“La luce che arde col doppio dello splendore brucia per metà tempo”. Così diceva Eldon Tyrell a Roy Batty, in una delle tanti frasi del film Blade Runner poi passate alla storia. Una frase che, quando la sentimmo pronunciata al cinema ormai 42 anni fa al cinema, mai avremmo immaginato di associare a una news dedicata a un camaleonte. Ma questa che ci apprestiamo a scrivere è una notizia dai risvolti inaspettatamente filosofici… e tristi.
Un articolo di Live Science ci ha fatto scoprire un documentario di PBS intitolato “Big Little Journeys”, nel quale vengono mostrati gli ultimi momenti di un camaleonte di Labord, specie tipica del Madagascar. Un po’ come i replicanti del capolavoro di Ridely Scott, questa specie è caratterizzata da un’aspettativa di vita estremamente breve. Mentre infatti la maggior parte dei camaleonti può vivere in natura tra i due e i sette anni, con specie più grandi come il camaleonte di Parson che possono arrivare fino a dieci-quattordici anni, i camaleonti di Labord vivono solo quattro, cinque mesi al massimo.
Si tratta di una delle aspettative di vita più brevi di qualsiasi vertebrato quadrupede. E anche della più breve tra tutte le specie di camaleonti. Ma ha una triste e romantica peculiarità: nei suoi ultimi istanti di vita, la pelle di questa specie diventa un’eruzione di colori, illuminandosi di psichedeliche macchie di vari colori. “È come se stesse pronunciando le sue ultime parole”, dice il narratore della serie, Bumper Robinson.
“Le femmine impiegano tutta la loro energia nella produzione di uova, che devono sopravvivere alla lunga siccità mentre sono sottoterra”, spiegano il produttore della serie Valeria Fabbri-Kennedy e lo scienziato Chris Raxworthy, un erpetologo del Museo Americano di Storia Naturale. “Muoiono entro poche ore dalla deposizione, non avendo quasi più energie”.
Consumando tutte le loro forze nel combattimento per riuscire ad accoppiarsi, anche i maschi dei camaleonti di Labord muoiono prima che inizi la stagione secca. Di conseguenza, per circa due terzi dell’anno l’intera popolazione di questa specie è rappresentata unicamente da migliaia uova interrate nel suolo. “Gli adulti non si sono evoluti per sopravvivere alla stagione secca”, spiegano Fabbri-Kennedy e Raxworthy.
La vista della femmina di camaleonte che si trasforma in un vibrante e pulsante spettacolo di colori poco prima della morte, è una vista magnifica, seppur tragica, mai osservata prima nel regno animale. E come nel caso dei Replicanti di Blade Runner, ci ricorda che anche se le nostre vite durano meno di quanto vorremmo, ci viene comunque data l’opportunità di brillare e di trasmettere un messaggio che vada oltre la nostra esistenza. A noi il compito di riuscirci.


