La nuova sfida dell’auto elettrica: BYD svela la ricarica in 5 minuti

by | 18 Mar 2025 | Automotive

Tempo di lettura: 3 minuti

Uno dei maggiori ostacoli alla diffusione dei veicoli elettrici è il tempo di ricarica, che preoccupa soprattutto chi affronta lunghe percorrenze.

Per superare questo limite, le case automobilistiche hanno sviluppato tecnologie di ricarica rapida e, in alcuni casi, sistemi di sostituzione della batteria.

In Cina, la competizione tra produttori ha portato a un’adozione su larga scala di soluzioni avanzate, contribuendo alla crescita esponenziale del mercato EV.

Tesla ha finora dominato il settore con i suoi Supercharger ma BYD ora punta a rivoluzionare il mercato con un sistema ancora più veloce.

Le prestazioni della “super e-platform” di BYD

Il nuovo sistema di ricarica di BYD, chiamato “super e-platform”, è progettato per raggiungere un picco di potenza di 1.000 kilowatt, permettendo a un veicolo di percorrere 400 km con soli cinque minuti di ricarica.

A supporto di questa tecnologia, BYD ha sviluppato batterie con un moltiplicatore di carica 10C, che consente loro di essere ricaricate a una velocità dieci volte superiore alla loro capacità nominale.

Inoltre, la piattaforma integra motori ad alte prestazioni, chip in carburo di silicio ottimizzati per sistemi ad alta tensione e caricatori rapidi capaci di supportare fino a 1.000 kW di potenza.

In confronto, Tesla utilizza prevalentemente un sistema a 400 volt con una potenza di ricarica massima di 250 kW. Fanno eccezione il Cybertruck, che adotta un’architettura a 800 volt con una capacità massima di 350 kW, e il camion Semi, dotato di un’architettura elettrica a 1.000 volt e con una potenza di ricarica fino a 1 megawatt (1.000 kW).

Anche gli altri concorrenti cinesi stanno spingendo sull’innovazione. Zeekr, il marchio premium di Geely, ha introdotto lo scorso anno una piattaforma a 800 volt capace di ricaricare l’80% di una batteria da 75 kWh della sua berlina Zeekr 007 dal 10% in soli 10 minuti e mezzo.

Li Auto e Xpeng hanno sviluppato soluzioni analoghe, offrendo oltre 400 km di autonomia con appena 10 minuti di ricarica.

BYD costruirà la sua rete di ricarica

Fino a oggi, i proprietari di veicoli BYD si sono affidati principalmente alle stazioni di ricarica di altre case automobilistiche o a infrastrutture pubbliche.

Con il lancio della “super e-platform”, l’azienda ha deciso di investire nella propria rete, annunciando la costruzione di oltre 4.000 stazioni in Cina.

Anche se non è stato fornito un calendario preciso, l’obiettivo è quello di recuperare il ritardo rispetto a competitor come Nio, che vanta quasi 2.700 stazioni di ricarica rapida, e Tesla, che ha già una rete consolidata nel Paese.

Anche Zeekr ha piani ambiziosi: entro il 2026, punta a installare 100.000 colonnine ultra-rapide distribuite in 2.000 stazioni. Li Auto, dal canto suo, ha costruito 1.900 stazioni solo dallo scorso aprile.

La corsa alla ricarica rapida si fa sempre più serrata, con il governo cinese che supporta attivamente l’espansione delle infrastrutture per incentivare l’adozione dei veicoli elettrici.

Le sfide della ricarica ultra-rapida

Nonostante il grande entusiasmo attorno alla ricarica ultraveloce, gli esperti mettono in guardia sulle possibili criticità.

Un’adozione su larga scala di questa tecnologia potrebbe mettere sotto pressione la rete elettrica nazionale, rendendo necessarie ingenti risorse per il potenziamento delle infrastrutture.

BYD ha dichiarato di voler affrontare questa sfida integrando unità di accumulo di energia in ogni stazione di ricarica ma questa soluzione potrebbe aumentare significativamente i costi di realizzazione.

Con l’ingresso di BYD nella competizione per la ricarica ultra-rapida, il panorama della mobilità elettrica si arricchisce di nuove sfide e opportunità.

Se l’azienda riuscirà a mantenere le promesse fatte, il settore potrebbe assistere a una nuova accelerazione nell’adozione dei veicoli elettrici, riducendo uno dei principali ostacoli alla loro diffusione su larga scala.

Certo è che questi progressi tecnologici mettono Tesla in una posizione di apparente svantaggio di fronte all’offensiva cinese. E per quanto riguarda i costruttori europei, il divario sembra ancora più marcato.

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