Le Presidenziali americane che si sono appena concluse sono state la prima elezioni in cui i chatbot di intelligenza artificiale hanno giocato un ruolo rilevante nell’informazione degli elettori.
Le esperienze di OpenAI e Perplexity AI meritano di essere raccontate non solo per capire meglio in che direzione stia andando il mondo (che poi è l’obiettivo primario di TechTalking) ma anche per prepararci a quando queste stesse dinamiche si ripresenteranno in Europa e in Italia.
Cos’ha fatto OpenAI
ChatGPT ha implementato nuove misure per garantire la qualità e l’affidabilità delle informazioni diffuse. Le iniziative hanno spaziato dall’elevazione delle fonti ufficiali di notizie fino alla prevenzione dei deepfake, contrastando anche eventuali operazioni di disinformazione su larga scala.
Per aiutare i cittadini a ottenere informazioni accurate sul voto, OpenAI ha collaborato con la National Association of Secretaries of State (NASS), che riunisce le principali autorità elettorali statunitensi.
Durante l’anno, ChatGPT ha reindirizzato i cittadini che chiedevano dove o come votare verso CanIVote.org, un sito istituzionale. Questa piattaforma ha registrato un notevole incremento di traffico, con circa 1 milione di domande gestite da ChatGPT che si sono concluse con la raccomandazione di consultare direttamente CanIVote.org.
Anche durante la fase cruciale delle elezioni, ChatGPT ha indirizzato circa 2 milioni di utenti a fonti autorevoli come Associated Press e Reuters per i risultati in tempo reale, garantendo che chi cercava informazioni sugli esiti elettorali avesse accesso a contenuti aggiornati e certificati.
La prevenzione dei deepfake e i nuovi ‘guardrail’ digitali
L’esplosione dei deepfake ha destato molte preoccupazioni, tanto che OpenAI ha adottato misure drastiche. Le richieste di generare immagini DALL·E di figure politiche come il Presidente eletto Donald Trump, la Vicepresidente Kamala Harris o il Presidente Joe Biden sono state rifiutate sistematicamente.
In tal senso, oltre 250.000 tentativi di creare immagini false sono stati bloccati nel solo mese che ha preceduto le elezioni. Questo meccanismo ha voluto scoraggiare l’uso di immagini manipolate, la cui diffusione potrebbe avere un impatto profondo sull’opinione pubblica.
Fin da maggio 2024, OpenAI ha poi condiviso pubblicamente le sue azioni per contrastare l’uso della sua piattaforma in operazioni di influenza occulta. I rapporti, pubblicati a intervalli regolari, testimoniano l’impegno per ridurre la possibilità che i suoi modelli vengano sfruttati per generare contenuti manipolativi.
Nonostante i numerosi tentativi, l’azienda riferisce di non aver osservato segni di operazioni di influenza elettorale con la capacità di ottenere un impatto virale significativo o di fidelizzare un pubblico stabile tramite ChatGPT.
Cos’ha fatto Perplexity AI
Durante la notte elettorale, Perplexity si è distinto tra i chatbot grazie alla fornitura di aggiornamenti in tempo reale e di mappe elettorali dettagliate, collegandosi a fonti affidabili e fornendo un contesto storico quando necessario.
Questo approccio, che rappresentava una scommessa rischiosa per la startup, ha avuto risultati concreti, rendendo Perplexity una destinazione informativa di riferimento per molti utenti.
Già alla fine della settimana scorsa, Perplexity aveva lanciato un proprio hub elettorale con mappe alimentate dai dati di Democracy Works e Associated Press, le stesse fonti che supportano la mappa elettorale di Google.
A differenza di altri chatbot AI come ChatGPT o Gemini (di Google), che si sono limitati a non rispondere a domande elettorali per evitare potenziali errori o allucinazioni, Perplexity ha scelto di accettare la sfida, forte di mesi di test nel mondo reale.
Le polemiche sui ricavi
Il successo di Perplexity ha sollevato alcune questioni sul ruolo dei chatbot come piattaforme autonome di informazione.
La startup, che aveva accordi con Democracy Works, AP e altre società, si è anche avvalsa della copertura elettorale in diretta di altri media come CBS, CNN e BBC, offrendo credito alle fonti ma senza partnership formali per la condivisione dei ricavi.
Nonostante i numerosi link in uscita presenti nelle sue risposte, Perplexity ha trattenuto molti utenti sulla propria piattaforma, competendo direttamente con i media per visibilità e accesso alle informazioni durante la notte elettorale.
Il che è esattamente quanto avevamo scritto nell’articolo che trovate qui sotto..
Aravind Srinivas, CEO di Perplexity, ha segnalato un “traffico record” il giorno prima delle elezioni, con l’obiettivo evidente di sfruttare al massimo l’evento.
Tuttavia, il successo della piattaforma potrebbe riaccendere tensioni con i media tradizionali, come dimostra la recente causa di Dow Jones contro Perplexity, accusata di contendere lo stesso pubblico delle testate giornalistiche.
Il ruolo stabile dei chatbot AI nelle elezioni
Questa elezione, dicevamo, ha segnato un punto di svolta, presentando i chatbot basati su IA come fonte diretta di informazioni sul processo democratico. E probabilmente non sarà l’ultima volta che ciò accade.
Le startup AI stanno puntando a nuovi modi per rendere le informazioni elettorali più accessibili, rapide e sintetiche.
L’accuratezza rimarrà l’elemento chiave per mantenere la fiducia degli utenti. Finora, Perplexity ha dimostrato di avere un vantaggio iniziale su questo fronte, con scelte meno conservative rispetto a OpenAI e Google. Vedremo come reagiranno i due colossi dell’IA a questa situazione.


