GPT-5 è qui: più ragionamento, più potenza, più concorrenza

by | 8 Ago 2025 | IA

Tempo di lettura: 3 minuti

Dopo due anni di sviluppo, ostacoli imprevisti e qualche rinvio, OpenAI ha presentato GPT-5, il modello di intelligenza artificiale più potente mai realizzato dall’azienda. E Sam Altman, CEO e volto pubblico della startup, lo descrive così: “Sembra davvero di parlare con un esperto di livello dottorato su qualsiasi argomento”.

Non è solo un salto di qualità nella comprensione e generazione del linguaggio: GPT-5 è anche un banco di prova per una nuova filosofia di sviluppo, che combina ragionamento avanzato, capacità multimodali e strumenti per creare software senza competenze di programmazione.

Dal “vibe coding” alla super-personalizzazione

Durante la presentazione, OpenAI ha mostrato come sia possibile, con semplici istruzioni in inglese naturale, sviluppare applicazioni complesse in pochi minuti. È il cosiddetto “vibe coding”: l’utente descrive cosa vuole ottenere e il modello traduce il concetto in codice funzionante.

Ma GPT-5 va oltre. Grazie a un’architettura “multi-modello” con router intelligente, ChatGPT può scegliere in tempo reale quale dei modelli interni usare (uno più veloce o uno specializzato nel ragionamento profondo), ottimizzando tempi e risultati. È un approccio che consente di passare con fluidità da compiti rapidi a elaborazioni complesse, mantenendo coerenza e precisione.

A questo si aggiungono nuove impostazioni per sviluppatori e utenti esperti, come reasoning_effort e verbosity, che permettono di controllare rispettivamente il livello di profondità del ragionamento e la lunghezza della risposta.

Il tutto con un contesto esteso fino a 256.000 token, utile per analizzare grandi quantità di testo, codice o documenti senza frammentare l’input.

GPT-5, un modello per tutti, con marce diverse

OpenAI ha scelto di rendere GPT-5 disponibile gratuitamente fin dal giorno del lancio, seppure con limiti di utilizzo per i non abbonati.

Chi sceglie ChatGPT Pro, un abbonamento da circa 200 dollari al mese, accede invece a capacità “thinking” potenziate e a limiti molto più generosi. Le versioni Education ed Enterprise saranno distribuite nell’arco di una settimana.

A rendere GPT-5 ancora più versatile c’è la sua piena compatibilità multimodale: il modello può lavorare su testo, immagini, audio e video, integrandosi con servizi quotidiani come Gmail e Google Calendar e introducendo una modalità vocale avanzata.

Tra le funzioni più apprezzate nelle prime prove, c’è la possibilità di creare interfacce visivamente curate, app e giochi a partire da un solo prompt.

Competizione feroce e valutazioni record

Il debutto arriva in un momento in cui la corsa all’IA generativa è più affollata che mai.

Dopo aver aperto la strada con GPT-3 e GPT-4, OpenAI si trova oggi a fronteggiare rivali che hanno colmato gran parte del divario tecnologico: Google DeepMind, Anthropic e, più recentemente, Meta, che quest’estate ha creato un laboratorio dedicato alla superintelligenza artificiale sotto la guida di Alexandr Wang.

Quest’ultimo ha già sottratto almeno dieci ricercatori a OpenAI, segnando un passaggio di talenti che ha fatto rumore nella comunità scientifica.

Nonostante ciò, la startup di Sam Altman conserva un vantaggio competitivo importante con cinque milioni di clienti aziendali paganti, tra cui PricewaterhouseCoopers, che sta distribuendo ChatGPT a oltre 100.000 dipendenti.

Alcune imprese, come Lowe’s, hanno già iniziato a testare GPT-5: Seemantini Godbole, Chief Digital and Information Officer della catena americana, ha parlato di “capacità di ragionamento molto più affilate” rispetto ai modelli precedenti.

Sul fronte finanziario, OpenAI sta poi trattando con Thrive Capital per una vendita secondaria di azioni che potrebbe portare la sua valutazione a 500 miliardi di dollari, rendendola la società privata più preziosa al mondo. Solo la scorsa settimana ha incassato 8,3 miliardi di dollari da investitori come Sequoia Capital e Fidelity Management.

Le sfide future di Sam Altman

Le prospettive di crescita non sono prive di ostacoli. OpenAI dovrà rinegoziare un rapporto complesso con Microsoft, il suo partner e principale investitore, e ottenere il via libera delle autorità statunitensi per completare la transizione a società a scopo di lucro, contro cui si oppongono organizzazioni no profit e concorrenti come Meta.

Sul piano tecnico, la sfida sarà continuare a migliorare l’affidabilità e la sicurezza: per GPT-5, l’azienda ha dedicato 5.000 ore di test per limitare comportamenti faziosi o dannosi, affrontare meglio scenari legati alla salute mentale e ridurre le risposte eccessivamente ossequiose che in passato avevano suscitato critiche.

Con GPT-5, OpenAI non introduce solo un nuovo modello ma un’idea più ampia di assistente digitale: capace di ragionare, creare e interagire in modi che si avvicinano sempre più a un dialogo con un essere umano. Un passo avanti che promette di alzare l’asticella dell’IA generativa e di riaccendere la competizione su chi guiderà la prossima fase della rivoluzione tecnologica.

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