La California al centro delle polemiche legislative tech

da | 19 Ago 2024 | Politica, Legal

L’attivismo legislativo della California in questo periodo è particolarmente sotto i riflettori, generando intensi dibattiti e controversie negli Stati Uniti. E dimostrando, ancora una volta, il ruolo centrale dello stato nella regolamentazione delle tecnologie emergenti e della sicurezza digitale.

Il primo spunto ci arriva da una recente decisione della Corte d’Appello Federale che ha in gran parte confermato un’ingiunzione contro una legge californiana dedicata alla sicurezza online per i minori. L’altro arriva invece da una proposta di legge sul controllo dell’intelligenza artificiale che sta suscitando forti reazioni, tra cui quelle di Nancy Pelosi.

Ma, come si suol dire, partiamo dall’inizio. La Corte d’Appello ha ribadito la sospensione di alcune delle disposizioni chiave del California Age-Appropriate Design Code Act, una legge approvata nel 2022 che impone alle aziende tecnologiche di valutare l’impatto dei loro prodotti sui bambini prima di lanciarli sul mercato.

Spinti da una crescente preoccupazione bipartisan secondo cui le piattaforme di social media non stavano proteggendo adeguatamente i minori, esponendoli a caratteristiche che creano dipendenza e a contenuti potenzialmente dannosi, i legislatori californiani avevano proposto una normativa secondo cui i social media erano obbligati a implementare, come impostazione predefinita, misure di privacy dei dati più severe per i bambini.

All’epoca, la legge fu salutata dagli attivisti per la sicurezza dei minori come un modello esemplare di protezione digitale, tuttavia lo scorso anno un giudice federale ha messo in discussione questa iniziativa concedendo a NetChoice un’ingiunzione preliminare contro la legge, sostenendo che probabilmente non avrebbe superato il vaglio costituzionale.

Ma chi è NetChoice? È una lobby statunitense che rappresenta gli interessi delle imprese tecnologiche, in particolare quelle che operano online. Fondata nel 2001, NetChoice dichiara di avere come obiettivo quello di promuovere politiche pubbliche che favoriscano la crescita e l’innovazione delle aziende digitali.

 

L’organizzazione in realtà ha un ruolo attivo nel dibattito su questioni regolamentari riguardanti internet, la privacy dei dati, la sicurezza informatica e le leggi antitrust. E tra i suoi membri figurano alcune delle più grandi aziende tecnologiche, come Google, Meta e Amazon, che condividono l’obiettivo di evitare regolamentazioni che possano limitare la loro capacità di operare.

Ebbene, la corte ha sposato le tesi di NetChoice ritenendo che la proposta di legge californiana violi il Primo Emendamento, poiché obbligherebbe le aziende a esprimere opinioni su ciò che potrebbe essere dannoso per i minori. Nonostante la decisione della Corte, alcune parti della legge, relative alla protezione della privacy dei minori, potrebbero ancora essere ritenute costituzionali, lasciando aperta la possibilità di ulteriori battaglie legali.

Come la California vuole regolamentare le IA

Parallelamente, sempre in California, si è aperto un altro fronte legislativo che vede protagonista la regolamentazione dell’intelligenza artificiale. Il disegno di legge SB 1047, sponsorizzato dal senatore democratico Scott Wiener, ha incontrato l’opposizione di figure politiche di spicco, tra cui Nancy Pelosi, figura centrale nella recente politica americana.

Wiener è noto per il suo impegno su temi progressisti e per la sua attenzione particolare alle politiche urbane e sociali. Prima di essere eletto al Senato della California nel 2016, ha servito nel Consiglio dei Supervisori di San Francisco, dove ha lavorato su diverse questioni, tra cui la riforma degli alloggi, i diritti della comunità LGBTQ+, i trasporti pubblici e la sicurezza.

 

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La Pelosi ha criticato il provvedimento, definendolo ben intenzionato ma mal concepito, sottolineando l’importanza di una legislazione che supporti i piccoli imprenditori e il mondo accademico piuttosto che favorire i grandi giganti della tecnologia. “L’intelligenza artificiale nasce in California,” ha dichiarato. “Dobbiamo avere una legislazione che sia un modello per la nazione e per il mondo. Abbiamo l’opportunità e la responsabilità di consentire ai piccoli imprenditori e al mondo accademico – non ai grandi colossi tecnologici – di dominare“.

Anche se la seniority e il profilo della Pelosi potrebbero dare peso alla sua opinione presso i politici californiani, lei e altri membri del Congresso non hanno alcuna voce ufficiale in capitolo in quanto si tratta di una legge statale. E nonostante le modifiche apportate per rispondere alle critiche, tra cui quelle mosse da Anthropic, il disegno di legge è ancora in fase di valutazione nell’Assemblea della California.

Wiener, pur rispettando l’opinione di Pelosi, ha difeso la sua iniziativa, sostenendo che le misure proposte sono essenziali per garantire la sicurezza dei modelli di AI più potenti. “Il disegno di legge richiede solo ai più grandi sviluppatori di intelligenza artificiale di fare ciò che ciascuno di loro ha ripetutamente promesso di fare: eseguire test di sicurezza di base sui modelli di intelligenza artificiale estremamente potenti”, ha aggiunto Wiener.

Queste vicende riflettono la complessità delle sfide che la California si trova ad affrontare nel tentativo di bilanciare la protezione dei consumatori, in particolare dei minori, con l’innovazione tecnologica, in un contesto in cui la regolamentazione statale si scontra con pressioni e interessi politici a livello locale e nazionale.

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