ByteDance, la società cinese proprietaria di TikTok, ha deciso di lanciare un nuovo programma di riacquisto di azioni riservato ai propri dipendenti, che porta la valutazione dell’azienda oltre i 330 miliardi di dollari.
È un passo che si rende reso possibile grazie alla continua crescita dei ricavi che ha spinto il gruppo a rafforzare il proprio bilancio e consolidare la sua posizione nel mercato globale dei social media.
Il riacquisto, atteso in autunno, avverrà a un prezzo di 200,41 dollari per azione. È un incremento del 5,5% rispetto ai 189,90 dollari offerti sei mesi fa, che avevano fissato il valore di ByteDance attorno ai 315 miliardi.
Un ordine di grandezza che rende bene l’idea della corsa che il colosso cinese sta vivendo, tanto più considerando che parliamo di una società non quotata in Borsa.
Perché i dipendenti hanno azioni di TikTok
Un aspetto che può sorprendere qui in Italiani riguarda il ruolo dei dipendenti nei buyback di ByteDance. Ma non si tratta di un’anomalia: nelle grandi aziende tecnologiche è ormai prassi comune che i lavoratori ricevano parte della loro retribuzione sotto forma di stock option o di azioni vincolate (RSU).
In questo modo, il successo dell’azienda diventa anche il loro successo personale: più cresce il valore della società, più aumenta il valore delle azioni in portafoglio. E per società non quotate come ByteDance, i programmi semestrali di riacquisto sono l’unico strumento concreto per permettere ai dipendenti di monetizzare.
Altre big tech come SpaceX o OpenAI finanziano operazioni simili con capitali di investitori esterni. ByteDance invece utilizza le proprie risorse, un segnale di margini solidi e di grande flessibilità finanziaria.
ByteDance, più ricavi di Meta
Nel secondo trimestre del 2025 i ricavi di ByteDance hanno raggiunto circa 48 miliardi di dollari, con una crescita del 25% rispetto all’anno precedente. Già nel primo trimestre la società aveva superato per la prima volta Meta, portando a casa oltre 43 miliardi di dollari contro i 42,3 miliardi del gruppo californiano.
Entrambe le aziende hanno mantenuto tassi di crescita sopra il 20% nel corso dell’anno, spinte soprattutto da una domanda pubblicitaria ancora molto robusta.
Ma nel caso di ByteDance il dato assume un significato particolare: gran parte di quei ricavi arrivano dal mercato cinese, a conferma della forza di un ecosistema digitale interno che continua a macinare numeri record nonostante le pressioni geopolitiche.
Nonostante questi risultati record e il sorpasso su Meta per ricavi, la valutazione di ByteDance resta però inferiore a un quinto della capitalizzazione del gruppo guidato da Mark Zuckerberg, che sfiora i 1.900 miliardi di dollari. Un divario enorme, che gli analisti spiegano soprattutto con i rischi politici e regolatori negli Stati Uniti.
La proprietà cinese di TikTok continua a essere un tema delicato a Washington, dove non mancano pressioni e minacce di restrizioni. Una variabile che pesa sulla valutazione dell’azienda e che ricorda come, nel campo dei social media e delle piattaforme globali, l’economia sia inseparabile dalla geopolitica.


