla trasparenza e alla protezione dei dati.
La DSA definisce i “destinatari attivi mensili” come “[persone] che effettivamente interagiscono con il servizio almeno una volta in un determinato periodo di tempo”, partecipando attivamente alla fruizione delle informazioni o alla fornitura di dati.
Sebbene ChatGPT stia crescendo rapidamente, l’azienda potrebbe presto trovarsi ad affrontare nuove regolamentazioni che includono la possibilità di escludere gli utenti dai sistemi di raccomandazione, il monitoraggio da parte di autorità esterne e obblighi di condivisione dei dati.
Un percorso tortuoso per i motori di risposta
Nonostante il boom di utilizzo, la ricerca su ChatGPT non è priva di sfide.
Gli esperti hanno sottolineato che i motori di ricerca basati su IA, come quello di ChatGPT, sono meno affidabili rispetto ai tradizionali motori di ricerca in alcune circostanze.
Secondo uno studio riportato da TechCrunch, ChatGPT ha identificato erroneamente il 67% degli articoli ricercati.
Un altro studio ha sollevato preoccupazioni riguardo all’accuratezza della gestione dei contenuti di notizie da parte di ChatGPT, inclusi quelli provenienti da editori con cui OpenAI ha accordi di licenza.
Questi problemi potrebbero limitare l’adozione su larga scala per attività che richiedono un’alta precisione.
Il futuro della ricerca online sembra comunque destinato a evolversi rapidamente, con ChatGPT che continua a crescere, pur con la consapevolezza che il percorso verso una vera e propria alternativa a Google sarà lungo e con alcuni ostacoli da superare.


