Le cause legali delle etichette musicali contro l’AI pongono nuove sfide sui diritti d’autore

by | 5 Ago 2024 | IA, Legal

Tempo di lettura: 2 minuti

Le recenti cause legali intentate dalle principali etichette musicali contro le aziende che utilizzano l’intelligenza artificiale per creare musica, stanno sollevando complesse questioni sui diritti d’autore. In particolare, riguardo al concetto di “fair use” (uso equo).

Questo principio giuridico permette infatti  l’uso non autorizzato di opere protette da copyright in determinate circostanze, promuovendo così la libertà di espressione.

I tribunali spesso valutano se il nuovo utilizzo trasformi le opere originali in qualcosa di nuovo. E le aziende che producono software musicale basato sull’AI difendono i loro prodotti sostenendo che fanno un uso equo delle creazioni umane. Un’argomentazione cruciale, dato il potenziale economico multimiliardario dell’industria dell’intelligenza artificiale.

Suno e Udio, due aziende di musica AI analizzate da Reuters in un interessante approfondimento, hanno affermato nelle loro risposte alle cause delle etichette discografiche che il loro utilizzo delle registrazioni esistenti è pensato per aiutare le persone a creare nuove canzoni. E che pertanto rappresenta un “fair use” per eccellenza.

Le aziende di generazione musicale tramite l’intelligenza artificiale potrebbero però avere più difficoltà a dimostrare il fair use rispetto ai produttori di chatbot. Perché un conto è sintetizzare e riassumere testi in modi più facilmente considerati trasformativi dai tribunali, un altro è creare tracce musicali che, oltre ai testi, riecheggiano anche melodia, armonia, ritmo dei veri artisti.

Un’importante decisione della Corte Suprema sul fair use dell’anno scorso potrebbe avere un impatto significativo su questi casi, poiché ha sottolineato l’importanza di valutare se il nuovo utilizzo abbia lo stesso scopo commerciale dell’opera originale.

Lo scorso aprile abbiamo riportato la notizia che voleva numerose star della musica come Billie Eilish, Nicki Minaj e Stevie Wonder, aver firmato una lettera aperta avvertendo che la musica generata dall’AI e addestrata sulle loro registrazioni, potrebbe arrecare danno agli artisti umani.

Le principali etichette discografiche (Sony Music, Universal Music Group e Warner Music) hanno citato in giudizio Udio e Suno a giugno, segnando l’inizio di una serie di battaglie legali sui diritti d’autore legati ai contenuti generati dall’AI. La difesa di Suno e Udio si basa sul concetto che la loro tecnologia non violi i diritti d’autore e che la legge statunitense protegga le registrazioni sonore che “imitano o simulano” altre musiche registrate.

Queste cause sono probabilmente destinate a durare anni e a sollevare questioni uniche nel campo della musica e del copyright. La speranza è che in attesa che la Legge arrivi a definire regole d’ingaggio chiare, nel frattempo non si sia fatta terra bruciata.

POTREBBE INTERESSARTI

caisi chris fall trump

L’agenzia americana sull’IA perde il terzo direttore in un anno

Chris Fall lascia il CAISI, l’agenzia federale che valuta i modelli di IA, dopo il predecessore rimosso in meno di una settimana per il suo passato in Anthropic....
aziende IA

Meno junior e meno manager: così l’IA sta appiattendo le aziende

Uno studio sulle aziende costruite attorno all’IA mostra realtà più piccole del 25%, con meno livelli gerarchici e più capitale per dipendente. È il modello che...
Christopher Nolan

Nolan: “L’IA è un cavallo di Troia di vetro, si vedono i greci dentro”

Il presidente della Directors Guild of America legge il rifiuto dei più giovani come un segnale sano. Ma gli studios stanno firmando accordi con le società di...
OpenAI Sam Altman ChatGPT

Le accuse di Apple a OpenAI sono sorprendenti

Dalle presentazioni sulle schede logiche ai consigli su cosa non firmare all’uscita. Ecco le accuse che Apple porta contro OpenAI davanti al giudice di San...
moonshot kimi k3

Kimi K3 ha azzerato il vantaggio americano nell’IA?

Moonshot AI mostra che il distacco tra i due Paesi può essere recuperato rapidamente e mette sotto pressione prezzi, investimenti e restrizioni sui chip.

David Chiu deepfake

San Francisco ordina ad Apple e Google di rimuovere dozzine di app di deepfake

La città di San Francisco accusa i due colossi tecnologici di aver ignorato le normative e di aver tratto profitto dalla diffusione di software per deepfake non...
Mark Zuckerberg Meta

Meta tratta con Anthropic: dieci miliardi per affittare i suoi data center

Meta costruisce data center propri e ne affitta altri per stare al passo. Ora valuta di rivendere la sua capacità ad Anthropic, cioè al concorrente che i suoi modelli...
Apple

Apple manda lettere di diffida a quaranta dipendenti di OpenAI

Gli avvocati di Cupertino intimano agli ex dipendenti di conservare documenti e comunicazioni, e chiedono di incontrarli. Sono circa il dieci per cento dei quattrocento...
Tim Cook Apple

Apple supera Nvidia e torna la società più capitalizzata al mondo

Il sorpasso arriva mentre gli investitori spostano l’attenzione dai chip alla capacità di Apple di monetizzare l’IA con servizi e dispositivi.

Mira Murati Thinking Machines

Thinking Machines risponde al conto salato dell’IA a consumo con Inkling

Con il suo primo modello open-weight, la startup fondata dall’ex CTO di OpenAI punta a spostare il potere dai grandi laboratori alle aziende che useranno...
Share This