Ogni anno in Italia buttiamo quasi un milione di tonnellate di pane. E ogni anno spendiamo circa 70 miliardi di euro per fare il pieno alle nostre auto, alimentando una dipendenza dai combustibili fossili sempre più fragile sul piano geopolitico.
E se questi due problemi avessero la stessa soluzione?
In questa puntata di Border, il format di approfondimento di Financialounge dedicato a innovazione e futuro, ho incontrato Sara Fulignani, ricercatrice dell’Università di Pisa, per parlare di una scoperta che sembra fantascientifica e che invece è già realtà nei laboratori toscani: un processo che converte il pane invenduto in etil levulinato, un biofuel compatibile con i motori già in circolazione.
Quanta energia si ricava davvero da un milione di tonnellate di scarti? Funzionerebbe nelle pompe di benzina attuali? E il vantaggio maggiore sarebbe economico o ambientale?
Le risposte, in pochi minuti, potrebbero sorprendervi.


