Il confronto tra Elon Musk e il governo brasiliano sta raggiungendo nuovi livelli di intensità. Dopo la controversa decisione della Corte Suprema del Brasile di vietare il social network X, le tensioni ora si sono estese anche a Starlink, la compagnia di banda larga satellitare di proprietà del magnate statunitense.
La crisi è esplosa dopo che il giudice della Corte Suprema, Alexandre de Moraes, ha ordinato il blocco di X in Brasile, accusando la piattaforma di ospitare messaggi di odio e disinformazione sul sistema di voto elettronico del Paese, minacciando la democrazia brasiliana.
Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha appoggiato con forza la decisione del giudice, affermando che “non siamo obbligati a tollerare l’ideologia di estrema destra di Musk solo perché è ricco”.
La risposta di Musk non si è fatta attendere. In un post su X, dopo che il giudice Moraes ha ordinato il congelamento dei conti di Starlink in Brasile (una mossa volta a garantire il pagamento delle multe inflitte a X per la mancata conformità alle ordinanze giudiziarie), ha minacciato come contromisura di chiedere il sequestro dei beni brasiliani. Ha poi pubblicato anche questo post, ben poco conciliante:
This evil tyrant is a disgrace to judges robes https://t.co/U4LW2mjsTL
— Elon Musk (@elonmusk) September 3, 2024
La situazione si è ulteriormente complicata quando Starlink ha rifiutato di conformarsi all’ordine di bloccare l’accesso a X nel Paese. L’agenzia brasiliana delle telecomunicazioni, Anatel, ha subito messo in guardia l’azienda, paventando la possibilità di sanzioni severe, tra cui la revoca della licenza per operare in Brasile. Artur Coimbra, commissario di Anatel, ha confermato che Starlink è l’unica azienda che ha dichiarato esplicitamente di non voler rispettare l’ordinanza del tribunale.
Nel frattempo, una giuria della Corte Suprema ha votato all’unanimità per confermare la sospensione di X in Brasile, motivando la decisione con la mancata nomina di un rappresentante legale locale, come richiesto dalla legge. La sospensione, dicono i giudici, potrebbe essere revocata se la piattaforma rispettasse le precedenti sentenze.
Musk, che ha chiuso l’ufficio di X in Brasile ad agosto senza nominare un nuovo rappresentante, continua a sostenere che le azioni di Moraes rappresentano un attacco alla libertà di espressione. Tuttavia, la Corte Suprema brasiliana, con il sostegno del presidente Lula, sembra determinata a mantenere la linea dura, ritenendo che il comportamento di Musk rappresenti una sfida diretta all’autorità giudiziaria del Paese.
Con X ormai inaccessibile per la maggior parte degli utenti brasiliani, l’intera vicenda potrebbe segnare un punto di svolta nei rapporti tra il Brasile e le aziende di Musk, ponendo interrogativi cruciali sul futuro delle piattaforme digitali e della libertà di espressione in uno dei mercati più grandi al mondo per queste tecnologie.


