Cinquecentocinquanta miliardi di dollari. È la cifra a cui General Atlantic sta cedendo parte della sua quota in ByteDance, la società cinese che controlla TikTok. Non è una valutazione ufficiale, ByteDance non è quotata in borsa, ma è il prezzo che il mercato è disposto a riconoscere oggi.
Un anno fa, un riacquisto di azioni interno aveva fissato il valore della società a poco più di 330 miliardi. A novembre scorso, una transazione analoga era arrivata a 480 miliardi. Ora si parla di 550.
In dodici mesi, ByteDance è cresciuta del 66% senza un’offerta pubblica, senza dover rispondere agli analisti di Wall Street. Numeri di questa portata, per una società privata, non sono comuni. ByteDance supera per capitalizzazione implicita colossi come Samsung, LVMH o Alibaba.
I suoi ricavi hanno già superato quelli di Meta, la società proprietaria di Facebook. Il profitto atteso per il 2025 si avvicina ai 48 miliardi di dollari. Eppure la società di Zhang Yiming non ha ancora fatto il passo verso i mercati pubblici e non è chiaro quando, o se, lo farà.
Come funziona il ‘mercato ombra’
Chi non ha familiarità con il private equity potrebbe chiedersi come sia possibile attribuire un valore preciso a una società le cui azioni non vengono scambiate in borsa.
La risposta è nel cosiddetto mercato secondario: un circuito in cui azionisti esistenti (fondi di investimento, venture capital, dipendenti con stock option), cedono le proprie quote ad altri investitori privati.
Non c’è un prezzo ufficiale, non c’è trasparenza obbligatoria. Le valutazioni variano da transazione a transazione e i dettagli raramente diventano pubblici.
In tale ambito, ogni nuova operazione funziona da segnale. Dice agli altri investitori quanto qualcuno è disposto a pagare oggi, e su quella base si costruisce il consenso informale su quanto vale la società.
General Atlantic ha fissato internamente a 550 miliardi la valutazione dell’intera società: è ragionevole aspettarsi che non accetti una valutazione inferiore nella vendita in corso, la cui chiusura è prevista per marzo.
Non è un prezzo di mercato in senso stretto ma è, nei fatti, il miglior indicatore disponibile.
ByteDance e il fattore Trump
Dietro la crescita di valore c’è anche una variabile politica che sarebbe sbagliato sottovalutare.
Per mesi, ByteDance ha vissuto sotto la minaccia di un ban negli Stati Uniti: l’amministrazione americana aveva imposto la cessione delle operazioni di TikTok per ragioni di sicurezza nazionale, aprendo una fase di incertezza che aveva pesato sulla percezione del titolo tra gli investitori.
A gennaio, l’accordo con l’amministrazione Trump ha risolto lo stallo: le operazioni americane di TikTok diventeranno a maggioranza di proprietà statunitense, e il rischio di esclusione dal mercato più importante del mondo si è notevolmente ridotto.
Non è una coincidenza che la valutazione di ByteDance abbia accelerato proprio dopo quella svolta. La risoluzione del blocco americano ha rimosso il principale fattore di rischio agli occhi degli investitori internazionali, rendendo la società molto più appetibile.
Concretamente, senza quell’accordo è difficile immaginare che qualcuno avrebbe valutato ByteDance 550 miliardi con un piede fuori dal mercato statunitense.
Chi vende e perché
General Atlantic è uno dei grandi nomi del private equity globale. Ha investito in ByteDance per la prima volta nel 2017, quando la società valeva circa 20 miliardi di dollari.
Da allora, il valore della partecipazione è cresciuto di oltre venticinque volte. Il CEO del fondo, Bill Ford, siede tuttora nel consiglio di amministrazione di ByteDance, segno di un rapporto che va oltre il semplice investimento finanziario.
La decisione di cedere ora non è una scommessa sul declino futuro della società. È, più semplicemente, una questione strutturale: i fondi di private equity hanno un ciclo di vita di circa dieci-dodici anni, al termine del quale devono restituire il capitale ai propri investitori.
Alcuni fondi di General Atlantic si avvicinano a quella scadenza. Vendere una quota di ByteDance, anche solo parzialmente, è il modo ordinario di monetizzare un investimento eccezionale. Non è un’uscita, è una riscossione.
L’orizzonte dell’IPO
General Atlantic non è l’unica a muoversi. HSG, già nota come Sequoia Capital China, sta costituendo un fondo di continuazione per rilevare le quote di ByteDance detenute da fondi in scadenza, a una valutazione compresa tra 350 e 370 miliardi.
Il numero è più basso rispetto a quello di General Atlantic ma la logica è la stessa: monetizzare in attesa di un evento che ancora non ha una data.
Quell’evento è la quotazione in borsa. ByteDance è, per dimensioni e ricavi, la più grande società tecnologica privata al mondo. Un’offerta pubblica di ByteDance sarebbe uno dei debutti borsistici più attesi e potenzialmente più grandi della storia recente del settore tech.
Ogni transazione sul mercato secondario, ogni nuovo prezzo implicito, è anche un modo per posizionarsi prima di quel momento, e per tenere alta l’asticella della valutazione quando arriverà. Se arriverà.
Fonte: Reuters


