BRICS: la Russia spinge la blockchain per aggirare il Dollaro

by | 12 Ott 2024 | Business, Tech War

Tempo di lettura: 3 minuti

La tecnologia a registro distribuito (DLT, Distributed Ledger Technology) è un sistema che permette di archiviare e condividere dati in modo decentralizzato e sicuro.

Diversamente dai registri tradizionali, dove un’unica entità centralizzata (come una banca o un’autorità) gestisce e verifica le informazioni, la DLT distribuisce il registro su più nodi o computer di una rete.

Ogni nodo possiede una copia aggiornata del registro, e le transazioni o modifiche sono validate collettivamente da tutti i partecipanti.

Uno dei principali vantaggi della DLT è la sua trasparenza e sicurezza: ogni transazione viene verificata attraverso un sistema di consenso decentralizzato, rendendo molto difficile la manipolazione dei dati senza che venga rilevata da tutti i nodi.

Cripto-BRICS

Se quanto appena letto vi pare familiare, avete ragione. La blockchain, utilizzata ad esempio per le criptovalute come il Bitcoin, è una delle applicazioni più conosciute della DLT, ma esistono altre varianti utilizzate in settori come la finanza, la logistica e i contratti intelligenti.

Grazie alla DLT, non è più necessario un intermediario centrale per verificare le transazioni, riducendo così i tempi e i costi delle operazioni e garantendo una maggiore sicurezza e affidabilità del sistema.

Ed è nel parlare di intermediari centrali che ci avviciniamo alla news di oggi. La Russia sta infatti cercando di rivoluzionare il sistema di pagamenti transfrontalieri tra i paesi BRICS, puntando a ridurre la dipendenza dal dollaro e a proteggere la propria economia dalle sanzioni internazionali.

A scriverne è Bloomberg, che riferisce di un rapporto congiunto del Ministero delle Finanze russo, della Banca di Russia e della società consulenza moscovita Yakov & Partners. Alla luce del quale Mosca avrebbe proposto lo sviluppo di un sistema multicurrency che permetta transazioni in valute locali, accompagnato da una rete di banche commerciali e collegamenti diretti tra le banche centrali dei paesi membri.

Il piano, che sarà discusso al vertice annuale dei BRICS in programma a Kazan dal 22 al 24 ottobre, mira a “proteggere i partecipanti da qualsiasi pressione esterna, come le sanzioni extraterritoriali”.

L’obiettivo è chiaro: ridurre l’influenza degli Stati Uniti sul sistema finanziario globale, poiché “gli interessi americani non sono sempre allineati con quelli degli altri attori globali”.

Come ti aggiro le sanzioni…

Le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dai loro alleati in risposta all’invasione russa dell’Ucraina, avvenuta nel febbraio 2022, hanno avuto un impatto significativo sull’economia russa. Tra le misure più drastiche, la Russia è stata esclusa dal sistema finanziario SWIFT e i suoi asset esteri sono stati congelati.

In risposta, Mosca ha intensificato gli sforzi per ridurre la dipendenza dal dollaro statunitense, anche se gli altri membri dei BRICS, non colpiti dalle stesse sanzioni, continuano a privilegiare l’accesso al sistema finanziario basato sul dollaro.

Secondo il Brookings Institution, il 58% dei pagamenti internazionali al di fuori dell’area euro avviene ancora in dollari, e il 54% delle fatture commerciali estere è denominato in questa valuta, evidenziando la persistente dominanza del “biglietto verde” nei commerci globali.

Tra le proposte avanzate dalla Russia, dicevamo, c’è l’utilizzo della tecnologia a registro distribuito (DLT, Distributed Ledger Technology), la stessa alla base delle criptovalute come il Bitcoin. La DLT potrebbe eliminare il rischio di credito legato ai sistemi bancari tradizionali e ridurre i costi di transazione, nonché i tempi di elaborazione.

Secondo gli autori del rapporto, se la metà dei pagamenti transfrontalieri tra i BRICS venisse effettuata tramite DLT, si potrebbero risparmiare fino a 15 miliardi di dollari all’anno.

Il vertice di Kazan si svolge in un momento cruciale per il gruppo BRICS, che a gennaio ha accolto nuovi membri come Iran, Emirati Arabi Uniti, Etiopia ed Egitto. Anche la Turchia ha chiesto di entrare nei BRICS.

Queste nuove adesioni, insieme alle proposte della Russia, potrebbero segnare una svolta importante nella ricerca di un’alternativa al sistema finanziario dominato dagli Stati Uniti, indebolendo al contempo il dollaro.

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