La carica delle “AI Girlfriend”: arriva l’amore virtuale, tra tecnologia e sentimento

by | 23 Gen 2024 | IA

Tempo di lettura: 2 minuti

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Questa è la descrizione di una delle tante AI Girlfriend disponibili gratuitamente su ChatGPT. Un fenomeno che, sebbene prevedibile, sta guadagnando uno slancio forse inaspettato da OpenAI.

Era il 2013 quando il film “Lei” (Her), diretto da Spike Jonze e con protagonista Joaquin Phoenix, vinse l’Oscar per la miglior sceneggiatura originale. Il film dipingeva una visione futuristica dove la tecnologia permetteva una comunicazione costante con il computer domestico attraverso auricolari, comandi vocali e strumenti video portatili. Theodore Twombly, il solitario e riservato protagonista, lottava per superare la separazione dalla sua ex-moglie e finiva per innamorarsi di un’intelligenza artificiale progettata per rispondere alle sue necessità personali.

Avanziamo velocemente di 11 anni e ci troviamo a commentare la finzione diventata realtà. Le AI Girlfriend hanno invaso il GPT Store poche ore dopo la sua apertura, con nomi come “Korean Girlfriend”, “Judy”, “La tua ragazza AI, Tsu” e “Virtual Sweetheart”. Le regole di OpenAI proibiscono “GPTs dedicati a favorire compagnia romantica” e l’azienda ha anche una vasta policy contro “contenuti sessualmente espliciti o suggestivi”.  Di conseguenza, OpenAI è intervenuta immediatamente ma basta digitare “girlfriend” nella ricerca dei GPTs per vedere che il fenomeno s’è tutt’altro che estinto.

Che la situazione si sarebbe sviluppata così era prevedibile. E non solo perché Spike Jonze l’aveva già anticipato. Ma anche perché i sexbot sono apparsi quasi immediatamente dopo l’avvento di questa generazione di intelligenze artificiali. La piattaforma di chatbot Character.AI, è piena di avatar pronti a interagire con noi in modo spinto o romantico. Non è da meno Replika, che nel suo sito si presenta come “L’Intelligenza Artificiale che si prende cura di te. Sempre qui per ascoltare e parlare. Sempre al tuo fianco”.

Replika si è inizialmente proposta con pubblicità che promuovevano esplicitamente il suo servizio come una macchina robotica per adulti, per poi cambiare rapidamente rotta e bandire il sesso dalla sua piattaforma. I tanti utenti rimasti improvvisamente single ora possono consolarsi con Blush, specificamente creata per flirtare (non a caso la sua homepage recita “AI dating. Real feelings”).

Ogni piattaforma principale di generazione di testi, immagini e video AI ha implementato misure di sicurezza per bloccare richieste volgari o anche solo vagamente romantiche. Ma il fenomeno sembra inarrestabile. Nonostante molte persone sostengano che la tecnologia sia la risposta a tutto, il mondo sta affrontando un’epidemia di solitudine che sembra collegata all’ascesa di Internet. Come sottolinea giustamente Gizmodo, abbiamo sempre più strumenti, come le app per la consegna di cibo o le macchine per il self-checkout, che portano a evitare il contatto con gli altri esseri umani. Non è mai stato facile come oggi trascorrere un’intera giornata completamente isolati.

Molte persone pensano che avere una (o un) amante AI sia intrinsecamente una cosa negativa. Forse è così e non va dimenticato che coloro che creano questi partner virtuali, generalmente non hanno alcuna formazione psicologica. Il che è un grosso problema, date le ripercussioni emotive che sicuramente qualcuno riceverà dalle proprie relazioni virtuali. Oppure la compagnia delle IA potrà effettivamente dare conforto in un mondo sempre più indecifrabile.

Siamo di fronte a una materia di studio del tutto nuova, i cui effetti sono ancora da scoprire. Il futuro ci dirà se le IA ci faranno sentire meno soli. O diventare più soli.

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