Il Canada mette nel mirino Flipper Zero, il tamagotchi degli hacker

da | 11 Feb 2024 | Tecnologia

Tempo di lettura: 2 minuti

Il Flipper Zero è un dispositivo hardware open-source che sta facendo molto discutere. Definito da alcuni il “coltellino svizzero” degli hacker, consente la lettura, scrittura e la clonazione di tag RFID e NFC, e interagisce con sistemi di controllo degli accessi e pagamenti contactless. Include anche un emulatore di radiocomandi per clonare codici di dispositivi come garage e cancelli, oltre a un analizzatore di protocolli radio per studiare la comunicazione tra dispositivi IoT (Internet of Things).

Agli utenti avanzati offre poi la possibilità di eseguire hacking etico e pentesting (test di penetrazione) su sistemi di controllo accesso o di sicurezza informatica, nonché di sviluppare firmware personalizzato grazie alla sua natura open-source. Ma è chiaro che quest Tamagotchi del pirata informatico può essere usato per scopi illeciti.

Ed è per questa ragione che il Primo Ministro canadese Justin Trudeau ha esposto i piani per vietare l’importazione, la vendita e l’utilizzo di dispositivi come il Flipper Zero, che possono essere usati per intercettare e replicare i segnali wireless, una tattica comune nei furti d’auto. Le autorità canadesi, in particolare l’agenzia per l’Innovazione, la Scienza e lo Sviluppo Economico, hanno sottolineato l’urgenza di arginare la diffusione di tali tecnologie.

Tuttavia, la decisione ha sollevato un’ondata di critiche da parte della comunità degli appassionati di elettronica e dei professionisti della sicurezza. Il Flipper Zero è infatti diventato uno strumento popolare tra hobbisti e educatori, aiutando gli utenti a comprendere meglio il funzionamento dei protocolli di comunicazione moderni.

Coloro che criticano la decisione governativa sostengono che il Flipper Zero, nonostante le sue capacità, non possiede le funzionalità avanzate necessarie per eludere le moderne protezioni antifurto integrate nei veicoli di nuova generazione. Inoltre, sottolineano come dispositivi più sofisticati, come HackRF One e LimeSDR, siano più adatti per attività illecite, sebbene non siano stati specificatamente menzionati dal divieto.

Va poi aggiunto che attualmente il metodo più utilizzato nei furto d’auto impiega quelli che vengono definiti dispositivi di amplificazione del segnale. Questi sistemi agiscono sui meccanismi di accensione e ingresso delle auto che non richiedono una chiave fisica. Il funzionamento di tale tecnica prevede l’uso di un dispositivo posizionato vicino al portachiavi dell’auto e un secondo apparecchio posizionato vicino al veicolo stesso.

Per capirci, negli USA e in Canada il portachiavi è solitamente collocato su uno scaffale vicino all’ingresso della casa, mentre l’auto è parcheggiata a qualche decina di metri di distanza nel vialetto. Posizionando un dispositivo vicino all’ingresso e un altro accanto al veicolo, l’attaccante, senza neanche dover più rubare le chiavi, riesce a captare i segnali radio del portachiavi attraverso il muro e ad amplificarli fino alla macchina, sbloccando le portiere e avviando il motore.

In conclusione, appaiono comprensibili i tentativi del governo canadese di proteggere i cittadini dai furti d’auto. E se è vero che la comunità tecnologica chiede di trovare un equilibrio che protegga sia la sicurezza pubblica sia l’innovazione, la sensazione è che dispositivi come Flipper Zero apriranno un vaso di Pandora difficile da chiudere.

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